Mamma mi racconti… ESTATE 2.0 settimana 03

La terza settimana di “Mamma mi racconti… ESTATE 2.0” ha visto protagonisti libri di diverso genere: con i più piccoli abbiamo giocato, nel vero senso della parola, con due libri molto interattivi e stimolanti, mentre per i lettori più grandi abbiamo incontrato due testi che se apparentemente non hanno nulla in comune, in realtà sono legati dalla suspense, dall’adrenalina e dal fatto di essere entrambi diventati spunto per due film straordinari. Grazie alle fotografie di Lucia abbiamo capito come la sintonia ed i legami tra le persone influenzano ed emergono fortemente nella danza, ma anche di quanto sia importante trovare degli equilibri, nella danza e, in generale, nella vita!

Ecco quindi il riassunto della settimana…riassunto

 

“Ehi, questo libro ha appena mangiato il mio cane!” di Richard Byrne, edito da Gallucci, 2014.

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Bella, la protagonista della storia, ha deciso di portare a spasso il suo enorme e pelosissimo cane e fino a qui nessuna cosa strana, se non fosse che la sua passeggiata avviene nel libro! Ecco che qui inizia l’avventura: il libro in questione si ribella, non vuole essere solo lo sfondo e così si mangia prima il cagnone! Non contento, il libro si mangia anche Ben, l’amico di Bella, giunto in aiuto per vedere cosa stia succedendo; tocca poi ai soccorsi, ai vigili del fuoco, alla polizia ed infine anche Bella si trova mangiata dal suo stesso libro. La storia non finisce qui, anzi questo è solo l’inizio!        Qui, infatti, entra in campo il piccolo lettore, che dopo aver assistito alla mega mangiata del libro, viene coinvolto direttamente da Bella nel salvataggio dell’intero gruppo: attraverso un bigliettino, Bella chiede l’intervento del lettore e lo incita a prendere il libro e scuoterlo forte, sempre più forte fino a che l’intera comitiva esce sana e salva.    Un finale a sorpresa, che fa sorridere fino all’ultima pagina, grazie allo stile giocoso presente in tutto l’albo e grazie anche alle illustrazioni dal carattere allegro, buffo e movimentato. Un libro molto divertente, che rimanda quasi ad un libro-gioco, dove i bambini, solo se attenti e concentrati sulla storia, possono interagire attivamente.

 

“Il cavaliere Coraggio” di Chedru Delphine, edito da Panini Ragazzi ( Collana: Dentro le figure), 2011.

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Avete presente i libri game? Sono quei libri gioco in cui il lettore è il protagonista e decide lui stesso il percorso e quindi la storia. Un cavaliere tutto vestito di blu, un po’ distratto, un giorno, attraversando un sentiero, perde il suo coraggio… al piccolo lettore il compito di percorrere il cammino al suo fianco e di aiutarlo nella ricerca. In questo libro si susseguono giochi di osservazione e di calcolo. In ogni pagina il bambino dovrà compiere una scelta per continuare l’avventura e cambiare il destino del cavaliere ogni volta che vorrà, portandolo avanti o indietro all’interno di questo testo che permette di sperimentare avventure sempre nuove. Delphine Chedru è l’autrice di “Chi cerca, chi trova?” e dal suo amore per la carta da parati nascono libri con giochi ottici coloratissimi da provare e riprovare, dal grande formato e dalla grafica accattivante che piacciono a grandi e piccoli!

Successivamente a questo testo, sono stati pubblicati altri due testi: La principessa all’attacco” e Orient Express”.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

Il palcoscenico è un amplificatore di emozioni e il pubblico le percepisce tutte.
È importante quando si balla insieme ad un’altra persona, più che fare gli stessi passi, essere complici. Bisogna seguirsi, fidarsi, sentire, oltre che guardare, cosa sta facendo l’altro. Il pubblico quando c’è sintonia tra i ballerini, quando c’è stima reciproca, lo vede.

