Intervista a… Lorenzo Naia

Credo che molto della sensibilità e della profondità di un autore si possa ritrovare nei suoi testi: la scelta di affrontare nei propri scritti determinate tematiche, il modo in cui le stesse vengono trattate, le parole che vengono utilizzate per descrivere particolari sentimenti, relazioni o sensazioni ci rivelano e ci raccontano tanto della persona che impugna una penna.

Qualche tempo fa mi sono imbattuta, quasi per caso, in un blog con un nome che mi ha incuriosita immediatamente e da lì ho voluto sapere subito chi fosse il fondatore dello stesso: così ho scoperto con molto piacere Lorenzo Naia. Leggendo alcuni dei suoi post ho percepito una grande sensibilità, professionalità e passione per tutto ciò che riguarda il mondo dei bambini. La sua emotività e delicatezza emerge anche nei suoi testi, si perché Lorenzo è anche autore di testi per bambini.

Ecco che oggi con immensa gioia vi voglio far incontrare Lorenzo con questa bellissima intervista!

 

Chi è Lorenzo Naia? Lascio a te le presentazioni…

Beh, se mi si chiede cosa faccio nella vita, la prima risposta che mi viene in mente è: la Tata Maschio! Nato e cresciuto a Torino, città che amo girare e fotografare, lavoro ormai da diversi anni con bambini e ragazzi, affrontando a testa alta persino i pannolini! Ho cominciato proprio nel più classico dei modi, facendo il baby sitter presso alcune famiglie. Ho capito prestissimo di volermi occupare di infanzia, così ho deciso di laurearmi in psicologia e far diventare la mia passione un lavoro a tutti gli effetti. Oggi mi dedico a diverse cose, tutte inerenti il mondo dei bambini nella più larga accezione possibile: oltre a lavorare con loro, scrivo libri per loro, curo alcuni contenuti web, organizzo laboratori e attività per ragazzi, nonché eventi per genitori e famiglie. Nel 2014 ho aperto un blog per raccontare il mio punto di vista; si chiama proprio “La Tata Maschio” e vi confluisce tutto ciò che mi piace e che mi sta a cuore (ora è in fase di riprogettazione totale! Ma mi potete trovare su Facebook e Instagram).

Ci racconti con una frase ogni tuo libro?

“Mr Creen ha fame” è una pubblicazione narrativo-didattica sulla piramide alimentare e la dieta mediterranea, per parlare di cibo ai bambini con un linguaggio a loro comprensibile.

“Fiabe in rosso” è un libro contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere; si tratta di cinque fiabe della tradizione di cui però – come avrebbe fatto un cantastorie d’altri tempi – mi sono divertito a modificare il finale, affinché ogni protagonista potesse scegliere liberamente la propria strada e il proprio posto nel mondo.

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“Briciole” è ambientato nella Parigi di inizio Novecento, dove alcune briciole non sanno di essere cadute dai loro famosi dolci e pensano di esser state scartate perché meno buone; insieme troveranno una pasticceria speciale.

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“Il Nonnario” è un simpatico catalogo di nonni, raccontati affettuosamente attraverso filastrocche in rima e con un formato a fisarmonica che si può sfogliare oppure aprire completamente, ottenendo così un’unica grande illustrazione di oltre un metro e mezzo!

E a breve uscirà il mio quinto libro: “La Finestra”, una storia sul potere dell’immaginazione.

Uno degli aspetti del tuo lavoro è quello di creare occasioni d’incontro coi bambini per vivere momenti di condivisione con loro, cosa ti spinge ad organizzare questi incontri e che che cosa ti porti a casa una volta conclusi?

Le persone possono incontrarsi in più modi; si può essere – fisicamente o virtualmente – nello stesso posto, oppure oltre al luogo, si possono condividere lo stesso tempo e lo stesso obiettivo, ovvero fare qualcosa insieme. In questo secondo caso, l’incontro è sicuramente più profondo poiché ciò che si crea nel fare le cose insieme non è mai la semplice “somma” degli individui che vi partecipano. Per me anche i libri altro non sono che un ulteriore strumento per raggiungere i bambini, persino coloro che diversamente non avrei la possibilità di conoscere, e provare a dar vita a qualcosa insieme.

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Ultimamente, in realtà, vengo coinvolto sempre più spesso anche in progetti con adulti e genitori, dalle consulenze alle presentazioni per un pubblico più maturo, e sto scoprendo che mi piace tantissimo!

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Quanto c’è di Lorenzo nei personaggi che prendono vita nelle tue storie?

Niente e allo stesso tempo tutto. Creare un personaggio è una delle fasi che trovo maggiormente stimolanti nella costruzione di un racconto. Ciascuno di essi, in maniera più o meno consapevole, nasce inevitabilmente dal mio sentire, dalla mia visione del mondo e dalle esperienze che ho fatto, ma al tempo stesso l’aspetto divertente delle storie è che possiamo creare – e in questo modo vivere a livello fantastico – infiniti mondi, personaggi, vite. Tra la propria realtà e i libri, dunque, c’è un continuo, reciproco scambio: la prima è ispirazione per scrivere, i secondi… ispirazione per vivere!

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I tuoi testi sono illustrati da Roberta Rossetti. Quale passato vi lega? Ti va di raccontarci di come è nata questa collaborazione e cosa c’è dietro le quinte dei vostri incontri volti a realizzare un testo?

Il sodalizio artistico con Roberta affonda le sue radici in un consolidato rapporto di amicizia. Dopo aver condiviso molte esperienze, abbiamo deciso di intraprendere insieme anche questo viaggio nella letteratura illustrata. Non c’è stato bisogno di dichiararselo, sapevamo già che era un forte desiderio per entrambi e tutto è venuto di conseguenza, in maniera molto naturale. Creare un progetto editoriale a quattro mani per me significa anche lavorare fisicamente allo stesso tavolo, confrontarsi continuamente, trascorrere molto tempo in compagnia dell’altro. Solo così si ha la garanzia che il libro sia frutto della sensibilità di entrambi. E dietro le quinte (ma anche sul palco!) abbiamo collezionato una serie infinita di aneddoti e scivoloni!

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Se potessi collaborare con un autore, anche del passato, quale sceglieresti e perché?

Dunque, sogniamo in grande: mi piacerebbe far illustrare un mio racconto da Oliver Jeffers, Benjamin Davies oppure Olivier Tallec, perché sono degli artisti che stimo molto. E poi scriverne uno a quattro mani con Anna Frank. Quella ragazzina avrebbe molto da insegnarmi.

Come hai accennato in precedenza, tra pochi giorni uscirà il tuo nuovo libro. Puoi darci qualche anticipazione?

“La Finestra” è una riflessione su quanto ogni esperienza che viviamo, alla fine non solo aggiunge conoscenza del mondo che ci sta intorno, ma ci permette anche di scavare dentro di noi; è nell’aprirsi all’altro che si comprende meglio se stessi, ed è grazie alla fantasia che possiamo cogliere più profondamente la realtà. “La Finestra” è una storia di opposti: tra il dentro e il fuori, tra il verticale e l’orizzontale, tra il nero e il bianco, tra la luce e l’ombra e tra due bambini che abitano uno di fronte all’altro, ma sono completamente diversi. Esiste però un punto di contatto, di sintesi, di amicizia, e solo
l’immaginazione può renderlo tale, trasformando ciò che abbiamo a disposizione
in infiniti mondi possibili.

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Ringrazio ancora una volta Lorenzo Naia per la sua disponibilità, gentilezza e per aver dedicato al blog una parte del suo tempo prezioso!

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