E se un ballerino si fa male?

Durante la carriera di una ballerina capitano parecchi piccoli infortuni, vanno dalle contratture allo stiramento, dal torcicollo alla leggera infiammazione. La maggior parte delle volte quando questo capita, il professionista non si ferma. Cerca di alleviare il dolore nella speranza che passi, magari prende qualche antinfiammatorio, fa un massaggio, ma non si assenta. Perché rimanere a casa vuol dire perdere dei giorni di prove che potrebbero essere fondamentali, ogni giorno a casa è un giorno perso e questo per un ballerino è inconcepibile ( soprattutto quando si è giovani e ad inizio carriera). Il fatto di saltare uno spettacolo per una piccola contrattura è incomprensibile: facciamo questo lavoro col solo fine di esibirci su un palcoscenico ed è impensabile perderne anche solo uno!

Il ballerino sopporta, sopporta finché può.

Tim Goedhar
fotografia di Tim Goedhar

Ma al ballerino possono anche capitare infortuni importanti, più gravi, quelli per cui è costretto a fermarsi per un certo periodo. Ecco quelli, fortunatamente, capitano raramente nella carriera di un ballerino.

Sto parlando della rottura di un crociato o di una lesione muscolare, di una frattura piuttosto che della rottura di un tendine.

Quando questo accade per un ballerino sembra la fine, una tragedia della quale non si riesce a vedere la soluzione. E invece si torna meglio di prima.

Perché ci si ritrova ad un bivio dove si è costretti a scegliere se continuare a lottare o se abbandonare e, se si decide di lottare, lo si fa perché si è veramente convinti.

Se si ha una forza di volontà di ferro e una grande determinazione dall’infortunio non si può che tornare rafforzati sia fisicamente che psicologicamente.

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fotografia di Alex Boyd

Nell’arco della mia carriera ho subito una frattura ad un osso del piede e una dislocazione della rotula, entrambi mi hanno costretto a stare a casa per diversi mesi.

Sono capitati in periodi completamente diversi della mia vita: uno quando ero giovane, a venti anni ed uno invece a trenta, ma per entrambi non mi sono data per vinta e da entrambi ho imparato qualcosa.

Racconto questo perché so che non sono periodi semplici, non sempre la riabilitazione va come si era pensato. Il corpo non sempre reagisce come si vorrebbe e proprio per questo è importante non lasciarsi scoraggiare.

Cantata 3-5
fotografia di Alessandro Calvani

Alcuni consigli che potrebbero tornarvi utili:

1. Non fermatevi al parere di un unico medico: la maggior parte delle volte ha ragione ma, essendo umano anche lui, ogni tanto potrebbe sbagliarsi. Non farete un torto a nessuno ma se saranno più persone a darvi la stessa diagnosi, sarete più sicuri del percorso che dovrete affrontare.

2. Chiedete consigli a chi ci è già passato e che fa il vostro stesso lavoro.

3. Chiedete aiuto: le persone sono sempre felici di poter aiutare, anche solo per un po’ di conforto.

4. Ascoltate ciò che vi dice il vostro corpo, lui sa meglio di chiunque altro cosa gli fa bene e cosa no.

5. Siate pazienti: ci saranno giornate no e vi sembrerà di non migliorare ma sarà una vostra impressione, qualcosina sotto sotto si muoverà.

E per ultimo, ma non meno importante…

Siate costanti: magari fate meno ma fatelo tutti i giorni.

Vi assicuro che prima o poi tornerete sul palco e lo farete meglio di prima!

Lucia

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2 thoughts on “E se un ballerino si fa male?

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