E che 2018 sia!

Ho passato gli ultimi giorni del 2017 in montagna con la mia famiglia e in compagnia di un forte raffreddore perché si sa, o le mamme o i bambini si ammalano sempre durante le vacanze… È stato un anno sereno, ricco di novità più o meno belle. Un anno intenso che è passato troppo velocemente, come sempre accade da quando ho Lorenzo.

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Inizio questo 2018 con un’unica grande certezza e un’infinità di domande a cui spero piano piano di riuscire a dare delle risposte, almeno ad alcune.

La grande certezza è che diventerò mamma, per la seconda volta, di un maschietto, e che capiterà ai primi di giugno. Il resto è tutto in divenire.

La magia della prima gravidanza, un po’ sognante e ricca di nuove scoperte ed emozioni ha lasciato spazio ad una gravidanza molto più terrena e reale.
Una gravidanza a cui pensi quando da sola ti metti una mano sulla pancia e gli dedichi un pensiero, una parola.

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Ci pensi alla sera quando sfinita ti infili nel letto o quando vedi tuo figlio che gioca da solo e pensi che tra un po’ sarà in compagnia.

Ci pensi quando sopraffatta dai mille impegni ti domandi se riuscirai a fare tutte quelle cose con due figli.

La gravidanza non ha più così tanta importanza, perché sai quello che ti aspetterà e il bello non è il prima ma il dopo. Sai che la gravidanza non è che una brevissima anticipazione di quello che vorrà dire essere mamma.

So che mi aspetta un anno faticoso.
So che mi aspettano nottate insonni, l’allattamento, lo svezzamento, pianti infiniti senza capirne il motivo. Stanchezza, nervosismi e ancora stanchezza.
Le giornate sembreranno cortissime e le notti lunghissime.

So che sarà anche un anno speciale fatto di nuove risate, nuovi gridolini, nuove coccole e nuove scoperte.
Sarò più preparata anche se so che non sarà uguale.

So che la mia famiglia ed Hektor saranno pronti ad aiutarmi e sostenermi come hanno sempre fatto.

Non so se il parto sarà doloroso come il primo.

Non so se Lorenzo sarà geloso, se mi sentirò in colpa quando lui vorrà più attenzione e io non avrò il tempo di dargliene abbastanza.

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fotografia di Nadir Bonazzi

Non so se tornerò in forma come ero prima in breve tempo.

Non so se saprò organizzarmi tra casa, lavoro e bimbi.

Molte cose ancora non so ma sicuramente inizio questo 2018 piena di ottimismo e buoni propositi e poi… si vedrà.

Come primo libro dell’anno vi propongo un giallo che ha a che fare con la danza classica: “Arabesque”di Simona Gazzola, edito da Longanesi, 2017.

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Tutto è cambiato per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice, la protagonista, è una Specialista in Medicina Legale e la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé: al centro del caso c’è una donna di 45 anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico…

Lucia

 

 

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3 risposte a "E che 2018 sia!"

  1. Scrissi esattamente come te, Lucia, appena due anni fa le mie preoccupazioni e le mie gioie.
    La gravidanza si, è solo una parentesi che anticipa ciò che sarà.
    Anche io vissi la gravidanza di Alessandro con una consapevolezza differente, anche se con “meno trasporto” perché esattamente come te, riuscivo anticipa educare a spot la mia attenzione su questo bambino che sarebbe venuto al mondo.
    Non ho una risposta alle tue domande come non l’avevo alle mie.
    Poiché le mie e le tue, per quanto simili nella sintassi, hanno una profonda differenza nella pratica: tu sei Lucia ed io Elizabeth.
    Ma una raccomandazione voglio fartela: vivi le cose per come arrivano eda assaporare nel bene e nel male.
    Se ora il tempo passa veloce, dopo sarà anche peggio perciò goditi questi momenti e non fossilizzarti troppo sul domani o rischierei domani perderti il presente.
    Io a volte ci ripenso, al famoso “se mi fossi goduta domani di più..” ma è passato.
    Ora penso ad “adesso”, e domani chissà.
    Ti regalo questa frase che a casa nostra è appesa tra le nostre foto, nella parete a fianco della mia postazione di lavoro:

    “yesterday is history,
    tomorrow is a mistery, but today is a gift
    (for this reason is called present)”

    “ieri è storia,
    domani è mistero, ma oggi è un dono
    (per questo motivo si chiama presente)”

    Mi piace

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