La ricetta della strafelicità

Se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire le voci narranti nei parchi o proprio dietro una via che si vanno a mescolare alle grida felici dei bambini che invadono la città; si perché quando c’è ReggioNarra la città si popola improvvisamente e tutti sono alla ricerca di uno spettacolo da ammirare o di una storia da scoprire o ritrovare.

Si è appena conclusa la dodicesima edizione di ReggioNarra che, anche quest’anno, ha donato a grandi e bambini tante e differenti occasioni per incontrare storie e lasciarsi affascinare da esse attraverso diversi linguaggi e forme. Io, Emma e mio marito abbiamo avuto l’enorme piacere di partecipare, in modo particolare, a due narrazioni davvero strepitose e, ognuna di esse, per le loro differenti peculiarità, ci hanno arricchito la mente e il cuore.

Uno di questi è stato lo spettacolo intitolato “La ricetta della strafelicità” tratto dall’omonimo albo illustrato e narrato direttamente dall’autore; uno spettacolo di teatro d’attore e musica dal vivo, messo in scena da Matteo Razzini, autore del testo, Stefano Tincani, Alessandro Fava e Massimo Giudici, il trio musicale che ha accompagnato l’intera narrazione. Uno spettacolo commovente, divertente, ironico e davvero molto coinvolgente, capace di tramettere messaggi importanti, ma senza “appesantire” lo spettatore.

IMG_0426

Il testo “La ricetta della strafelicità” è di fresca uscita ed era proprio mia intenzione prenderlo tra le mani non appena ne avessi avuto l’occasione, in quanto il titolo ha attirato fin da subito la mia curiosità; grazie allo spettacolo di ReggioNarra ho avuto modo di incontrare questa storia e me ne sono innamorata immediatamente. La bellezza del racconto e la bravura di Matteo mi hanno emozionata molto e, quando un testo riesce a farmi scendere una lacrima deve essere mio, perciò appena terminato lo spettacolo sono corsa ad accaparrarmi una copia e oggi voglio presentarlo anche a voi.

IMG_0428

La storia racconta di Michele, un bambino impacciato e maldestro, ogni cosa che fa diventa un disastro e non ne combina una per il dritto. Ma quando d’estate Michele trascorre il suo tempo con nonna Isa a cucinare, ecco che qui si sente diverso, amato e per nulla imbranato, anzi, si sente a suo agio. Nonna Isa ama cucinare e, in modo particolare, lei conosce la ricetta della strafelicità che custodisce segretamente e gelosamente tra le pagine di un quaderno a quadretti:

” Pesa la gioia sulla bilancia, aggiungi un ricordo di succo d’arancia; sbuffa di nebbia, ungi di burro, mescola tutto col cielo azzurro!”.

Una sera bussa alla porta il signor Lafine che in un attimo porta via con sé la nonna e il quaderno con la ricetta della strafelicità. Ora a Michele non resta che intraprendere un viaggio accompagnato da una giovane donna (che solo alla fine scopriremo chi sia) alla ricerca della nonna e della ricetta, ma questa sarà un’avventura importante, formativa e che porterà il bambino a confrontarsi con emozioni forti e paure per poi superarle, contribuendo in modo determinante alla sua crescita.

IMG_0429

Grazie alla storia di Michele, ad uno stile di scrittura delicato, attento ad ogni singola parola, ma allo stesso tempo scorrevole ed immediato, l’autore Matteo vuole trasmettere ai giovani lettori, ma anche a quelli adulti, che non bisogna mai farsi abbattere dai giudizi altrui o dalle difficoltà della vita, occorre sempre andare avanti e credere in se stessi perché ognuno di noi possiede delle qualità, a volte un po’ nascoste, e che con un pizzico di coraggio si può scoprire quale talento ci appartiene.

La parte scritta di questo albo illustrato, caratterizzato dal doppio testo (italiano-inglese) e da alcune filastrocche vivaci e divertenti, si intreccia e prende vita attraverso le illustrazioni dallo stile molto particolare di Alessandro Ferraro: colori decisi dai toni principalmente scuri, tratto sottile con particolari quasi tratteggiati e volti poco definiti che lasciano spazio all’immaginazione, queste sono le caratteristiche che più mi hanno colpito di queste illustrazioni.

 

Dopo aver incontrato questa storia ho voluto assolutamente indagare sull’autore e così, curiosando nel web, ho scoperto che Matteo Razzini è proprio di Reggio Emilia e che nella vita oltre ad essere autore di testi e attore di spettacoli è un gelataio… che meraviglia! Credo che la convivenza di queste professionalità così differenti contribuisca a renderle ancora più ricche singolarmente e credo anche che la loro contaminazione costante contribuisca a rendere Matteo una persona in ascolto verso l’altro. Purtroppo ho scoperto anche di essermi persa la presentazione di questo testo e quindi l’occasione di incontralo più da vicino, ma d’ora in poi lo seguirò con attenzione e piacere!

IMG_0433

Ma la ricetta della strafelicità esiste davvero? Chi può saperlo… Una cosa però Matteo con la sua storia ci ha lasciato: non dobbiamo rincorrere questa ricetta, perché non ne esiste nessuna, ma ognuno di noi deve trovare la propria dentro di sé e che lo renda felice davvero!

“La ricetta della strafelicità” di Matteo Razzini, illustrato da Alessandro Ferraro, edito da Corsiero Editore, 2018.

Annunci

Una risposta a "La ricetta della strafelicità"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...