Il viaggio di un’eroina

Argomento molto dibattuto e discusso al giorno d’oggi è il ruolo dei social nella nostra società.
Io stessa ho sempre visto questo nuovo modo di comunicare con occhio molto critico e impaurito, ma da quando sono mamma devo ammettere che il più delle volte mi è tornato utile: una volta per un consiglio, un’altra per un conforto, per conoscere altre mamme o per scovare iniziative nella mia città.

Proprio attraverso e grazie ad un famoso social fui contatta poco tempo fa da un giornalista, Peter de Kuster.
Lui è il fondatore e il curatore di un blog inglese che si chiama “The Heroine’s journey” dove chiede, attraverso un questionario, a donne in tutto il mondo di raccontare qualcosa di sè e di quello che fanno, nel loro piccolo, durante il loro viaggio di vita.

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Ecco qui sotto le mie risposte…

1. Qual è la cosa che amo di più del mio lavoro?

La cosa che amo di più del mio lavoro è che ogni giorno è diverso dall’altro, non è mai ripetitivo. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da imparare e da scoprire.

2. Qual è la mia idea di felicità perfetta?

La mia idea perfetta di felicità è un qualcosa che si raggiunge solo in piccoli attimi nel corso della nostra vita. La difficoltà sta nel saper cogliere ed apprezzare quei piccoli momenti: il secondo in cui vedi tuo figlio per la prima volta, una risata che nasce spontanea durante un periodo difficile, un momento importante condiviso con la persona amata, una fantastica notizia inaspettata…

3. Qual è la mia più grande paura?

La mia più grande paura è di non riuscire a vedere crescere i miei figli e non vederli realizzare i loro sogni.

4. Qual è la cosa che detesto di me?

Il tratto che più detesto del mio carattere è quello di essere troppo seria. A volte mi piacerebbe riuscire a pendere le cose con un po’ più di superficialità e saper sdrammatizzare di più nei periodi difficili.

5. Quali sono le persone che apprezzo di più nel mio lavoro?

La ballerina che apprezzo di più è Silvie Guillem per la sua bellezza, intelligenza e versatilità, come coreografo Jiri Kilyan per sua sensibilità artistica, la sua eleganza e musicalità. Nel Gyrotonic Juliu Horvath, inventore del metodo, per la sua profondità e curiosità.

6. Qual è stata la mia più grande stravaganza?

Non sono una persona molto ribelle ho fatto tante piccole stravaganze ma poche degne di nota, non cose che altri non abbiano già fatto. Forse la più significativa è stato passare la notte sulla spiaggia con un ragazzo senza che nessuno sapesse dove fossi…Non vi dico la reazione dei miei genitori al mio rientro!

7. In quale occasione potrei mentire?

Non sono brava a mentire, divento subito rossa e non riesco a mantenere lo sguardo negli occhi della persona con cui sto parlando ma penso potrei mentire per difendere le persone che amo, senza esitazione!

8. Qual è la cosa che non mi piace del mio lavoro?

La cosa che non mi piace del mio lavoro è che non abbia il giusto riconoscimento che merita. E’ una categoria sottovalutata e poco tutelata sotto molti punti di vista. Il ballerino decide di fare questo lavoro perché è spinto da una profonda passione e a volte questo lo porta ad accettare dei compromessi rinunciando ai propri diritti.

9. Dove e quando è stato il momento più felice della mia carriera?

La fortuna del mio lavoro è che si ha la possibilità di viaggiare molto, vedere posti stupendi e ballare in teatri spettacolari. Le emozioni e le soddisfazioni sono tante e decidere quale sia stato il momento più felice non riesco a dirlo. Ce ne sono stati molti: la prima volta che sono salita su un palco, la prima volta che ho ballato un solo che era stato creato per me, il giorno in cui mi hanno detto che ero stata presa all’Aterballetto, la volta che ho riballato dopo un lungo infortunio…

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10. Se potessi, cosa cambierei di me stessa?

Fisicamente cambierei i miei capelli, li vorrei ricci e voluminosi mentre li ho veramente, ma veramente lisci. Caratterialmente mi piacerebbe essere più coraggiosa e meno razionale.

11. Qual è il mio più grande successo sul lavoro?

Il mio più grande traguardo nel lavoro è stato riuscire a conciliare il mio essere mamma e ballerina ricevendo grandi soddisfazioni in entrambi gli ambiti.

12. Dove mi piacerebbe vivere?

Non c’è un luogo in particolare dove mi piacerebbe vivere, credo che se si è insieme alle persone che si amano si può vivere ovunque. Mi piace viaggiare e vorrei farlo più spesso per conoscere luoghi e culture nuove.

13. Qual è il mio più grande tesoro?

Il più grande tesoro che ho è la mia esperienza, tutto ciò che ho vissuto di postivo e di negativo fino ad oggi e mi piacerebbe riuscire a condividerlo con le persone più giovani per dare loro la possibilità di avere gli strumenti necessari per fare meglio di come ho fatto io.

14. Qual è la mia caratteristica più marcata?

Difficile rispondere di se stessi ma credo che la caratteristica più evidente sia la mia serietà e professionalità.

15. Qual è il posto che mi ispira di più della mia città?

Il posto a Reggio Emilia nel quale amo passare il tempo libero a pensare ed osservare è Piazza Fontanesi. Mi piacciono le sue panchine, i suoi alberi e il fatto che ci siano sempre un sacco di bambini che corrono e giocano a palla.

