Flessibilità

Il lavoro da ballerina richiede molta flessibilità.

Flessibilità fisica per poter fare movimenti ampi senza far trasparire alcuno sforzo.

Flessibilità mentale per avere un approccio libero da pregiudizi ai diversi stili e modi di pensare del coreografo del momento.

Flessibilità di orari perché questi cambiano in base alle esigenze artistiche tipo se c’è spettacolo si inizia dopo pranzo ma non si finisce prima delle 23, se c’è una Prova Aperta si inizia a mezzogiorno e si finisce alle sette di sera e ogni tanto capita persino di lavorare solo un’ora durante tutto il giorno…

Per quanto riguarda la flessibilità fisica quella c’è ancora anche se, ammetto, un po’ per l’età, un po’ per la gravidanza, è diminuita. Diciamo che se prima un cambrè lo potevo fare appena sveglia ora devo aspettare metà mattina e non senza aver fatto prima tutta una serie di esercizi per scaldarmi.

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La flessibilità mentale col tempo invece è aumentata. Ho imparato ad essere meno rigida riguardo i miei principi e a sperimentare nuovi movimenti senza paura di sentirmi giudicata. Cerco di essere più propositiva verso nuovi stili pensando che possa essere se non altro un arricchimento personale.

Per la flessibilità di orari, la faccenda da quando c’è Lorenzo si fa un po’ più complicata perché se prima tutti gli orari della giornata erano flessibili ora ce ne sono alcuni che sono molto saldi.

Primo fra tutti la sveglia la mattina!

I giorni in cui siamo a Reggio e abbiamo un orario di lavoro “normale” la sveglia alle 7.30 del mattino non è un problema ma quando la sera prima hai fatto spettacolo a tre ore di pullman da Reggio e ti addormenti alle 2.30 allora diventa problematico essere attivi al mattino presto!

Da quando è nato Lorenzo ho comunque cercato di dare a lui una certa regolarità di orari nonostante la nostra irregolarità. Per fare ciò ho imparato ad organizzarmi a lungo termine ed a chiedere aiuto ad una cerchia di persone fidate.

Quando siamo a Reggio Emilia lo porto a casa di una Tata molto disponibile che guarda Lorenzo in base ai nostri orari, ogni tanto fino a sera tardi ed ogni tanto anche di Domenica. Quando invece abbiamo spettacolo fuori Reggio e torniamo tardi viene in soccorso la nonna da Torino così Lorenzo dorme nel suo lettino e non dobbiamo andarlo a prendere nel cuore della notte.

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Per gli imprevisti e i contrattempi dell’ultimo secondo ci sono invece gli amici che fino ad ora non si sono mai tirati indietro davanti ad una serata in compagnia di Lorenzo e Masha e Orso. Per fortuna Lorenzo non ha mai sofferto di questi cambiamenti, forse perché è stato abituato così o forse perché, essendo figlio d’arte, è anche lui molto flessibile.

Ci terrei a dire che il nostro non è nè il primo nè l’ultimo lavoro flessibile, come il nostro ce ne sono molti altri ed anzi al giorno d’oggi una flessibilità di orari è sempre più richiesta. Io ho la fortuna di avere la possibilità sia economica che pratica di poter fare affidamento a persone esterne ma non per tutti è così. Sono sicura che se ci fossero delle strutture adeguate a queste esigenze avrebbero un gran successo. Chissà forse un giorno…

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foto di Alessandro Calvani

Il mio lavoro non è facile ma l’ho scelto, io ho deciso di intraprendere questa carriera e ne accetto le  soddisfazioni ma anche le delusioni.  Perché penso che nella vita  bisogna avere il coraggio di scegliere, di provare, per non ritrovarsi un giorno a rimpiangere di non aver osato, di aver perso delle occasioni per paura di cambiare.

La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone parla proprio di questo.

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Il protagonista è un uomo sui 40 anni tanto emotivo e trattenuto nella sua vita che non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Un giorno la moglie lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un suo collega.  Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare il suo appuntamento con la vita. E uno a uno deciderà di affrontare le sfide a cui si è sempre sottratto. La narrazione scorre morbida e ci accompagna in modo ironico e accattivante tra le pieghe di questa famiglia napoletana scombinata.

Leggere queste pagine innesca una voglia di riflettere sulla vita reale, la nostra.

 

Lucia

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2 thoughts on “Flessibilità

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