La fabbrica delle mamme

Essere mamma è decisamente una delle esperienze più significative della vita di una donna perché te la cambia radicalmente. Io non credo per niente a chi dice: “Ma no, alla fine non cambia nulla quando diventi mamma!“. Bugia! La donna che eri prima non lo sei più e sicuro non tornerà perché nel momento stesso in cui tieni tra le braccia tuo figlio scoccherà un amore indescrivibile e infinito, in cui uno è dipendente dall’altro, uniti dal vero amore.

Questo amore unico ti farà compiere scelte importanti, mettendoti sempre in seconda fila, ti farà barcollare, ti farà volare più in alto del cielo, ti farà perdere l’equilibrio per poi riprenderti per mano, ti avvolgerà e ti riscalderà il cuore come la coperta più calda del mondo, ti farà provare emozioni nuove che mai avresti pensato di provare e ti affiancherà fino alla fine.

Giorno dopo giorno ti accorgi di cosa significa essere mamma e capisci davvero quanto sia straordinario, ma altrettanto complicato esserlo: una mamma continuamente si interroga sul suo “operato” perché vuole essere perfetta per il proprio figlio. “Avrò fatto bene a dirgli così?” oppure “Potevo comportarmi diversamente in quel momento“, insomma un turbinio di domande auto valutative tempestano quotidianamente la mente di una mamma poiché l’obiettivo principale è sempre lo stesso: far crescere il proprio figlio nel migliore dei modi!

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In occasione della festa della mamma vorrei presentarvi un testo che di cui sono stata gentilmente omaggiata dalla casa editrice VerbaVolant e che credo sia perfetto per questa ricorrenza. Il titolo del libro è tutto un programma e preannuncia il tema che andrà ad affrontare: “La fabbrica delle mamme” di Claudia Mencaroni, illustrato da Giulia Cregut.

Questo testo mi ha particolarmente colpita e, durante la prima lettura, non vedevo l’ora di arrivare alla fine per scoprire come si sarebbe conclusa la storia per poterne prendere spunto e insegnamento. Attraverso la storia di Nino, Claudia Mencaroni e Giulia Cregut mettono nero su bianco quello che è il desiderio recondito di ogni figlio (prima o poi): cambiare i propri genitori plasmandoli sulla base dei propri desideri. Essere mamma non è una cosa semplice e comprendere le scelte di un adulto per un bambino è uno degli aspetti più difficili dell’esistenza.

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La storia prende origine da un diverbio, l’ennesimo, che il piccolo Nino ha con la mamma: lei non lo lascia giocare a pallone perché non c’è abbastanza tempo per farlo. Questa però è la classica goccia che fa traboccare il vaso e Nino sbotta in un “Non voglio essere più tuo figlio! Voglio un’altra mamma!”. A questo punto la mamma lo invita a salire in macchina per recarsi in un posto che lascerà Nino di stucco: “La fabbrica delle mamme“. Al bimbo non par vero di avere un’occasione del genere e, appena sceso dall’auto senza nemmeno salutare la mamma, corre verso questo luogo magico pronto a dar forma e sostanza alla mamma dei suoi sogni…

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Il custode della fabbrica, un soldatino di stagno, lo accoglie a braccia aperte e così Nino, tra una richiesta e l’altra e in mezzo al frastuono degli ingranaggi che debbono creare questa creatura perfetta, inizia a domandarsi se sia quello il suo vero desiderio, se sia questo ciò che vuole veramente.

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Così il nostro Nino farà la sua scelta, quella giusta, perché così come per i figli, anche per i genitori vale la regola secondo la quale non sempre le cose che sono perfette, o che ci sembrano perfette, in fondo sono le migliori per noi. Forse quello che abbiamo è già perfetto così com’è, dobbiamo solo arrivare a capirlo….

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Le tavole acquerellate che illustrano questo testo, quasi a tutta pagina, completano in maniera perfetta la storia, introducendoci morbidamente alla scoperta di questa insolita fabbrica. Le illustrazioni dai colori tenui e delicati mettono in risalto in modo forte e significativo le espressività dei personaggi, evidenziandone gli stati d’animo raccontati con le parole.

“La fabbrica delle mamme” è un libro che mi sento di consigliare sia a noi mamme che ai bambini: alle prime perché, per quanto imperfette, abbiamo ancora qualche speranza… e ai bimbi perché, in fondo, sono tutti sulla stessa barca!

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Per scoprire gli altri testi di Verbavolant Edizioni cliccate su questo link.

“La fabbrica delle mamme”, di Claudia Mencaroni e Giulia Cregut, edito da Verbavolant, 2018.

 

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