Bucefalo

Oggi “Mamma, mi racconti” ospita una persona davvero speciale che ha dato tanto per questo blog poiché in sordina ha sostenuto e sostiene ancora la sua fondatrice… La persona in questione è Giovanni mio marito e papà di Emma!

Essendo al mio fianco da ormai 18 anni è naturale che i nostri modi di essere e le nostre rispettive passioni si sono un po’ mescolate o, per lo meno, si sono arricchite vicendevolmente: a casa nostra possiamo, quindi, trovare tranquillamente le scarpe da basket a fianco di biglietti di spettacoli di danza, oppure i cd del buon Ligabue appoggiati a quelli dei Backstreet Boys. In questo pot-pourri una cosa è comune ad entrambi, anche se in forma diversa, la passione per i libri: Giovanni è un vero e proprio divoratore di libri, anche se i suoi preferiti restano quelli di storia e fantascienza, mentre io resto nell’ambito dei bambini!

Giovanni ha visto nascere questo blog e, anzi, ha contribuito in modo concreto alla sua messa in atto, credo e percepisco spesso che si sia legato molto a questo mio progetto e ci tiene davvero tanto che cresca; in questi due anni ho visto in lui una forte curiosità verso gli albi illustrati, tant’è che spesso rientra a casa dal lavoro con una busta della libreria con un regalo per Emma (che in realtà è anche per me)!

Giovanni è il mio editor personale, legge sempre i miei post prima che vengano pubblicati e mi dà diversi spunti di riflessione per migliorare ogni volta. Ho pensato, quindi, di coinvolgerlo in modo diretto, chiedendogli di scrivere lui stesso un post e, in modo particolare, di scrivere in merito al suo ultimo acquisto, considerato che si tratta di un testo “storico” ossia pane per i suoi denti essendo laureato in storia antica!

Ecco allora il suo contributo in merito al testo intitolato “Bucefalo” di Penelope Jossen, edito da Babalibri, 2017.

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Non sono mai stato bravo nelle presentazioni, per cui andrò dritto al sodo! Amo i libri in maniera viscerale, amo possederli, leggerli, amo il loro odore e amo le storie in essi contenute, soprattutto se sono storie che rimandano al passato e, in questo caso, anche un po’ al mio passato, ma andiamo con ordine. Oggi sono qui come special guest per commentare un libro che ho voluto comprare ad Emma, non prima di una rapida consultazione con mia moglie, consultazione che deve essere andata più o meno in questo modo: (io) “ho trovato un libro per Emma che… DEVO comprare“ e (lei) “bello! Però ne scrivi tu, vero?”, della serie “hai voluto la bicicletta e adesso pedali!”.

Appena ho visto questo libro sullo scaffale me ne sono innamorato: molte volte il feeling per un testo scatta al primo sguardo che si dà alla copertina, proprio come succede in amore, uno sguardo può essere sufficiente a capire tutto quello che sarà. Appena ho letto la scritta “Bucefalo” sulla copertina di questo libro ho capito che sarebbe stato amore e ho sentito il bisogno di prenderlo per regalarlo a mia figlia, per fare innamorare anche lei di questa storia.

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Gli studi universitari mi hanno dato occasione di venire a conoscenza di questo aneddoto che, al pari di tanti altri, ha costituito una gustosa parentesi tra una data e un’altra da mandare a mente: la storia d’amore tra Alessandro Magno e quello che poi sarebbe divenuta la sua leggendaria cavalcatura Bucefalo, scattò essenzialmente grazie ad uno sguardo. Nessuno riusciva ad ammansire e a cavalcare questo stupendo stallone: proprio come sarà per la “Spada nella roccia” tutti i più valorosi uomini del regno di Macedonia si cimentarono in questo arduo compito, ma nessuno ci riuscì. Come un re Artù ante litteram, solo Alessandro Magno, o meglio, al momento del racconto, solo Alessandro (fra l’altro detto “piccolo”) grazie all’intelligenza, alla sfrontatezza e al coraggio che poi lo accompagneranno per tutta la vita, dopo aver chiesto e ottenuto (non senza qualche battutaccia di contorno) il permesso dal padre Filippo, riuscì a domare il destriero. Verità (poca) o leggenda (tanta) che sia, questo episodio contribuì a dare il via all’epopea di quello che, a buon diritto, può essere considerato come uno dei più grandi condottieri della storia dell’umanità.

Bucefalo racconta di quel momento che ogni bambino ha vissuto, ovvero il momento che lo ha fatto diventare “grande”, quell’attimo che costituisce lo spartiacque (più mentale che fisico) tra la fanciullezza e l’adolescenza, fra l’essere bambino o bambina e il prepararsi ad essere un adulto.

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Sbirciando la biografia di Pénélope Jossen, che è sia autrice che illustratrice di questo splendido albo, ho piacevolmente scoperto che ha studiato anch’essa presso la mia amata Alma Mater; del suo lavoro in questo testo ho particolarmente potuto apprezzare, pur non essendo un intenditore, il tratto che caratterizza i protagonisti. Mi hanno molto colpito le espressioni di Alessandro che passano dall’arrabbiatura alla sfida e dalla dolcezza alla soddisfazione per l’impresa compiuta, insomma illustrazioni su tavole grandi che ben si adattano e ben accompagnano il testo.

Bucefalo narra una bella leggenda che diede il via ad una grande storia ed è un libro che può aiutare i nostri piccoli a capire che spesso la forza non serve per le conquiste della nostra vita e che con un amico al proprio fianco anche le paure più grandi possono scomparire nel nulla.

 

Bucefalo” di Pénélope Jossen, edito da Babalibri, 2017.

 

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