Mamma mi racconti… ESTATE 2.0 settimana 05

La quinta settimana di “Mamma mi racconti… ESTATE 2.0” ha avuto come fil rouge il tema della fantasia e dell’immaginazione: grazie a Judith Kerr abbiamo infatti incontrato una tigre e una gatta un po’ particolari che, con la loro personalità, hanno lasciato il segno negli esseri umani con i quali si sono relazionati. Per i lettori più grandi, approfittando del suo recente settantesimo compleanno, abbiamo ritrovato uno scrittore davvero spettacolare: Stefano Benni, un autore capace di raccontare storie affascinanti e surreali, ma al tempo stesso reali. Grazie alle fotografie scelte da Lucia poi abbiamo potuto scoprire alcuni aspetti più segreti e nascosti della professione di ballerina: le difficoltà e il mettersi alla prova fanno parte anche di questo mestiere davvero speciale e straordinario!

Ecco il riassunto della settimana…

riassunto

 

“Una tigre all’ora del tè” di Judith Kerr, edito Mondadori, 2016.

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Sophie e la mamma si sono appena sedute per fare merenda, quando sentono suonare il campanello. Chi sarà? Di certo non si aspettano di trovare davanti alla porta di casa una grossa, morbida tigre che risulta essere anche molto golosa: accolto l’invito di partecipare alla merenda con loro, la tigre in pochi minuti divora tutti i biscotti, beve tutto il tè, la birra del papà e tutta l’acqua del lavandino, ma non solo, in breve tempo esaurisce l’intera dispensa della famiglia. Al termine di questa bella scorpacciata, la tigre con la pancia piena e molto soddisfatta, ringrazia le padrone di casa, saluta e se ne va, lasciando dietro di sé solamente un terribile disordine che la mamma si occuperà di sistemare nell’immediato. Ora però sorge un problema: cosa mangiare per cena ora che non c’è più nulla nemmeno in dispensa? Il papà sta per tornare dal lavoro e non troverà la tavola apparecchiata con la cena pronta! Ma a tutto c’è rimedio e, come ci vuole insegnare questo papà, si può trarre beneficio da ogni esperienza perciò, niente panico, tutti a cena fuori dove la famiglia potrà gustarsi una cena speciale e squisita trascorrendo del tempo insieme, chiacchierando e raccontandosi. Questo testo è un grande classico della letteratura inglese pubblicato nel 1968 per opera di Judith Kerr, ma solamente nel 2016, grazie alla casa editrice Mondadori, esce in Italia. Judith Kerr in questo albo ci racconta con semplicità una storia che ha del surreale, facendo scoprire ai lettori che tutto è possibile e tutto può accadere grazie all’immenso potere della fantasia!

 

“Mog, la gatta distratta” di Judith Kerr, edito Mondadori, 2016.71aICmRUFVL

Mog è una gatta molto dolce, ma, allo stesso tempo, anche molto distratta: si dimentica di pulirsi il pelo, di passare dalla sua porticina per entrare in casa e persino di aver mangiato! Una notte, però, proprio quando Mog sta combinando uno dei suoi pasticci, la sua distrazione si rivelerà molto utile. Primo di una fortunatissima serie, “Mog la gatta distratta”, è divenuto un classico in Inghilterra e, come in “Una tigre all’ora del tè” anche qui l’autrice fa entrare in contatto gli uomini con gli animali in modo divertente, i quali finiscono puntualmente per mettere sottosopra ed in subbuglio le stanze di ogni casa in cui mettono piede, ma anche le vite stesse dei protagonisti. Questa caratteristica accomuna diversi testi dell’autrice, come lo dimostra anche nel suo recente albo intitolato “Una foca in salotto”edito nel 2017 da Rizzoli che vede come protagonista una dolcissima foca che vive in un salotto.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

Durante una Prova Aperta, circa 5 anni fa, mentre facevo questo Solo di Cantata di Mauro Bigonzetti, mi feci molto male a un ginocchio. Dovetti stare ferma tre mesi e quando tornai sapevo che prima o poi avrei dovuto riballare quello stesso solo: avevo una gran paura, ancora sentivo nella mia testa il rumore della rotula che usciva dall’articolazione, ma ce la feci. Era un solo che mi piaceva particolarmente e la forza di volontà ha avuto la meglio sulla paura.