La foto di oggi è tratta da un duetto di un balletto che si intitola “Pression” di Mauro Bigonzetti, lo ballavo insieme alla mia amica Noemi Arcangeli e più di una volta persone del pubblico mi hanno detto quanta sintonia trasparisse mentre lo ballavamo.
Perché quando si ha la possibilità di ballare a fianco di una persona con cui non condividi solo il lavoro, non può che essere magico.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

Molte volte la vita privata di un ballerino entra a far parte del proprio lavoro e inevitabilmente questo accade quando tuo marito è ballerino e lavora con te…
Ho ballato più di una coreografia di Hektor e il trasporto emozionale che ho mentre li ballo è differente da ogni altro pezzo, molto più intenso. Perché oltre che ballarlo per me stessa, lo ballo anche per lui.

La foto di oggi è tratta dall’ultimo pezzo che ha creato in occasione della serata dei Giovani Coreografi e si intitola “Però”.
Un duetto di due donne che si suddivide in tre momenti ben distinti tra loro sia per atmosfera che per movimento.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

La danza è una metafora della vita, è fatta di equilibri, di forze opposte che applicate nella giusta intensità creano equilibri perfetti.
Più che della potenza infatti nei passi a due bisogna sapere creare equilibri, sapere quando lasciarsi andare o quando invece sostenere l’altra persona. Bisogna fidarsi l’uno dell’altro e questa foto ne è un esempio…
Penso che la danza oltre ad insegnarti a ballare ti insegni anche a vivere in un modo onesto e leale con il prossimo, a condividere e a sentirti parte di un gruppo.

La foto di oggi è di un pezzo di Philippe Kratz che si intitola “Sentieri”.

 

“La ragazza del treno” di Paula Hawkins, edito da Piemme, 2015.

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“La ragazza del treno” (The Girl on the Train) è un romanzo scritto da Paula Hawkins, pubblicato in Italia da Piemme. “Il thriller dei record”, ci viene detto, per il numero di copie vendute appena uscito in libreria. Un libro recente ma non di recentissima pubblicazione. Indubbiamente un libro affascinante che davvero ti prende, ti trascina su quel treno, ti fa sbirciare dal finestrino, ti mostra la vita di una coppia: una vita che appare perfetta. Una vita che “la ragazza” vorrebbe riavere o che, forse, si è illusa di avere, ieri, prima, in un’altra vita… Davvero in quei viaggi fatti per celare una verità umiliante a chi le sta accanto e forse un po’ anche a se stessa, quante umiliazioni subite, quante disillusioni, quanta angoscia… Eppure ami quella “ragazza” sola che confonde il vero con i sogni dell’alcool, la ami perché, nonostante tutto è tenace e caparbia nella ricerca faticosissima di una verità sconcertante a cui nessuno crede e di cui tutti dubitano…compresa lei…

Penso sia veramente un libro da leggere:  non ti lascia un attimo di tregua, in un crescendo continuo di tensione dove le situazioni vengono sconvolte, stravolte e ribaltate come  le vite stesse dei personaggi.

 

“L’uomo di Marte” (The Martian) di Andy Weir, edito da Newton Compton ( Collana: Gli insuperabili Gold), 2015.

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“L’uomo di Marte” (The Martian) è un romanzo che racconta l’avventura dell’astronauta Mark Witney che, novello Robinson Crusoe, dovrà destreggiarsi per sopravvivere sul Pianeta Rosso dove, in seguito ad un incidente, è rimasto solo, con pochi viveri e senza nessuna possibilità di inviare segnali per ottenere soccorso. Basteranno le sue conoscenze, la sua ostinazione e il suo ottimismo a farlo sopravvivere? “L’uomo di Marte” non può essere definito un classico della fantascienza, essenzialmente per due motivi: il primo perché è troppo recente, il secondo perché non è solamente un libro di fantascienza. Di fanta ce n’è, intendiamoci, ma c’è anche tanta scienza, oltre a tanta avventura e a una sana dose di humour che non guasta affatto: tutto questo contribuisce oggi a far sì che “The Martian” sia diventato un instant best seller e contribuirà domani a farlo diventare un classico.

Ho trovato questo romanzo ben scritto, avvincente e godibile anche nelle sue parti più, diciamo così, tecnico-scientifiche, insomma sicuramente un must-have per gli amanti del genere e per chi ha bisogno di una fuga confidando comunque in un ritorno a casa.

 

Silvia e Lucia

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