Tutto in un abbraccio

Ognuno di noi ha un proprio gusto estetico che lo porta ad essere più in sintonia con determinati stili illustrativi piuttosto che con altri: c’è chi predilige lo stile minimale, chi quello più ricco di dettagli, chi quello con pochi segni, chi invece è amante dei colori forti, chi si sente più legato a forme tondeggianti e chi al contrario preferisce tratti più definiti; insomma ad ognuno il proprio stile che essenzialmente rispecchia il proprio essere e la propria personalità.

Anche per me vale quanto sopra e naturalmente anche io ho uno stile che più si avvicina al mio essere, nonostante non neghi la bellezza oggettiva di determinate illustrazioni. Il mondo dell’illustrazione è davvero ricco e c’è spazio per tutti i gusti, anche quelli più delicati e originali.

Una bella occasione per avvicinarsi al preziosissimo mondo degli illustratori è sicuramente il Picnic!Festival (qui il link) che ha festeggiato il suo decimo compleanno proprio domenica 25 giugno a Reggio Emilia, una festa per tutti e per tutte le età al parco delle Caprette, in compagnia di 25 illustratori italiani ed internazionali che hanno disegnato e messo a disposizione il loro talento, mostrando così differenti stili e tecniche per realizzare un’illustrazione. Ogni disegno creato al Picnic!Festival è unico perché commissionato direttamente da te al tuo disegnatore preferito.

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Quest’anno la mia Emma ha decisamente messo alla prova Evelyn Daviddi, illustratrice del dolcissimo testo “Tutto in un abbraccio”, che ha realizzato, sotto gli attenti occhi di Emma e seguendo le sue precise indicazioni, una bellissima illustrazione.

Il testo che vi racconto oggi è, appunto, “Tutto in un abbraccio” di Manuela Monari, incentrato su questo gesto e già il titolo ci porta sulla buona strada con una possibile duplice lettura: la prima è quella che vedrebbe tutto il creato racchiudersi in un grande abbraccio, mentre la seconda, forse più poetica, potrebbe portarci a pensare che la persona che abbraccia metta tutto se stesso in quel gesto.

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A questo punto “tutto” e “abbraccio” diventano le parole chiave di un testo che risulta essere semplice, ma con un messaggio ben chiaro: la forza dell’abbraccio è una forza dirompente, una forza che crea e che diventa parte fondamentale del nostro mondo. Le domande di Piccolo Orso a Papà Orso sono domande che possono benissimo essere uscite dai nostri figli e le risposte del Papà sono semplici, ma al contempo dense di significati importanti.

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Le illustrazioni di Evelyn Daviddi sono perfettamente calzanti: un piccolo gatto acciambellato, il maglione di Papà orso, la sciarpa di Piccolo orso, le sue gote, la pagina in cui viene raffigurato l’abbraccio tra Papà e Mamma, il gomitolo finale: tutte le tavole rappresentano un abbraccio al testo, avvolgono il lettore con il loro calore e comunicano serenità e tranquillità, proprio come solo un abbraccio sa fare. Le forme tondeggianti restituiscono la dolcezza delle parole, le espressioni dei personaggi sono sinonimo di pace ed i colori utilizzati sono ben definiti ma comunque non vivaci per non entrare in contrasto con il senso poetico del testo.

Paulo Coelho nel suo romanzo Aleph scrive: “Un abbraccio vuol dire “Tu non sei una minaccia. Non ho paura di starti così vicino. Posso rilassarmi, sentirmi a casa. Sono protetto, e qualcuno mi comprende. La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero, guadagniamo un giorno di vita.“. Credo davvero anche io in quello che afferma il nostro scrittore brasiliano: abbracciare qualcuno è uno dei gesti più belli che si possa compiere ed essere abbracciati vale più di mille parole.

Io credo negli abbracci e mi piace davvero pensare che papà Orso abbia ragione nell’affermare che “… tutto si abbraccia nell’universo“. Chiudere qualcuno in un abbraccio significa chiuderlo virtualmente dentro un cerchio, la forma geometrica perfetta, morbida, senza spigoli, senza angoli, senza interruzioni e soprattutto eterna. Abbracciare qualcuno è come dire a quella persona: indipendentemente da tutto e da tutti io ci sarò per te, sempre e ogni volta che mi chiamerai.

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A volte penso che l’abbraccio, su di un’ipotetica scala virtuale dei gesti affettivi, possa essere posto più in alto del bacio, poiché non credo possa esserci ombra di menzogna in un abbraccio o, quantomeno, credo che si possa subito sentire se un abbraccio è sincero o no, al contrario del bacio.

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Quindi credo che se davvero “tutto si abbraccia nell’universo”, alla fine andrà tutto bene: forse è un pensiero semplice e infantile, ma è qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno.

“Tutto in un abbraccio” è un testo sia per lettori piccoli che per i più grandi poiché a seconda dell’età viene percepito un senso e un significato differente: se i più piccoli rimangono affascinati dalle illustrazioni e dal significato più essenziale dell’abbraccio, i lettori più grandi possono invece percepire la profondità di questo gesto e scoprirne la relazione che c’è con gli elementi che appartengono al nostro mondo.

 

“Tutto in un abbraccio” di Manuela Monari, illustrato da Evelyn Daviddi, edito da Zoolibri, 2017.

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