Dove sono finiti i colori?

La prima volta in cui mi recai in Albania, fu durante l’estate del 2006.
Ai quei tempi molti italiani non sapevano neanche dove fosse. Si sentiva parlare degli albanesi solo al telegiornale per i fatti di cronaca.
Io stessa ero venuta a conoscenza di quella terra da poco, attraverso i racconti di Hektor e dei suoi amici.
Lo descrivevano come un “Paradiso Terrestre”, con amore e nostalgia.
Credevo ai loro racconti, ma pensavo anche che enfatizzassero un po’ tutto ciò che riguardava quella terra. Mi trasmettevano un attaccamento e un rispetto che non ho ancora trovato in nessun altro.

Comunque un po’ per curiosità, un po’ per quel pizzico di desiderio di distinguermi dalla massa che ho sempre avuto, nell’ agosto del 2006 partii per l’Albania e ne rimasi piacevolmente colpita.
Il paesaggio, il mare, il cibo furono splendidi ma non unici, ciò che distinse e rese quel viaggio indimenticabile (così come gli altri a venire) furono le persone, gli albanesi che incontrai sulla mia strada.

db5530ce-cb1f-406f-baa9-c4b70ae07db1

Persone semplici, di poche pretese ma di valori importanti ben radicati nell’animo.
Persone che mantengono vive le proprie tradizioni, che onorano e rispettano la propria storia e la propria cultura.
Giovani dinamici e volenterosi, aperti a nuove iniziative pur senza rinnegare ciò che sono e ciò che sono stati.

Apprezzo questa loro unicità e diversità in un periodo dove tutto sembra omologarsi. Non che sia contraria alla contaminazione tra culture, alla scambio di tradizioni e storie ma mi piacerebbe anche che i “colori” e le “sfumature” che contraddistinguono i popoli non vadano persi.

169115c0-36c9-4f1b-a03f-d856c7ce16b8

La danza, come tutte le arti, rispecchia o anticipa quasi sempre il periodo in cui viviamo. Esprime attraverso il proprio linguaggio un’energia comune e si lascia influenzare a volte da un unico pensiero dominante.
Penso che a volte la danza di oggi risulti essere per certi versi “omologata” ad un unico stile col rischio di prenderne colori e sfumature finendo per dimenticare, o addirittura disprezzare, tutto ciò che nel tempo ha fatto si che arrivassimo proprio a questo punto.

2fe51a65-da3f-4292-b879-69070f638b9c
fotografia di Nadir Bonazzi

Proprio per il nostro vissuto, per la nostra storia siamo unici e speciali e sostengo e appoggio coloro che nella danza, come in ogni altro ambito, cercano di mantenere questa loro unicità in maniera sincera e onesta non omologandosi ad una massa indefinita solo perché sia quella la strada più facile.

Lucia

Annunci

Una risposta a "Dove sono finiti i colori?"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...