Hai detto “CREAZIONE”?

L’anno di lavoro di un ballerino non corrisponde all’anno solare, da gennaio a dicembre, ma va a stagione. Nella maggior parte delle compagnie inizia verso fine agosto, primi di settembre e termina alla fine di luglio, primi di agosto.

La stagione di un ballerino si può suddividere in maniera molto grossolana in tre grandi periodi: uno di ripresa fisica dopo la pausa estiva o invernale, uno dedicato alla creazione di un nuovo balletto e uno di tournée. Questi periodi variano di anno in anno sia per durata che per collocazione temporale all’interno della stagione. Nel senso che ci può essere un periodo di creazione, poi uno di tournée breve, di nuovo uno di creazione e poi uno di tournée più lunga e così via…

IMG_2315IMG_2314             fotografie di Nadir Bonazzi

Il periodo di lavoro che mi piace di più, e come me penso molti dei miei colleghi, è quello della creazione di un nuovo balletto.
Sono settimane ricche di creatività, nelle quali si cresce e si imparano cose nuove. Si sperimentano nuovi movimenti, provano nuove sensazioni ed attraverso uno scambio artistico tra ballerini e coreografo piano piano si vede insieme nascere un nuovo balletto.
Un po’ come uno scultore quando vede nascere la sua opera dalla pietra.

Naturalmente ogni coreografo ha il suo modo di lavorare, non sempre ci si trova in sintonia e non sempre il periodo della creazione procede senza intoppi. Come per tutti i processi ci saranno delle giornate più positive di altre, ci saranno cambiamenti, aggiustamenti.
È capitato infatti che un coreografo avesse un’idea nella propria testa ma che nel metterla in atto non risultasse come lui l’aveva pensata e allora si è trasformata in un’altra cosa altrettanto interessante anche se diversa.

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fotografia di Alfredo Anceschi

Ogni coreografo ha un suo linguaggio, una sua sensibilità e bagaglio culturale.
C’è chi viene in sala ballo con già tutto pronto: musica, passi e posizioni nello spazio.
Chi invece ha scelto solo la musica e preferisce creare i passi insieme ai ballerini facendo un lavoro più di “squadra”.
Chi ha l’idea, partendo da essa crea i passi insieme ai ballerini e sui quei passi creerà poi la musica.
C’è chi cambia la coreografia fino all ultimo secondo prima di andare in scena e chi invece una volta montata non la cambia più.

Una delle qualità che però dovrebbe avere ogni coreografo è quella di riuscire trasmettere qualcosa ai ballerini con cui sta lavorando, che sia la sua idea di movimento piuttosto che il suo modo di affrontare il lavoro. Il lavoro diventa interessante nel momento in cui c’è uno scambio tra coreografo e ballerini e quando questo accade è stimolante ed ogni volta diversa, ogni volta ti arricchisce come persona e come professionista.
Portare in scena quel pezzo per un ballerino sarà gratificante e da parte sua ci metterà tutto la propria passione e l’amore per quella coreografia perché possa risultare nel miglior modo possibile. Avrà rispetto per quel lavoro e non lo affronterà mai con poco riguardo perché lo sentirà parte di sè.

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Per una compagnia di danza è fondamentale che si facciano spesso nuove creazioni, è l’unico modo per far crescere i ballerini che ne fanno parte.
Durante la mia carriera mi è capitato di crescere e maturare molto di più in poche settimane, durante la creazione di un pezzo con dei coreografi eccezionali, che non in anni di lavoro.

Lucia

 

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