Il Natale… quando arriva, arriva!

Una delle tante cose che accomunano me e mio marito è la passione per il Natale. Ricordo ancora il primo Natale da sposati: tutto era da acquistare e tra addobbi vari, luci, palline e altri oggetti natalizi ci siamo dati alla shopping più sfrenato e senza dare troppa importanza alle affinità cromatiche! Ancora oggi la passione per questo periodo dell’anno molto desiderato e atteso è viva e, anche se devo ammettere che i miei gusti si sono, diciamo, affinati e perciò tendo a scegliere oggetti e decorazioni con un criterio estetico più preciso, ogni anno io e Giovanni arricchiamo la nostra casa con almeno un elemento nuovo.

Anche Emma è entrata in pieno in questo vortice e come noi ama molto il Natale, anzi, credo sia più eccitata dall’attesa che precede il Natale: ora che comincia ad essere grandina e più consapevole ci piace coinvolgerla sempre di più nell’allestimento della casa. Ecco il punto: ogni anno, con un pretesto differente, ci ritroviamo ad anticipare la preparazione del nostro albero di natale e del nostro presepe e, già oggi, nella nostra casa si respira già in pieno il clima natalizio e c’è trepidazione per l’imminente arrivo delle festività per poterci godere tanti giorni insieme circondati dal calore delle luci del nostro albero e del nostro presepe, così come dai profumi dei dolci e delle candele natalizie.

Non so se in qualche modo io sia stata influenzata in questa nostra smania, ma mi sembra che anche in città ci sia questa voglia anticipata del Natale: tradizione vuole che l’albero, luminarie e, per chi lo fa, il presepe vengano allestiti l’8 dicembre, ma ho notato piacevolmente che nelle case, già a fine novembre e sempre di più in questi giorni di inizio dicembre, compaiono le prime luci fuori dai balconi e si parla già dei doni e dei momenti di ritrovo tra parenti ed amici che avverranno durante le feste.

Naturalmente il Natale è un’occasione per fare doni alle persone a noi care, e non voglio certamente scadere in riflessioni scontate e ovvie, anche perché ricevere un regalo, ammettiamolo, fa sempre piacere e se pensiamo poi ai nostri bambini e alla gioia che provano nel ricevere il dono tanto desiderato e domandato con tanta premura attraverso letterine varie, non possiamo che sorridere ed essere contenti di renderli felici. Perciò non sarò certamente io a criticare il consumismo di questa festività, però una riflessione concedetemela: il Natale è un momento in cui tutti dovremmo fermarci un attimo a pensare, pensare a chi siamo, a cosaabbiamo costruito fino ad ora e a chi abbiamo vicino; è proprio da qui che possiamo poi ripartire cercando di dare valore a ciò che abbiamo capito.

La bellezza del Natale è racchiusa proprio nella sua attesa e nella preparazione al suo arrivo perciò ben vengano luci, decorazioni, addobbi e pensieri carichi di calore. Perciò credo sia giunto il momento anche per “Mamma, mi racconti” di avvicinarsi e di aspettare il Natale attraverso la lettura: durante questo mese vorrei condividere con voi la scoperta di alcuni testi legati a questa magica festività dove tutto può succedere e dove lo straordinario diventa ordinario. Incontreremo quindi testi più o meno recenti, ma la cosa non ha importanza, anzi…

Bene, iniziamo quindi con il primo testo e, devo ammettere, che la partenza è col botto!

Il “Piccolo abete” è un testo che ho conosciuto lo scorso anno, ma tra un acquisto e un altro, me lo sono lasciato sfuggire… non quest’anno però! Vedendolo a scuola da Emma ho pensato di seguire il mio istinto e di comprarlo e mi sono ritrovata per le mani un vero tesoro.IMG_7891.JPG

Il libro contiene tante tematiche che caratterizzano il Natale, sia positive che negative: lo stare insieme, il divertirsi, l’abbondanza, ma contemporaneamente anche la solitudine, il freddo, la povertà. Insomma in questo libro per piccoli, ma anche e per grandi, è racchiuso tutto quello che a Natale ci fa riflettere, ci fa gioire o ci fa rattristare.

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La prima volta che ho letto questo libro, ricordo benissimo la reazione di mio marito: era in cucina “intento” a sbucciarsi una mela e, ad un certo punto, si è bloccato, ha appoggiato il frutto e si è messo ad ascoltare: lo stupore per parole così toccanti prevale su tutto, la forza di alcuni passaggi del testo è travolgente, emozionante e commovente. Non di rado mi è capitato di piangere leggendo un libro per bambini e, anche in questo caso, è successo: sarà perché il Natale è un po’ così, sa solleticare le corde più profonde del tuo essere, sa scatenare emozioni forti, sa far ridere e piangere, sa far riflettere forse più di ogni altra ricorrenza dell’anno, almeno per me è così.

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Come dicevo il testo è emozionante e racconta di un ultimo, di un povero, ovvero di quest’albero che è cresciuto male: è piccolo, è storto e con pochi aghi. Un Natale i taglialegna arrivarono a prelevare gli alberi del bosco per portarli in un negozio per la vendita: anche il Piccolo Abete viene portato insieme agli altri, ma, tra una cosa e un’altra, dato anche il suo scarso appeal, non viene scelto da nessuno, all’infuori di un bambino che, proprio il giorno della Vigilia, lo chiede al negoziante che glielo lascia senza problemi.

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Anche questo bimbo è un ultimo, un povero e quel piccolo albero storto gli sembra davvero una cosa strabiliante: con la forza e l’entusiasmo che è tipico dei bambini, riesce, grazie ad altri suoi “vicini di casa”, a portare il Natale anche accanto al cartone dove abita, riesce a portare un po’ di calore anche nella sua fredda casa. Il finale non ve lo svelo, ma alla fine è pur sempre un libro che riguarda il Natale e qualche buona notizia ci sarà…

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Oltre ad una trama estremamente toccante, questo libro presenta illustrazioni che vanno ad accompagnare perfettamente il testo: c’è un netto contrasto tra i colori vivi della città illuminata dal Natale e quelli piatti e spenti dei luoghi in cui vive il bambino, che è poi lo stesso contrasto che c’è tra gli abeti alti e slanciati e il Piccolo Abete così piccolo e smunto.

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Tra una lacrima e un sorriso questo libro incarna, o meglio, “incarta” il vero spirito del Natale, con i suoi contrasti, le sue contraddizioni, le sue gioie e le sue malinconie; il Piccolo Abete è un classico che non può mancare nella nostra personale libreria natalizia, è un classico per tutti che sta bene sia nel ripiano più basso che in quello più alto.

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“Il piccolo abete” di Delia Huddy  e Emily Sutton, ed. Emme Edizioni, 2015.

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3 thoughts on “Il Natale… quando arriva, arriva!

  1. Evviva il Natale!
    Grazie Silvia per averci segnalato questo libro che ho avuto la fortuna di leggere con una meravigliosa Bimba molto molto fortunata perchè sta bene, ha una bellissima casa e, soprattutto, è infinitamente amata!
    Questo libro è davvero commovente…e io voglio sperare che anche questo Bimbo Ultimo, alla fine, troverà una casa calda e avvolgente in cui vivere ed essere amato.
    in fondo tutte le fiabe finiscono con “…e tutti vissero felici e contenti.”…perchè non sognare un lieto fine così anche per questa? il giorno dopo deve ancora arrivare…!
    Buon Natale, Silvia: a te, Emma e Giovanni.
    Grazie dalla sempre tua
    nonna Cric

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