16. Qual è il mio ristorante preferito in città?

Il ristorante che, oltre ad essere ottimo, ha un posto speciale nel mio cuore è La Badessa. Ho fatto lì il mio pranzo del matrimonio e almeno una volta all’anno mi piace tornare. Il proprietario è una persona che ama il suo lavoro ed il cibo ed il vino sono ottimi.

17. Quali libri hanno influenzato la mia vita e come?

Mi piace leggere e molti libri hanno influenzato il mio pensiero nei diversi periodi della mia vita ma il primo libro che ricordo con particolare affetto e che forse mi ha fatto appassionare alla lettura è stato “Fiabe Italiane” di Italo Calvino. Un libro di brevi racconti che mia mamma ci leggeva d’estate in campeggio prima di addormentarci.

18. Chi è il mio autore preferito?

Non ho un autore in particolare ma mi appassionano i gialli, i thriller con uno sfondo di ironia. Mi pace Fred Vargas, Camilla Lackberg, Andrea Camilleri.

19. Tu morirai una volta sola. Quale musica vorrei ascoltare il mio ultimo giorno?

Vorrei sentire la canzone che io ed Hektor abbiamo deciso di usare per il giorno del nostro matrimonio “Ovunque proteggi” di Vinicio Caposela.

20. Qual è il mio eroe/eroina delle fiction?

Non ho un eroe a cui faccio riferimento ma mi piace e mi fa sorridere l’idea che un giorno potrei diventare come la mamma di Modern Family. Una mamma lavoratrice, che ama i propri figli ma che non rinuncia a dedicare del tempo per se stessa, e ad un buon bicchiere di vino, e che prova ad affrontare ogni giorno con ironia e buon umore.

21. Quali sono i miei eroi/eroine nella vita reale?

Gli eroi nella vita reale sono i miei genitori. Da entrambi ho imparato molto, ognuno mi ha tramesso valori importanti e mi hanno sempre sostenuto in ogni occasione.

22. Quale film raccomando da vedere almeno una volta nella vita?

Il film che raccomando, essendo italiana, è “La vita è bella” di Roberto Benigni. Un film storico che racconta in un modo unico e originale un periodo che ha segnato per sempre la nostra epoca.

23. Che ruolo gioca l’arte nella mia vita e nel mio lavoro?

L’arte è il mio lavoro, ed inevitabilmente occupa una grande parte della mia vita. Mi ha cresciuta, mi ha reso la persona che sono, e continua a incuriosirmi e ad appassionarmi. Senza l’arte penso che sarebbe una vita noiosa.

24. Chi sono i miei più grandi fan, sponsor e complici?

Ho la fortuna di avere una sorella più grande ed un fratello più piccolo, tra noi ci sono pochi anni di differenza ed entrambi sono i miei sponsor e fan. Con entrambi ho condiviso piccoli segreti e sono sempre pronti a sostenermi ed incoraggiarmi.

25. Con chi vorrei lavorare nel 2018?

Anni fa ho intrapreso un percorso di formazione come insegnante di Gyrotonic che mi piacerebbe approfondire e sviluppare, perciò mi piacerebbe lavorare e collaborare con l’ inventore di questo metodo Juliu Horvath.

26. Chi vorrei incontrare e conoscere nel 2018?

Dal momento che ancora non ho avuto il piacere di incontrarlo, mi piacerebbe conoscere Juliu Horvath.

27. Quale progetto, nel 2018, vorrei approfondire?

Sono in periodo della mia vita di profonda transizione. Sto per diventare mamma per la seconda volta e dovrò riorganizzare tutta la mia vita, anche lavorativamente. Il mio sogno nel cassetto ad oggi è di aprire uno studio di Gyrotonic che possa diventare un punto di riferimento per i ballerini ma anche per tutte quelle persone che vogliono stare bene con se stessi, fisicamente e psicologicamente.

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28. Dove mi vedo e dove vedo il mio lavoro il prossimo anno?

Mi vedo ancora qui a Reggio Emilia che, sebbene sia una piccola cittadina, è ricca di iniziative e possibilità. Le persone che ho incontrato qui si sono dimostrate curiose e propositive verso nuovi progetti da far crescere insieme.

29. Le parole “La passione non si esaurisce mai” cosa significa per me?

Questa frase è quasi un motto per me. E’ ciò che mi fa affrontare la giornata. Se non ci fosse una passione non ci sarebbero mete da raggiungere, non si arriva da nessuna parte. Passione e determinazione sono la chiave, nella vita, per raggiungere gli obbiettivi, qualsiasi essi siano.

30. Come potete contattarmi?

Su facebook, su instagram @unamammaingyro o tramite mail luciavergnano@yahoo.it

 

Il libro che consiglio è in realtà un raccolta di tre volumi che si intitola “Fiabe Italiane” di Italo Calvino perché le fiabe parlano di noi e della nostra vita di ieri e di oggi. Le fiabe raccontano la divisione dei viventi in re e poveri, il sentirsi determinati da forze sconosciute e il desiderio di autodeterminarsi, l’amore conosciuto e presto perduto, la fedeltà a un impegno che porta al trionfo… Forse, a leggere queste fiabe, se un rischio davvero c’è, non è di perdere il contatto dei piedi con la terra. Forse, piuttosto, si potrà trovar spunto per imparare a vivere un po’ più felici e contenti.

Lunga la fola, stretta la via
Dite la vostra che ho detto la mia.

Italo Calvino 

Lucia

 

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