Il mio parto danzante

Ho sempre pianificato. Mi piace avere tutto organizzato. Calcolare ogni possibilità, ogni imprevisto per non avere sorprese.

Nella vita però, ovviamente, il più delle volte non va come si era programmato e a me il parto non andò esattamente come avevo previsto.

Nella mia testa avrei dovuto partorire a Montecchio, in un ospedale nuovo, piccolino e tranquillo. Con la possibilità di fare il parto in acqua, sale parto super attrezzate con corde e cordine a cui appendersi per trovare le posizioni più comode durante il travaglio. Camere graziose ed accessoriate per due persone e non di più.
La mia ginecologa lavora in quell’ospedale ed avevo fatto a Montecchio anche il corso preparto per conoscere le ostetriche.
Insomma era tutto organizzato.

Data prevista del parto 25 maggio 2014.

Il 24 maggio la Compagnia Aterballetto aveva spettacolo a Parma ed Hektor era là, a 30 minuti da Reggio Emilia.
Io ero a casa, nel pomeriggio avevo fatto una passeggiata. Ero solo un po’ stanca e accaldata ma la sera sarei comunque andata ad una grigliata da amici.

19.00 Mi stavo preparando per uscire, ero già vestita e truccata, ultima pipì ( perché la pipì la facevo ormai ogni cinque minuti) e… sangue! Panico. Perché sangue?! Che faccio? Dove vado?

Chiamai un’amica e mi feci portare al pronto soccorso di Reggio.
Mi visitarono: tutto a posto, il bimbo stava bene ma non potevano più farmi uscire per sicurezza… Il mio piano perfetto di partorire a Montecchio era appena svanito.

20.30 Chiamai Hektor che era già vestito e tutto ingellato per lo spettacolo e gli dissi che ero all’ospedale “Tutto a posto ma mi tengono qui“.
Tempo 20 minuti ed fu lì accanto a me “Ma, hai corso?” “No, no, non c’ era traffico…

IMG_2661.jpg

22.00 L’ emoraggia continuava, poca ma continuava. Dissero che probabilmente fosse un capillare rotto ma sarebbe potuto essere diverse cose. Per sicurezza mi portarono subito in sala parto e mi tennero in osservazione.
I miei amici intanto avevano finito lo spettacolo e mi passarono a trovare portandomi una pizza ( perché alla fine alla grigliata non ci ero andata).
Contrazioni poche ed insignificanti tant’ è che pensai: se è tutto qua me la caverò (illusa).

03.00 Visto che ancora tutto taceva o quasi, decisero di velocizzare un po’ le cose e mi diedero una bella dose di ossitocina e da lì in avanti… vi lascio immaginare.IMG_4341.JPG

Scrivo del mio parto e della mia esperienza perché anche in questa occasione la danza fece parte di noi e della nostra vita. Nel momento più doloroso e faticoso del travaglio Hektor inizió a contare, teneva il ritmo delle mie contrazioni come una melodia, una danza. E questo, sembra un po’ stupido ed incredibile, ma mi aiutó. Mi distrasse dal dolore. Ascoltavo la sua voce e aspettavo il suo 10 perché sapevo che voleva dire che la contrazione era passata.
Come una cantilena quasi ipnotica mi accompagnó fino alle ultime spinte.

Alle 9.59 del 25 maggio nacque Lorenzo, puntualissimo.
Nonostante una partenza imprevista andò tutto per il meglio e all’ospedale di Reggio alla fine mi trovai benissimo, ostetriche stupende e super disponibili. Mi capitó anche una camera doppia perché le altre erano tutte occupate, cosa volere di più?!
Ogni tanto l’imprevisto porta dolci sorprese.

IMG_4329

Il libro che vi consiglio oggi è un libro che mia mamma mi regalò durante la mia gravidanza di Sabrina Sabella che si intitola “Mamma non si nasce” (Red Edizioni, 2011).

61HzCIGpzYL

Un diario semiserio di una donna che scopre come si diventa mamma.
Un’altalena di sospetti, dubbi e ritardi: incinta sì, incinta no? Un distillato di vita vera e vissuta.
Niente verità rimaneggiate ‘a uso e consumo di future mamme’. Niente versioni edulcorate dell’esperienza più intensa che una donna possa trovarsi ad affrontare. In un turbinio di ormoni, aspettative, desideri, sogni e progetti. E delusioni: già, anche quelle. Vita vera. E baby blues (la maternità non è tutta fiocchi e tutine color pastello). E rivincite, e rinascite. E una donna che impara a essere mamma.
Perché mamma non si nasce. Mamma si diventa. Giorno dopo giorno. Tra soddisfazioni e latenti sensi di inadeguatezza.
Un libro che non ha tutte le risposte ma ha tutte le domande giuste.

Lucia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...