Grande… piccolo B!

Non si può parlare di Natale senza nominare Babbo Natale; chi lo conosce come Santa Claus, chi come San Nicola e chi invece come Babbo Natale, fatto sta che tutto il mondo riconosce questo personaggio e gli attribuisce una vera e propria identità con qualche piccola variazione a seconda del luogo in cui si vive.

Una cosa però è certa, nell’immaginario collettivo la figura di Babbo Natale è rappresentata da un signore anziano con una ricca e folta barba bianca che nella notte di Natale, mentre tutti dormono, si cala silenziosamente e magicamente dai camini di tutte le case del mondo, lasciando i propri doni solitamente sotto l’albero di Natale. Tutti i bambini sono affascinanti da questo personaggio avvolto da un alone magico e un po’ misterioso: nessuno lo ha mai visto, ma, non si sa come, tutti lo conosciamo molto bene! I bambini non vedono l’ora di scrivere a Babbo Natale la loro letterina in cui esprimono un desiderio e sonoin trepida attesa del giorno di Natale per scoprire se il loro desiderio è stato esaudito.

Nonostante sia un dato di fatto e sia data per certa l’esistenza di Babbo Natale, i  nostri bambini che sono estrernamente curiosi e sempre alla ricerca di spiegazioni e chiarimenti, si domandano e successivamente ci chiedono quale sia la vera storia di Babbo Natale! Ecco allora che inizia una pioggia di domande del tipo: Dove abita Babbo Natale? Come fa a preparare e a portare tutti i doni ai bambini? Cosa fa quando non prepara i regali? Come fa ad entrare nelle case se la porta e le finestre sono chiuse e non c’è un camino dal quale scendere?

Queste sono solo alcune delle domande che i nostri bambini ci pongono in questo periodo di attesa del Natale e pretendono una risposta ad ogni domanda e, anzi, non si accontentano di frasi semplici e vaghe, no, loro voglio spiegazioni concrete e reali. E noi grandi siamo davvero bravi e preparati a rispondere a queste loro domande? Dobbiamo esserlo perché abbiamo il compito e il dovere di mantenere viva la magia di questa figura perché i bambini ne hanno bisogno e hanno il diritto alla fantasia…

Ricordo ancora quando mia cugina mi “smontò” e “uccise” in un nano secondo la figura di Babbo Natale, quando con un semplice “Guarda che non esiste Babbo Natale, sono la mamma e il papà a mettere i regali sotto l’albero!” fece crollare tutte le mie certezze, che fino ad allora mia madre aveva mantenuto salde con tanta convinzione. Beh, credo che in un mondo fatto di tanti momenti tristi e difficili, sia fondamentale mantenere viva la fantasia e l’immaginazione dei nostri bambini e farli attaccare a qualcosa di positivo e buono in senso assoluto.

Fortunatamente la letteratura per l’infanzia ci sostiene in questo e, per Natale, ci offre diversi testi con protagonista il simpatico signore con la barba bianca:libri che raccontano storie buffe e libri che provano a dare una risposta alle diverse domande che girano attorno a questa figura.

Il libro che vorrei presentare oggi si intitola “Il piccolo B” di Jon Agee e trovo davvero piacevole ed interessante la sua lettura poiché con semplicità l’autore prova a dare una propria interpretazione su chi era Babbo Natale da bambino. Nel testo viene data una versione di quella che potrebbe essere stata l’infanzia di Babbo Natale e di come sia arrivato ad incontrare i suoi piccoli amici elfi e a diventare il personaggio che tutti noi amiamo.

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“Il piccolo B” racconta la storia della famiglia Natale che vive al Polo Nord, ma tutti sognano di trasferirsi al caldo, dove le fatiche e il freddo dell’inverno non ci sono. Tutta la famiglia è d’accordo, tranne il piccolo B, l’ultimo nato: lui ama fare pupazzi di neve, aiutare la mamma a cucinare i biscotti e andare su e giù per il camino. La notte prima della loro partenza, a causa di un’abbondante nevicata, la loro casa viene intrappolata sotto una montagna di neve da cui spuntava solo il comignolo. Ed è proprio da lì che il piccolo B decide di arrampicarsi per uscire e andare in cerca di aiuto. Grazie ad una renna che incontra poco dopo, Piccolo B viene condotto dagli elfi che, essendo molto generosi, decidono di aiutare il bambino: costruiscono per lui una slitta da attaccare alla renna e tutti insieme corrono ad aiutare la famiglia intrappolata. Proprio quando la famiglia Natale non credeva più di potersi salvare, ecco sbucare il Piccolo B dal camino con i suoi nuovi amici elfi. La fine della storia la conosciamo: fu così che il Piccolo B divenne Babbo Natale.

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La storia viene raccontata in modo semplice, chiaro e senza tralasciare alcun dettaglio in merito agli accadimenti del protagonista: niente è lasciato al caso, anzi, ogni personaggio incontrato, dalla renna agli elfi, e ogni cambio di ambientazione sono esplicitamente giustificati e motivati. Nella storia compare il tema dell’aiuto reciproco, a partire dal Piccolo B che si propone di aiutare la sua famiglia, fino agli elfi che costruiscono una slitta per il bambino dedicandogli tante energie, ma nella storia possiamo trovare anche l’importanza che ogni individuo ha e di come ognuno, con le proprie capacità e caratteristiche, può essere utile all’altro. Piccolo B è infatti l’ultimo nato in casa Natale, eppure è colui che riesce a salvare la famiglia poichè dimostra coraggio nel voler affrontare la tempesta di neve e determinazione nel riuscire a portare a termine la sua missione.

 

Per quanto riguarda la parte più legata alla grafica, le osservazioni che vorrei condividere riguardano soprattutto il formato e lo stile delle illustrazioni. Il formato del testo si presenta bello grande, quasi un A3, la copertina è cartonata e ben spessa così come sono spesse le pagine interne grazie all’utilizzo di una carta che sembra un cartoncino.

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Le illustrazioni sono grandi, semplici, chiare e direi tendenti a forme tondeggianti; i colori scelti sono ben definiti e abbastanza vivi, così come il contorno delle figure dei personaggi. Le parti scritte si inseriscono tra le illustrazioni, senza sovrastarle né invaderle e sono scritte in nero con un carattere ben leggibile, ma con tratti tondeggianti, come per richiamare la rotondità presente in alcune immagini. In generale, tutto l’insieme risulta essere equilibrato e completo.

“Il piccolo B” è quindi un testo da leggere aspettando l’arrivo di Babbo Natale, ideale per i bambini curiosi, che si interrogano sull’infanzia di questo personaggio e anche per i grandi, in cerca di qualche risposta in più da fornire ai loro piccoli Sherlock Holmes!

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“Il piccolo B” di Jon Agee, ed. Mondadori Electa (collana Electa Kids), 2014.

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One thought on “Grande… piccolo B!

  1. Buon anno, carissima Silvia, a te, Giovanni ed Emma!
    Grazie ancora per tutto l’amore e la bellezza che ci hai regalato!
    Buon anno a tutti i Bimbi e buon anno a tutti i genitori!
    Insomma: buon anno a tutti… e che sia un anno sereno per tutti!
    Nonna Cric

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