Una tigre all’ora del tè

Metti un pomeriggio d’autunno, le giornate si stanno lentamente accorciando, lasciando alle spalle la calda estate, l’aria fuori inizia ad essere frizzantina e cosa c’è di meglio di un bel tè caldo coi biscotti per riscaldarsi, chiacchierare con la mamma e coccolarsi un po’ in attesa della sera che farà volgere al termine un’altra giornata? E mentre sei lì seduta a tavola con la tazza quasi alla bocca e che stai per sorseggiare la tua bevanda calda e profumata, all’improvviso suona il campanello… chi sarà? Nella realtà le ipotesi potrebbero ricondurre alla visita inaspettata della nonna o di una amica, oppure di un incaricato del servizio luce/gas, ma mai di un maestoso animale!

Il testo di oggi, intitolato “Una tigre all’ora del tè” di Judith Kerr, invece, capovolge le ipotesi reali a favore di un incontro inaspettato e del tutto surreale: una tigre suona il campanello della casa di Sophie e si accomoda per il tè, facendo nascere così una storia davvero magica.

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Sophie e la mamma si sono appena sedute per fare merenda, quando sentono suonare il campanello. Chi sarà? Di certo non si aspettano di trovare davanti alla porta di casa una grossa, morbida tigre che risulta essere anche molto golosa: accolto l’invito di partecipare alla merenda con loro, la tigre in pochi minuti divora tutti i biscotti, beve tutto il tè, la birra del papà e tutta l’acqua del lavandino, ma non solo, in breve tempo esaurisce l’intera dispensa della famiglia. Al termine di questa bella scorpacciata, la tigre con la pancia piena e molto soddisfatta, ringrazia le padrone di casa, saluta e se ne va, lasciando dietro di sé solamente un terribile disordine che la mamma si occuperà di sistemare nell’immediato. Ora però sorge un problema: cosa mangiare per cena visto che non c’è più nulla nemmeno in dispensa? Il papà sta per tornare dal lavoro e non troverà la tavola apparecchiata con la cena pronta!

Ma a tutto c’è rimedio e, come ci vuole insegnare questo papà, si può trarre beneficio da ogni esperienza perciò, niente panico, tutti a cena fuori dove la famiglia potrà gustarsi una cena speciale e squisita trascorrendo del tempo insieme, chiacchierando e raccontandosi.

Questo testo è un grande classico della letteratura inglese pubblicato nel 1968 per opera di Judith Kerr, ma solamente nel 2016, grazie alla casa editrice Mondadori, esce in Italia. Judith Kerr in questo albo ci racconta con semplicità una storia che ha del surreale, facendo scoprire ai lettori che tutto è possibile e tutto può accadere grazie all’immenso potere della fantasia! E forse è proprio questo il segreto del successo di questo testo che, nonostante siano passati quasi cinquant’anni dalla prima pubblicazione, continua ad essere accattivante e coinvolgente.

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La caratteristica principale de “Una tigre all’ora del tè” che emerge fin dalle prime pagine, è senza ombra di dubbio la costruzione e l’evoluzione della storia stessa: c’è un perfetto equilibrio tra normalità e irrealtà, tra quotidiano e inaspettato e tra realtà e fantasia.

Una storia che non vuole lasciare nessun insegnamento o morale precisa, ma che semplicemente vuole lasciare libero il lettore, facendosi trasportare dalla storia attraverso le bellissime immagini e le semplici parole.

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Molte recensioni parlano di “Una tigre all’ora del tè” come un testo che affronta il tema dell’accoglienza, della diversità e dell’inclusione, e, se dopo una prima lettura ho avuto anche io questa impressione, riflettendo con maggiore attenzione e ponendomi alcune domande ho capito che forse l’autrice non voleva proprio toccare questi argomenti o meglio, forse solo in parte. Credo, invece, che con questo albo Judith Kerr abbia voluto donare ai bambini un momento per evadere dalla solita quotidianità fatta di certezze e sicurezze a favore, quindi, di un immaginario davvero arricchente: un viaggio leggero e spensierato nell’inusuale e nell’inatteso, dove si torna a casa con la consapevolezza che ciò che è surreale e inaspettato può divertire e arricchire.

Molto bello il passaggio finale che vede il papà come colui che fa di necessità virtù e che aggiunge inaspettato all’inaspettato: se è vero che la tigre ha finito tutte le scorte e non ha lasciato nulla per la cena, è altrettanto vero che si può concludere la giornata con una bella cena fuori casa dove la qualità del tempo trascorso insieme viene valorizzata, trasformando una difficoltà in una esperienza positiva.

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Le deliziose illustrazioni che sono realizzate con matite colorate e china, curate nei dettagli, sottolineano in modo particolare le espressioni dei personaggi, restituendo un senso di gentilezza e serenità. La tigre, protagonista indiscussa di questo albo, ritrova la sua importanza anche nelle illustrazioni che le donano un’aria amichevole e dolce, con pose molto vicine a quelle umane. In generale, l’illustrazione si colloca e spicca al centro di una pagina totalmente bianca, consentendo al lettore di concentrarsi su particolari tutti da scoprire. Le ambientazioni casalinghe richiamano un retrogusto vintage: l’arredamento, gli oggetti della casa e persino l’abbigliamento dei personaggi sono in perfetto stile anni Sessanta.

Un testo molto bello, da leggere davanti ad una tazza di tè e aspettando trillo improvviso del campanello!

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“Una tigre all’ora del tè” di Judith Kerr, edito Mondadori, 2016.

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