Le spine non fanno il mostro!

Il mondo dell’editoria è davvero vasto e possiamo incontrare davvero tante case editrici che ci permettono di soddisfare i nostri desideri narrativi! Credo inoltre che col tempo ci si affezioni in qualche modo a ciascuna di esse, poiché si impara a riconoscerle, a ricercarle in base alle nostre esigenze del momento, insomma, ognuna con le proprie caratteristiche può arrivare a ciascuno di noi!

Quando ho incontrato il libro di cui vi parlerò oggi, sono subito andata ad indagare sulla sua casa editrice e, avendomi colpita molto, ho deciso di dedicare un piccolo spazio per presentarvela.

La casa editrice in questione è Camelozampa ( www.camelozampa.com) e si presentano così:

Camelozampa è una casa editrice indipendente del padovano, nata nel 2011 dalla fusione tra due piccole sigle editoriali,  Camelopardus e Zampanera. Ci occupiamo soprattutto di albi illustrati, narrativa per bambini e ragazzi, narrativa straniera d’autore e saggistica sul fantasy. Produciamo libri di qualità, prestando grande attenzione a ogni aspetto, dai contenuti ai materiali (con l’utilizzo ad esempio di carta in fibra di mais o certificata FSC), investendo nei progetti che reputiamo validi, rigorosamente senza ricorrere alla formula dell’editoria a pagamento. 

Ci piace infine sottolineare che i nostri libri sono a “Km 0”: la creatività e le idee arrivano da tutto il mondo, la produzione dell’oggetto libro avviene in loco. Ci affidiamo ormai esclusivamente a fornitori e tipografi nel raggio di pochi chilometri dalla nostra sede, con i vantaggi di conoscere la qualità del lavoro, creare circuiti virtuosi nell’economia locale, minimizzare l’impatto ambientale del trasporto per il viaggio della merce, i libri“.

Tra le principali collane della casa editrice, quella dedicata ai più piccoli è LE PIUME con albi illustrati cartonati di grande formato, storie per crescere, dai 3 anni in su.

Bene, ora passiamo al testo di oggi…

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“Spino” scritto e illustrato da Ilaria Guarducci è un libro davvero interessante sia dal punto di vista delle illustrazioni che dal punto vista di ciò che vuole trasmettere ai lettori.

Spino, un animaletto non ben identificato, forse simile ad un istrice (ma solo per le spine non per altro), vive in un bosco nero ed è, appunto, tutto coperto di spine: ne ha sulla schiena, sulla pancia, sulla testa e sul sedere, ha persino qualche piccolo aculeo sulle ginocchia. Il protagonista è cattivissimo e trascorre le giornate a terrorizzare tutti, proprio come gli avevano insegnato alla scuola di cattiverie del paese. Un giorno, però, le sue spine cominciano a cadere una dopo l’altra e, ben presto, Spino si ritrova morbido e rosa! Questo suo cambiamento lo porta a riflettere su se stesso e sul suo essere cattivo: Spino inizia così ad essere più dolce e, in poco tempo, fa amicizia con gli animali del bosco. In modo particolare, diventa amico di Bernardo, un coniglietto molto saggio che gli mostra la bellezza dell’essere gentili, dell’avere tanti amici e di scoprire le meraviglie del mondo che lo circonda con serenità e tranquillità. Il tempo passa e un giorno Spino vede rispuntare i suoi aculei: un vero dramma perché ora non sa più se deve rimanere buono oppure tornare ad essere l’animale cattivo di un tempo, ma gli amici, si sa, servono soprattutto nei momenti difficili, infatti sarà proprio il suo amico coniglietto ad aiutarlo a compiere la scelta migliore.

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Con questo albo Ilaria Guarducci va ad affrontare temi importanti: l’accettazione, il saper andare oltre all’apparenza e il cambiamento, tematiche davvero forti da toccare e sviscerare in un testo per bambini e penso che l’autrice vi sia riuscita in pieno.

Nella vita molto spesso ci comportiamo come gli altri si aspettano da noi e Spino questo lo sa bene perché essendo nero e avendo quelle spaventose spine, è convinto di essere, o meglio, di dover essere molto cattivo. La sua stessa famiglia lo manda alla miglior scuola di cattiveria proprio per fargli imparare le migliori tecniche di spavento, affinché Spino possa essere terribile come loro. Il nero e le spine, inoltre, hanno condizionato in qualche modo il suo essere e solamente quando le perde, Spino si libera del suo essere “costruito” e scopre che, in realtà, lui era capace di essere gentile e questo nuovo atteggiamento non gli dispiace affatto, perché gli consente di fare amicizie interessanti e di divertirsi insieme agli altri. Chi é quindi il vero Spino? Quello cattivo o quello buono? E’ importante che i bambini imparino ad accettarsi per come sono, esprimendosi per come realmente sono: non dobbiamo essere ciò che gli altri si aspettano da noi, ma chi siamo realmente.

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Come si può dedurre, quindi, in stretta connessione all’accettazione troviamo la tematica dello stereotipo e il suo superamento: attraverso la storia di Spino, l’autrice invita grandi e bambini a riflettere sulle apparenze e su come queste, a volte, possono influenzare i nostri pensieri e di conseguenza anche i nostri comportamenti ed atteggiamenti. Nero è sinonimo di cattivo e le spine, essendo pungenti, di violenza, della voglia di allontanare l’altro, così Spino si sente cattivo, quando in realtà è buono e gentile. Perciò sforziamoci di andare oltre le apparenze, perché spesso l’abito non fa il monaco o, in questo caso, le spine non fanno il mostro!

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Il cambiamento spaventa tutti e anche il nostro protagonista non è esente da questo timore: soprattutto quando si tratta di cambiamenti radicali, come in questo caso, la reazione più normale è la paura, perché, in fondo, cambiare, lasciare la via vecchia per la via nuova, è un po’ come affrontare l’ignoto, il buio, che sono paure innate nell’uomo. D’altro canto la resistenza al cambiamento non nasce per caso e, anche se talune volte sappiamo che sarebbe per il meglio, si fa comunque fatica ad affrontarlo sia da adulti che da bambini. Il nostro amico Spino quindi si trova davanti una bella sfida, che, come nella vita reale, appoggiandosi alle persone care, saprà affrontare.

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Dal punto di vista grafico le illustrazioni rendono perfettamente l’idea della lotta interna che deve affrontare il protagonista: giocose e a tratti ironiche mettono in risalto in maniera ottimale il contrasto tra lo Spino “cattivo” e quello “buono”, integrando la narrazione, senza però schiacciarla e contribuendo a rendere la lettura di questo albo scorrevole, piacevole e divertente.

I colori scelti da Ilaria sono vivi, accesi e ben definiti; in generale sono colori che colpiscono e che richiamano l’attenzione del lettore. Trovo molto accattivante la copertina che sicuramente ha influito sulla mia scelta di sfogliare questo albo illustrato davvero interessante.

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Ecco che allora per la profondità dei contenuti, la particolarità della storia e le illustrazioni davvero invitanti, ho scelto questo testo come dono del 1K giveaway. Adele e il suo dolce Federico potranno conoscere da “vicino” il nostro Spino e divertirsi nella lettura della sua storia!!!IMG_8073.JPG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Spino” di Ilaria Guarducci, edito da Camelozampa, 2016.

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One thought on “Le spine non fanno il mostro!

  1. Cara Silvia, davvero molto molto interessante questo libro.
    E’ infatti, secondo me, un testo che può aiutare a riflettere su tanti temi davvero importanti.
    Grazie, dunque, ancora una volta, dalla solita
    nonna Cric

    Mi piace

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