Buon appetito!

Da piccola non mangiavo niente.

Ricordo numerose litigate con mia mamma e la famosa frase: “Allora vai a letto senza cena” l’ho sentita spesso. Le verdure che mangiavo erano carote, pomodori e finocchi… STOP.

Ricordo che quando mia mamma cucinava il minestrone (almeno una volta a settimana) io preparavo accanto al piatto pane e acqua.

Per ogni boccone la sequenza era: naso tappato, cucchiaio di minestra, pezzo di pane e un sorso  d’ acqua. Così via finché non era finita e la mangiavo tutta solo perché dopo mamma mi faceva le patate al forno.

Ero una vera rompiscatole e ora mi rendo conto di quanta pazienza abbia avuto bisogno con me…

Quando andai a vivere da sola a Firenze avevo 16 anni dovetti per forza imparare a cucinare. Vivevo in un appartamento con altre 4 ragazze. Per i  primi 6/8 mesi mangiai prevalentemente piatti già pronti (a quel tempo andavano molto di moda ‘I quattro salti in padella’).

Piano piano, un po’ per sopravvivenza e un po’ per curiosità, iniziai a preparare qualche ricetta e a provare qualche nuova verdura.

Iniziai a mangiare in maniera più salutare senza sentirmene obbligata, senza che nessuno mi dovesse dire di  mangiare quella verdura perché faceva bene, ma ero io stessa a decidere quando e come mangiarle perché in fondo mi rendevo conto che mi facevano stare meglio.

Nel tempo non dico di essere diventata una buona forchetta ma considerando il punto di partenza sono arrivata ad avere un’alimentazione abbastanza varia.

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Fortunatamente sono sempre stata di costituzione esile, con un metabolismo che ha sempre funzionato bene per cui non ho mai dovuto seguire una dieta particolare ma la vita di una ballerina è, sotto molti aspetti, come quella di un atleta ed è per cui necessario saper mangiare in modo corretto.

Sapere quali alimenti aiutano il nostro corpo a stare bene e quali invece potrebbero essere dannosi, quali ci possono dare energia in periodi più stancanti e quali ci possono aiutare a rinforzare la muscolatura.

Sicuramente quello che mi sento di consigliare è di non improvvisarsi nutrizionisti (io stessa mi sono affidata a persone competenti per dei consigli).

L’argomento alimentazione, soprattutto in età adolescenziale, è un discorso molto delicato. Ragion di più se si decide di fare una professione in cui viene richiesto un fisico di un certo tipo.

Il più delle volte la soluzione non è quella più veloce, mangiare meno o saltare i pasti, non vuol dire dimagrire. Solo un’attenta rieducazione alimentare può portare a dei risultati concreti e duraturi nel tempo.

Adesso oltre ad essere una ballerina sono anche passata dall’altra parte, sono mamma. Ho la responsabilità di far mangiare cose genuine a mio figlio e soprattutto di insegnargli cosa voglia dire mangiare sano.

Purtroppo ancora oggi troppo spesso si parla di obesità infantile e malnutrizione, credo ci sia ancora poca informazione su ciò che riguarda l’educazione alimentare perché basterebbero veramente poche regole per iniziare.

Io per esempio prediligo le verdure, il pesce, legumi e cereali e provo a limitare la carne e le farine lavorate. Alcuni alimenti evito di farli entrare in casa, occhio non vede cuore non duole. Patatine, merendine, piatti pronti surgelati e bibite cerco di non comprarli.

Certo, ogni tanto a Lorenzo una brioche o del cioccolato glielo faccio mangiare, provo però a non farla diventare un’abitudine.

Con mio figlio al momento, facendo tesoro della mia esperienza, provo a non forzarlo più di tanto se un piatto non lo vuole. Magari lo ripropongo per un paio di giorni sotto vesti diverse ma se non lo mangia penso che magari un giorno quando sarà pronto lo farà e forse gli piacerà anche molto.

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foto di Alessandro Calvani

Cerco, quando ho tempo, di coinvolgerlo nella preparazione dei piatti e provo a rendere i pasti un momento piacevole, un momento per stare tutti insieme in serenità. Al momento questo metodo funziona,  probabilmente tra un anno o anche solo tra un paio di mesi, non ne vorrà sapere di mangiare le verdure e dovrò cambiare strategia, vedremo…

 Di sicuro un principio che ho imparato è che con i bambini è meglio non fare progetti a lungo termine perché è tutto sempre in divenire. Tu stessa come mamma cambi, cresci, sbagli, provi e riprovi, proprio come i tuoi bimbi.

Bisogna essere aperti ad ogni tipo di cambiamento cercando di mantenere dei principi minimi di base e soprattutto bisogna avere molta molta molta pazienza!

Di recente ho letto “L’intestino Felice” di Giulia Enders (ed. Sonzogno) e ve lo consiglio perché l’intestino è un organo pieno di sensibilità, responsabilità e volontà di rendersi utile.
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Se lo trattiamo bene, lui ci ringrazia e ci fa del bene: l’intestino allena due terzi del nostro sistema immunitario. Dal cibo ricava energia per consentire al nostro corpo di vivere e possiede il sistema nervoso più esteso dopo quello del cervello. Le allergie, così come il peso e persino il mondo emotivo di ognuno di noi, sono intimamente collegati alla pancia.

In questo libro, la giovane scienziata Giulia Enders ci spiega con un linguaggio accessibile, spiritoso e piacevole, unito ai disegni esplicativi della sorella Jill, quel che ha da offrirci la ricerca medica e come ci può aiutare a migliorare la nostra vita quotidiana. L’intestino felice è un viaggio istruttivo e divertente attraverso il sistema digestivo. Scopriremo perché ingrassiamo, perché ci vengono le allergie e perché siamo tutti sempre più colpiti da intolleranze alimentari.

 

Lucia

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