 

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fotografia di Alessandro Calvani tratta da “Attendere, prego” di Daniele Ardillo

In Compagnia, al momento, tra le ballerine sono l’unica mamma.
Riuscire a gestire l’essere mamma e danzatrice non è affatto semplice: ci sono i viaggi, gli orari strani e la fatica è tanta, ma da quando sono mamma sento cresciuta la mia sensibilità artistica. Affronto il lavoro in maniera differente, ma non con meno interesse come spesso si pensa, anzi.
Purtroppo la nostra società non rende questa esperienza così serena e felice come dovrebbe, ma chissà, forse un giorno…

 

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fotografia di Alessandro Calvani tratta da “Sentieri” di Philippe Kratz

Penso che all’interno di noi stessi convivano più personalità, tante sfaccettature di un’unica persona. Alle volte predomina più una rispetto ad un’altra, dipende dalle situazioni e dalle persone con cui ci rapportiamo. L’importante è esserne consapevoli e accettare tutte le parti che ci compongono perché solo così riusciremo a convivere in armonia con noi stessi e poter quindi vivere in armonia anche col prossimo.

 

“Prendiluna” di Stefano Benni, edito da Feltrinelli, 2017.

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Una notte in una casa nel bosco, un gatto fantasma affida a Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una Missione da cui dipendono le sorti dell’umanità. I Diecimici devono essere consegnati a dieci Giusti. È vero o è un’allucinazione? A partire da questo momento non saprete mai dove vi trovate, se in un sogno Matrioska in un Trisogno profetico, se state vivendo nel delirio di un pazzo o nella crudele realtà dei nostri tempi. Incontrerete personaggi magici, comici, crudeli. Dolcino l’Eretico e Michele l’Arcangelo, forse creature celesti, forse soltanto due matti scappati da una clinica, che vogliono punire Dio per il dolore che dà al mondo. Un enigmatico killer-diavolo, misteriosamente legato a Michele. Il dio Chiomadoro e la setta degli Annibaliani, con i loro orribili segreti e il loro disegno di potere. E altri vecchi allievi di Prendiluna: Enrico il Bello, Clotilde la regina del sex shop, Fiordaliso la geniale matematica. E il dolce fantasma di Margherita, amore di Dolcino, uccisa dalla setta di Chiomadoro. E conosceremo Aiace l’odiatore cibernetico e lo scienziato Cervo Lucano che insegna agli insetti come ereditare la terra. Viaggeremo attraverso il triste rettilario del mondo televisivo, e la gioia dei bambini che sanno giocare al Pallone Invisibile, periferie desolate e tunnel dove si nascondono i dannati della città. Conosceremo i Diecimici e poi Hamlet il pianista stregone, il commissario Garbuglio che vorrebbe diventare un divo dello schermo, e l’ultracentenaria suor Scolastica, strega malvagia e insonne in preda ai rimorsi. Fino all’Università Maxonia, dove il sogno diventerà una tragica mortale battaglia e ognuno incontrerà il proprio destino. E ci sveglieremo alla fine sulla luna, o in riva al mare, o nella dilaniata realtà del nostro presente.

“Margherita Dolcevita” di Stefano Benni, edito da Feltrinelli, 2005.

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Margherita Dolcevita è una ragazzina che sa guardare il mondo. Le bastano un cuore appena difettoso e qualche chilo in più per aggiungere sale e ironia alla sua naturale intelligenza. Compatisce con affetto le stramberie della sua famiglia, e volentieri si perde nel grande prato intorno alla sua casa, ultimo baluardo della campagna ormai contaminata dalla città e dimora della sua amica invisibile: la Bambina di polvere. Ma improvvisamente, come un fantasma di notte, di fronte alla casa di Margherita appare un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del “nuovo”, della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo: nessuno resta immune. E su chi fa resistenza alla festa del benessere, della merce, del potere s’addensa una nube di misteriose ritorsioni. Margherita sospetta un piano diabolico ed è pronta a mettere in gioco tutta la combattività e l’immaginazione per scoprire in quale abisso di colpevole stoltezza il suo piccolo mondo, e forse il mondo intero, sono precipitati.

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