La Terza Dimensione

Quando vado in tournée è come se entrassi in una terza dimensione.

Non è nè una vacanza nè un viaggio di lavoro a tutti gli effetti. È una via di mezzo.
In quei giorni è come se vivessi in una realtà parallela dove i punti di riferimento diventano l’ora di partenza del pullman, l’ora della lezione in teatro e… fino a che ora sarà ancora possibile fare colazione.
I giorni non li calcolo più in base ai giorni della settimana ma diventano il giorno in cui c’è spettacolo, il giorno di viaggio e il giorno di riposo. Non c’è week-end e non ci sono Domeniche.

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Non fa differenza.

La differenza la fa l’albergo in cui andrò a dormire, se le camere saranno abbastanza grandi da poter lasciare la valigia aperta senza doverci inciampare tutte le volte e se il bagno avrà la vasca o solo una semplice doccia.

La differenza la fa la città in cui andrò, se sarà una città interessante da visitare o se sarà invece un paesino sperduto nella campagna tedesca.

La differenza la fa il buffet della colazione!

Una delle domande ricorrenti sarà: Dove andiamo a magiare stasera?
Perché un conto è andare al ristorante ogni tanto per provare qualcosa di nuovo -e buono- e un conto è dover mangiare fuori casa per due settimane di seguito.
Non sempre si riescono a trovare ristoranti di qualità e poi, parliamoci chiaro, come si mangia in Italia difficilmente si mangia anche all’estero!
In più se devi anche stare un minimo attento alla linea la cosa si fa ancora più complicata.

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C’è stato un anno in cui facemmo 1 mese di tournée in Germania e ricordo che Hektor ed io ci organizzammo con un fornelletto elettrico per farci da mangiare in camera ogni tanto, un po’ esagerati no?!

Negli anni il mio modo di vivere la tournée è cambiata notevolmente.
Quando avevo venti anni dormivo ovunque e a qualsiasi ora, mangiavo di tutto e lo digerivo senza problemi.
Adesso, dopo 13 anni di tournée, se il cuscino è troppo morbido la mattina dopo mi sveglio col torcicollo, se entra la luce dalla finestra mi sveglio presto e se la sera mangio piccante la notte porta incubi incredibili.

Confesso però, con non pochi sensi di colpa, che da quando c’è Lorenzo la tournée vuol dire per me anche un po’ di riposo.
Un po’ di tempo da passare con Hektor riscoprendo qualche piccolo piacere della vita di coppia. Significa riavere un po’ di tempo per me.
Ci sono dei giorni in cui la nostalgia e la mancanza del mio bimbo mi rattristano molto ma le videochiamate, le foto e i video un po’ aiutano a sentire meno la lontananza anche se nulla potrà mai sostituire il suo abbraccio grande grande o il suo bacio della buonanotte.

Quando sono in tournée, durante i lunghi viaggi in pullman o le giornate di pioggia passate in una camera d’albergo, amo leggere romanzi gialli.
Romanzi che mi tengono col fiato sospeso fino all’ultima pagina, che riescono a trasposrtarmi nella loro storia, farmi entrare in un’altra dimensione.

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Questa volta non ho da consigliare un unico libro ma piuttosto un’autrice Fred Vargas. I suoi sono senza dubbio dei romanzi atipici nel panorama del giallo francese e non contengono che pochissime pagine di sangue e sesso. Tutti i suoi personaggi hanno un vissuto, un passato, una consistenza che rende credibili i loro intrecci.
Lo stile narrativo è inoltre leggero e molto musicale.

 

Lucia

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