Scusa… quello sarebbe il mio posto!

Lavoro all’ Aterballetto da 8 anni, prima ho lavorato al Balletto di Roma. Entrambe le Compagnie sono chiamate “Compagnie di giro” nel senso che hanno una sede ( per l’Aterballetto Reggio Emilia e per il Balletto di Roma, ovviamente, Roma) dove creano gli spettacoli, fanno le prove e si mantengono in allenamento. Una volta pronto lo spettacolo lo portano in tournée in Italia e all’estero e più date fanno meglio è!

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Tutti questi viaggi per spostarsi da una città all’altra, da un teatro all’altro come li fanno i ballerini?

Ebbene la maggior parte delle volte li fanno in PULLMAN!

Ore ed ore della mia vita le ho passate sul pullman e col tempo ho imparato a sfruttare al meglio quelle ore: leggo, ascolto musica, faccio telefonate, cucio le punte, mangio ma, devo ammettere che il più delle volte dormo.

Il posto che scegli sul pullman di solito è lo stesso per tutto il tempo che si starà in quella Compagnia, va scelto con accuratezza in base alle proprie esigenze:

  •  non troppo in fondo se si soffre il pullman
  • non accanto a persone che amano mangiare orientale se si è sensibili agli odori
  • non vicino a persone che amano chiacchierare se si vuole leggere o riposare!
  • soprattutto non vicino a persone che russano quando dormono!

Per cui quando arriva una persona nuova o un ospite che malauguratamente si siede al posto che avevo scelto, con molta gentilezza le dico “Ehm scusa… Quello sarebbe il mio posto!”

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In questi anni da ballerina ho viaggiato in lungo e in largo per l’Italia intera e posso dire con “orgoglio” di aver mangiato in tutti gli Autogrill presenti sulle autostrade italiane. Hektor ed io li conosciamo talmente bene che quando viaggiamo per andare in vacanza sappiamo in quali di questi è meglio fermarsi a mangiare ed in quali invece è meglio prendere solo un caffè… Chiamiamola Deformazione Professionale! 

Premetto che quando iniziai a lavorare come professionista, nel 2002, si facevano molti più spettacoli in Italia di quanti non se facciano ora e se ne facevano molti durante l’estate (cosa rara ormai, purtroppo).

Ricordo che durante la mia prima tournée facemmo 86 spettacolo in 4 mesi… Vivemmo in pullman praticamente.

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Di tutti i miei numerosi viaggi uno in particolare penso non lo dimenticherò mai.

Credo fosse l’estate del 2005.

Lo spostamento che dovevamo fare era da Candela, provincia di Foggia, a Villa S. Giovanni per prendere il traghetto per la Sicilia.

Distanza 473 km

Tempo di percorrenza stimato 6 ore

Si trattava di attraversare la Basilicata e percorrere un tratto della famigerata autostrada Salerno- Reggio Calabria.

Bene, al nostro autista venne la brillante idea di uscire dalla sicura e familiare autostrada e optare per una stretta, tutta curve, stradina collinare nell’intento di accorciare il tragitto… e così, sali su, scendi giù, tornante di qua, tornante di là, paesaggi suggestivi e NESSUNA macchina. Tutto mooolto idilliaco senonché ad un certo punto ci trovammo davanti una bella, grossa ed insuperabile frana!

Che fare? Tornare indietro ovvio ma non prima di aver sbagliato un paio di volte la direzione.

Nel frattempo iniziavamo ad essere affamati e, senza entrare nel dettaglio, urgeva una “sosta breve”.

Per la “sosta breve” il fatto che non ci fosse anima viva, se non qualche mucca,  ci fece comodo e trovammo nascondiglio tra i cespugli.

Per il pranzo invece fu un po’ più complicato ma alla fine la fortuna fu dalla nostra parte e trovammo un rustico ristorantino in cima ad una collina dove consumammo un ricco, ricchissimo pranzo che durò due ore perché, va bene la sventura ma bisogna anche saper apprezzare quello che di positivo il caso ti offre.

Insomma, dopo un paio di film e qualche sclerata isterica, arrivammo a Villa S. Giovanni dopo 15 lunghissime ore di viaggio e facendo, ovviamente, tutta la coda della Salerno-Reggio Calabria!

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Aneddoti e ricordi di viaggi in pullman ne ho un’infinità, alcuni divertenti, alcuni tristi, alcuni tragici ed altri forse è meglio non vengano raccontati. Fanno tutti parte della mia vita e del mio essere perché il lavoro di una ballerina non è semplice lavoro, è un modo di vivere.

Avere la possibilità di poter viaggiare è una fortuna ed un arricchimento personale sotto molti aspetti. Troppo spesso però lo diamo per scontato e mai come ora dovremmo soffermarci a riflettere sul fatto che non tutti hanno questa fortuna e non tutti sono nella condizione di poter decidere quando e come viaggiare.

Il libro che vorrei proporvi oggi affronta un tema molto attuale e si intitola “Solo la luna ci ha visti passare” scritto dalla giornalista Francesca Ghirardelli, edito Mondadori.

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La protagonista è Maxima, quattordicenne siriana di Aleppo, costretta ad abbandonare il suo paese con la speranza di riuscire a raggiungere dei parenti in Olanda. Un intenso racconto, ricco di speranza e determinazione, dove Maxima ripercorre tutte le tappe del suo difficile e faticoso viaggio insieme ad altre centinaia di migliaia di migranti e rifugiati. Una grande avventura indimenticabile che ha trasformato per sempre il modo di Maxima di guardare la realtà ed il corso della sua vita.

Lucia

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