Intervista a… Evelyn Daviddi

Una bella occasione per avvicinarsi al preziosissimo mondo degli illustratori è sicuramente il Picnic!Festival (qui il link) che ha festeggiato il suo decimo compleanno proprio a Reggio Emilia pochi mesi fa e al quale hanno partecipato 25 illustratori italiani ed internazionali che hanno disegnato e messo a disposizione il loro talento, mostrando così differenti stili e tecniche per realizzare un’illustrazione. Quest’anno la mia Emma ha decisamente messo alla prova Evelyn Daviddi, illustratrice del dolcissimo testo “Tutto in un abbraccio”, che ha realizzato, sotto il suo attento sguardo e seguendo le sue precise indicazioni, una bellissima illustrazione.

Dopo averla incontrata di persona e dopo aver dedicato un post al testo “Tutto in un abbraccio”, ho voluto conoscere maggiormente questa dolcissima illustratrice, andando alla ricerca di informazioni sulla sua biografia e sulle sue esperienze professionali. Quindi ho piacevolmente scoperto che Evelyn è di Carpi, un paese confinante con Reggio Emilia, e mossa da questo senso di vicinanza geografica, ma soprattutto da una piacevolezza percepita a pelle durante il nostro breve incontro, ho chiesto ad Evelyn di poterla intervistare per avere la possibilità di conoscerla e di farvela conoscere meglio.

Ecco l’intervista…

Chi è Evelyn Daviddi? Raccontaci un po’ di te…

Che domanda difficile! Non sono mica sicura di saper rispondere… ci provo, spero di non essere banale. Faccio l’illustratrice da 20 anni, non saprei immaginarmi in nessun’altra veste, nel tempo ho attraversato diverse fasi e ambiti del mio essere illustratrice, ho illustrato per l’editoria in genere dai libri di narrativa ai libri gioco, ai magazines. Ho illustrato per campagne sociali e per progetti scolastici, ho avuto anche l’occasione di creare con un team, un personaggio e una storia che sono poi diventati un cortometraggio di animazione. Illustro per l’abbigliamento e faccio mostre artistiche con opere su carta e legno. Ho diversi progetti nel cassetto, alcuni sono lì da anni, altri ci sono appena entrati… spero di avere l’occasione di farli uscire al meglio! Sono anche un’insegnante di illustrazione alla Scuola Comics di Reggio Emilia e mamma di due ragazzi di 13 e 15 anni.

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Qual è secondo te l’ingrediente segreto per un’illustrazione efficace? 

L’ingrediente segreto, secondo me è la personalità dell’illustrare. Una buona illustrazione è tale, quando non è solo la descrizione del testo, ma quando attraverso quel testo rivela l’immaginario dell’illustratore, quando c’è un’idea, un’interpretazione.

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Qual è il tuo approccio verso un testo che devi illustrare? Hai mai trovato difficoltà ad intrecciare il tuo lavoro con quello dell’autore?

Quando mi viene proposto un testo, è la prima lettura quella decisiva, se leggendolo vedo le immagini scorrermi nella mente, se entro subito in sintonia con i personaggi e la loro poetica, allora so che potrò fare un buon lavoro. Ovviamente ci sarà bisogno successivamente di un’analisi più approfondita del testo, per capirne le sfumature, per conoscere ed interpretare al meglio la personalità dei personaggi ed inserirli nell’ambiente, ma la prima lettura rimane la porta di accesso alla storia.

 

C’è un personaggio da te illustrato al quale ti senti più affezionata? Perché?

Io mi affeziono a tutti i personaggi che illustro, sono come figli, in ognuno di loro c’è una parte di me, ci sono quelli più riusciti di altri, ma in tutti cerco me stessa e metto me stessa. Se devo proprio scegliere, direi la lumachina Winnie Weile, fragile e lenta, ma allo stesso tempo saggia e intelligente e che mi ha insegnato a trovare la serenità nelle cose semplici e ad andare oltre l’apparenza. Anche una pozzanghera può essere bella come il mare.

 

Se dovessi illustrare un testo (di nuova pubblicazione o anche del passato) quale sceglieresti e perché? 

Sceglierei senza dubbio un testo di Gianni Rodari, un maestro, un poeta vero, senza tempo. Amo in particolare Giacomo di Cristallo, ma sarei felice di illustrare qualsiasi testo del grande Rodari.

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Che rapporto hanno i tuoi figli con i testi da te illustrati?  

I miei figli sono cresciuti con i miei libri, sono di famiglia per loro, nei miei libri c’è anche parte di loro, non solo di me stessa, a volte li amano e a volte ne sono quasi gelosi…

 

Da qualche anno sei insegnante presso la scuola internazionale di Comics a Reggio Emilia. Qual è la frase che ripeti più spesso ai tuoi alunni?

Ai ragazzi della scuola Comics cerco di insegnare ad osservare, a interpretare e a non limitarsi ad illustrare il testo in modo didascalico, ma a diventarne anch’essi autori, aggiungendo se stessi e la loro sensibilità in ciò che illustrano. Il lettore nell’immagine deve trovare qualcosa (qualcuno) che non sia per forza scritto nel testo in modo esplicito. Ci vuole esercizio e dedizione per arrivare alla migliore delle interpretazioni e soprattutto non bisogna accontentarsi dei primi schizzi, ma ricercare un segno, un’espressione, un carattere.

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Vorrei ringraziare Evelyn per avermi dato la possibilità di scoprire, grazie a questa intervista, alcuni aspetti legati al suo vissuto personale e al suo meraviglioso lavoro.

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