Mamma mi racconti… ESTATE 2.0 settimana 01

Si è conclusa la prima settimana in compagnia di “Mamma mi racconti… ESTATE 2.0” che ha visto protagonisti libri di varia natura e fotografie che ci hanno raccontato di emozioni e di vissuti personali importanti.

Ecco, quindi, il riassunto di quanto postato in settimana:

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“Il fatto è…” di Gek Tessaro, edito Lapis, 2014.

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Un anatroccolo non ne vuole sapere di tuffarsi nello stagno perciò l’anatra decide di dargli una spinta con il becco. Niente da fare, lui rimane immobile! Provano anche il cane, il gatto e la gallina, ma non servono a nulla i loro sforzi: l’anatroccolo è deciso a restare asciutto! Nemmeno l’arrivo del lupo riuscirà a convincerlo, finché… solo anatroccolo sa quando è il momento giusto. Vincitore del premio “Nati per Leggere” del 2011 come miglior libro per bambini dai 6 ai 36 mesi, “Il fatto è…”, grazie al simpatico personaggio di un anatroccolo, sottolinea l’importanza di rispettare i tempi dei bambini: solo quando si sentirà davvero pronto, il bambino, così come l’anatroccolo, si lascerà andare, affronterà le difficoltà e crescerà. Interessanti anche le grafiche utilizzate: la tecnica del collage con colori accesi e ben definiti, vicini e comprensibili ai bambini anche molto piccoli.

 

 

Lindo Porcello” di Eric Battut, edito Bohem Press (collana I Bohemini), 2010.

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Lindo Porcello ha un codino ricciolino e un sorriso birichino. E’ bello tutto rosa con gli occhi da birbante, si sporca in ogni istante con fango e cioccolata, sabbia e marmellata. E alla sera? Beh nessun problema, c’è la mamma che lo lava per benino e poi… si ricomincia tutto daccapo. Una storia breve ed essenziale, con poche azioni, adatta ai lettori più piccoli e molto d’impatto dove ogni bambino si può immedesimare nel piccolo porcello poiché richiama il loro vissuto. Vincitore del Primo Premio Nazionale “Nati per Leggere” del 2010 nella sezione “Libri in cantiere”, questo testo fatto di tante voci onomatopeiche stimola nel bambino il desiderio di comunicare con gli altri. Della stessa collana I Bohemini possiamo trovare altri personaggi quali Lupo Baldo, Cocco Ranocchio, Pino Uccellino, Ugo Canguro, ciascuno impegnato in un’avventura differente e divertente.

 

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fotografia scattata da Alessandro Calvani in sala prove a Reggio Emilia

Quando un coreografo crea un assolo su di un ballerino è come se gli cucisse un vestito addosso seguendo la sua fisicità, modellando le proprie idee e i propri passi secondo la personalità del ballerino.
È un lavoro di simbiosi, di scambio artistico, e non c’è regalo più grande che un ballerino possa ricevere.

Durante il mio secondo anno all’Aterballetto Mauro Bigonzetti creò per me un assolo all’interno del balletto “Come un Respiro” e ricordo ancora ogni attimo di quel periodo come se fosse ieri. 

 

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fotografia di Alessandro Calvani

Una delle storie d’amore più conosciute o forse La storia d’amore per eccellenza è quella di Romeo e Giulietta. Di balletti su questa avventura ne sono stati fatti un’infinità, io stessa nell’arco della mia carriera ne ho ballate 3 versioni completamente diverse tra loro.

Il primo anno che arrivai all’Aterballetto Mauro Bigonzetti aveva appena creato la sua versione di questo balletto.
Il primo periodo ballavo molto poco ma non mi stancavo mai di guardarlo da dietro le quinte, c’era un assolo in particolare che sognavo un giorno di ballare…

La foto è tratta da quell’ assolo.

 

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fotografia di Alessandro Calvani

Io ed Hektor tanto siamo complementari nella vita quanto poco lo siamo nella danza. Raramente è capitato che un coreografo ci scegliesse per ballare insieme.
Una di queste volte è stato per il balletto “Certe Notti” quando Mauro Bigonzetti creò per noi un passo a due sulla canzone “L’amore Conta”.

È stato un balletto che abbiamo ballato tantissimo in quasi tutti i teatri d’Italia ma non me ne sono mai stancata e ogni volta che entravo in scena per fare quel passo a due mi emozionavo, forse perché raccontava qualcosa di noi.

 

 

“Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg e Melida Blau, edito Mondadori, 2004.

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Tracy insegna a distinguere il linguaggio del neonato attraverso i tipi di pianto e ad interpretare i movimenti del corpo. Attraverso storie ed esempi concreti aiuta i neo genitori ad esaudire i desideri del proprio bimbo e a raggiungerlo nel suo mondo misterioso. Perché piange? Come posso calmarlo? Cosa gli piace e cosa no? Sarà sempre così difficile? Tracy Hogg cerca di dare una risposta alle mille domande che una neomamma si pone ogni giorno; ovviamente quelle di Tracy non sono verità assolute, ma è una lettura piacevole che può essere di aiuto in un periodo così intenso come quello dell’arrivo di un bambino.

Tracy Hogg, diplomata infermiera in Inghilterra, specializzata poi come puericultrice, dopo una lunga esperienza nella cura delle disabilità, nel 1997 fonda in California Baby Technique, una struttura che offre consulenze individuali a madri e padri, tiene corsi collettivi, conferenze ed esercitazioni per babysitter.

Melinda Blau, giornalista e scrittrice, è specializzata nei temi della famiglia e della salute.

 

 

Mamma non si nasce” di Sabrina Sabella, edito Red Edizioni, 2011.

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Un diario semiserio di una donna che scopre come si diventa mamma. Un libro che non ha tutte le risposte, ma ha tutte le domande giuste: un’altalena di sospetti, di dubbi e di ritardi. Insomma, si può definire un distillato di vita vera e vissuta dove non c’è nessuna verità scritta e dove non ci sono versioni edulcorate dell’esperienza più intensa che una donna possa trovarsi ad affrontare. L’autrice ci farà vivere il turbinio di ormoni, le aspettative, i desideri, i sogni ed i progetti, ma anche le delusioni, le rivincite e le rinascite che una donna prova ogni giorno mentre impara a essere mamma. Perché mamma non si nasce. Mamma si diventa. Giorno dopo giorno. Tra soddisfazioni e latenti sensi di inadeguatezza.

Silvia e Lucia
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