Mamma mi racconti… ESTATE 2.0 settimana 02

In questa seconda settimana insieme a “Mamma mi racconti… ESTATE 2.0” abbiamo ritrovato storie classiche per bambini, ma con qualche elemento di novità; abbiamo fatto un viaggio nelle emozioni e nei diversi stati d’animo che possono provare sia le neo mamme, che i neo papà, scoprendo così alcuni aspetti un po’ nascosti dentro ciascuno di noi; grazie al diario fotografico di Lucia abbiamo poi vissuto l’essere e il diventare genitori in chiave danzante!

Ecco qui sotto il riassunto della settimana:riassunto

“Il lupo e i sette capretti” di di Sophie Fatus, edito da Fatatrac (collana Carte in tavola), 2011.

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Una delle fiabe più famose dei fratelli Grimm, riscritta sulla base del testo originale, proposta nell’inedita veste editoriale di un libro-gioco, adatto anche ai piccolissimi. La storia è raccontata e illustrata in 20 schede di cartoncino, che si combinano via via in un’unica grande figura di cm 68×81, come un fantastico puzzle che si svela seguendo l’ordine narrativo. Le illustrazioni, ricche di colori e di particolari, sono integrate da un testo semplice e chiaro, riportato sia all’interno dell’astuccio, sia, in caratteri maiuscoli, sul retro di ogni scheda.

 

“Peter Pan” di di James M. Barrie e Massimiliano Frezzato, edito da Lavieri, 2015.

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Peter Pan non ha bisogno di presentazioni, non solo perché prima o poi passa davanti alle finestre di ogni bambino, ma anche per le sue innumerevoli rivisitazioni. Eppure, come molti classici, è riletto poco nella sua versione originale. Chi ricorda cosa succede a Wendy e ai bimbi smarriti dopo il ritorno a Londra dei piccoli Darling? Massimiliano Frezzato ha voluto ripercorrere il cammino sul binario originale fornendo così un pretesto per guardare con occhi nuovi al genio di James Matthew Barrie: un’occasione per una nuova traduzione, al contempo fedele al testo e alla tradizione perché ogni bambino, diventato grande, sente il bisogno di incontrarlo di nuovo.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

La carriera di un ballerino è relativamente molto breve, ballare oltre i 40 anni se si ha iniziato a 18 anni è già un gran traguardo, e la domanda che ci si sente spesso rivolgere è: ma dopo cosa farete?
Una possibilità è quella di coreografare ma fare, o meglio, ESSERE un coreografo non è semplice e per capire se si è in grado bisogna provare, sperimentare. Ormai da più di 5 anni in Compagnia viene data la possibilità ai ballerini di lavorare con i colleghi per creare delle proprie coreografie che poi verranno ballate a fine anno in uno spettacolo dedicato ai Giovani Coreografi.

La foto di oggi è tratta proprio da un pezzo che creò un ballerino che lavoró nella Compagnia: Alvaro Dule.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

Questa è un’altra foto tratta da un balletto creato dal ballerino Daniele Ardillo della Compagnia. All’interno della coreografia c’è un passo a due che ripercorre tutti gli stati d’animo che attraversa la futura mamma, insieme al suo compagno, durante i nove mesi di gravidanza sino ad arrivare alla frenetica corsa finale verso l’ospedale.

Nella foto, in particolare, viene catturato quel momento di incertezza e impazienza in cui la ragazza dà al suo compagno la dolce notizia.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

La foto di oggi è tratta dallo stesso pezzo di Daniele Ardillo. In questo caso la foto cattura l’attimo in cui la donna è immersa nei suoi pensieri ed il suo compagno dietro di lei che vorrebbe aiutarla, sostenerla.
Quando fu scattata questa foto Lorenzo non era neanche ancora nei nostri pensieri, ma è capitato più di una volta che la Danza si intrecci con la nostra vita anticipandone eventi e situazioni.

Ho deciso di mettere tre foto dello stesso pezzo in sequenza perché mi piace molto il fatto che vengano catturati momenti completamente differenti tra loro proprio come i tanti stati d’animo che attraversano le donne in quel breve, ma molto intenso, arco di tempo della gravidanza.

 

“Leggimi tra vent’anni” di Giorgia Lanzilli, edito Mondadori, 2017.

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L’autrice di questo testo davvero emozionante è Giorgia Lanzilli che, dopo essere diventata mamma per ben due volte, decide di scrivere un diario per custodire e per condividere le proprie esperienze e le nuove emozioni che hanno travolto le sue giornate. Il senso di inadeguatezza, le gioie e le difficoltà quotidiane, la sfida di essere mamma senza smettere di cercare la realizzazione professionale: ecco cosa racconta questo diario, le infinite domande e riflessioni che centinaia di migliaia di mamme si pongono e si sono poste quotidianamente. Attraverso questo testo Giorgia riesce a dar voce alle emozioni più profonde di noi mamme: a rendere unico e speciale ciò che scrive è la capacità di raccontare come la maternità, spesso percepita come un ostacolo all’autonomia e alla realizzazione femminile, sia invece un’occasione straordinaria per conoscersi meglio e toccare i propri limiti, per scoprire in se stesse risorse che non si sospettava di possedere. Giorgia sottolinea più volte che occorre avere coraggio: il coraggio di scrivere, mettendo a nudo i propri sentimenti, il coraggio di parlare di quei momenti oscuri e difficili che non sono fuori di noi, ma che provengono da noi e, proprio per questo, sono così difficili da perdonare a noi stesse. E non ha paura di usare il linguaggio della dolcezza, della tenerezza, delle piccole cose di cui ogni giornata di una mamma è fatta dal momento in cui suo figlio vede il mondo per la prima volta, accanto a lei. Un libro assolutamente da leggere che aiuta a placare i sensi di colpa e a ritrovare così quella “pace interiore” che ogni mamma cerca!

 

“Se prima eravamo in due” di fausto Brizzi, edito Einaudi, 2017.

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È proprio vero che quando ti nasce un figlio non sai bene ciò che ti aspetta! “Se prima eravamo in due” è il racconto di come è iniziata la conoscenza di un neo papà verso la primogenita e di come, piano piano, si è ritrovato innamorato perso di lei. Nonostante la nuova arrivata occupi la stanza migliore, urli di notte, se la faccia addosso di continuo e non paghi l’affitto, per un papà sono tutte cose su cui si passa sopra senza problemi! La realtà è che ogni papà prima o poi diventa una sorta di schiavo verso la propria figlia. Se poi aggiungete una moglie vegana, salutista e vagamente dittatoriale, beh questo uomo si trova a dover affrontare, come lui stesso la definisce, una tragedia familiare. Un libro estremamente ironico e leggero, ma non per questo poco profondo e che anche grazie a questo stile affronta temi importanti quali il rapporto padre-figlia e la paternità più in generale!

Silvia e Lucia

 

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