Un bambino è… un piccolo grande!

Da quando ho aperto questo blog, la mia sete di scoprire e conoscere nuovi testi per l’infanzia è sempre più accesa e viva. Proprio la scorsa settimana, grazie ad un momento formativo legato al mio lavoro, ho avuto modo di partecipare ad un incontro legato alla condivisione di alcuni testi per l’infanzia, presentanti magnificamente dalle operatrici delle ludoteca di Correggio. Appena arrivata, mi sono imbattuta immediatamente in un grande tavolo completamente apparecchiato di testi per bambini: il mio desiderio di incontrare nuovi testi era così grande che non sapevo da che parte iniziare perché volevo sfogliare ogni singolo libro, senza lasciarne indietro nemmeno uno. Era come avere davanti una mega torta al cioccolato e poterne mangiare una fetta per volta con la consapevolezza che tutta intera non sarebbe stato possibile!

Ogni volta che mi immergo nel mondo dei libri per bambini sono costantemente alla ricerca di quel testo che mi faccia battere il cuore, che mi faccia sentire le farfalle nello stomaco e che mi faccia emozionare, insomma che mi faccia innamorare di lui al primo sguardo, o meglio, alla prima pagina! Quando un testo riesce ad arrivare dritto al cuore allora scrivere di lui e presentarlo nel blog mi riesce naturale, anzi credo che sia un mio dovere verso chi mi segue dedicare un articolo per diffondere la conoscenza di quel libro.

Devo dire che le persone a me più vicine e che mi conoscono molto bene contribuiscono ad ampliare le mie conoscenze in questo campo e spesso mi indicano dei testi che hanno scoperto loro stesse e che credono valga la pena leggere. La mia migliore amica Annarita è una di queste: essendo anche lei educatrice è vicina a questo mondo, ma nell’ultimo anno credo di averle trasmesso una maggiore attenzione e sensibilità nei confronti della scelta dei testi da leggere; spesso, infatti, è lei stessa che mi propone dei titoli e questo scambio diciamo così “letterario” trovo sia stupendo.

Annarita sa molto bene quanto la sua amica Silvia sia sensibile soprattutto a certe tematiche e così qualche tempo fa, parlando di interviste e di testi, mi ha chiesto se avevo letto quello che vi presento oggi…

Sono tanti e con differenti stili, gli autori di testi per l’infanzia ai quali sono particolarmente affezionati e ognuno per motivi diversi; Beatrice Alemagna è una di queste, io adoro i suoi testi, per le tematiche che affronta e per il modo in cui le sa restituire in forma narrativa. Il testo di oggi è per l’appunto di Beatrice Alemagna, “Che cos’è un bambino?” edito da Topipittori, ed è tra quelli che fino ad oggi (vedremo il libro che uscirà a brevissimo in Italia se avrà le carte in regola per supersrlo…) mi ha emozionata maggiormente.

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Prima che Annarita me lo ricordasse, non avevo dato molta importanza a questo testo, anzi, credo di averlo letto pochissime volte e di sfuggita, non gli avevo dedicato il giusto e meritato tempo che mi consentisse di scoprirne così la straordinarietà. Ringrazio quindi la mia super amica per avermelo caldamente suggerito perché mi ero persa un vero innamoramento.

In “Che cos’è un bambino?” non è presente una storia particolare, ma l’intero testo prova a dare una risposta alla domanda “Che cos’è un bambino?”, una di quelle domande esistenziali e che non prevede una sola e unica risposta, ma che porta con sé infinite possibilità.

Questo è uno di quei libri da leggere insieme sul divano, seduti uno accanto all’altro, un libro che fa riflettere grandi e bambini, un libro che vuole aiutare i bambini a rispondere alla domanda “Chi sono io?“, ma è anche un pretesto per gli adulti per capire cosa sono i bambini e ricordare così come erano da piccoli.

Il testo si presenta in un formato abbastanza grande e, al suo interno, è ben definita la scelta stilistica adottata da Beatrice: nel lato destro troviamo le parole, mentre a sinistra le illustrazioni che si estendono all’intera pagina.

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Le illustrazioni sembrano grandi fotografie, direi quasi dei ritratti, nei quali vengono raffigurati diversi tipi di bambini, gli stessi che sono citati nel testo a fianco. Ecco allora che troviamo bambini sorridenti, bambini buffi, bambini che piangono, insomma tutto ciò che sono i bambini realmente. Non me ne vorrà Beatrice, ma di questo testo non mi hanno colpito particolarmente le illustrazioni, piuttosto il testo. Credo invece che le immagini arrivino immediatamente ai bambini: mentre le parti scritte sono destinate al lettore adulto, le illustrazioni sono più vicine al mondo dei bambini i quali si possono ritrovare e riconoscere in qualche modo. I volti ben visibili, con espressioni altrettanto riconoscibili, i pochi colori, ma definiti, credo che, al di là del gusto personale, creino un equilibrio perfetto tra illustrazione e testo.

Una particolarità: la prima lettera della prima frase di ogni pagina è in maiuscolo, di dimensioni grandi e colorata. Il colore scelto è lo stesso che viene utilizzato per lo sfondo dell’illustrazione affianco. Un richiamo cromatico molto interessante che rende armonioso il tutto.

Ma veniamo al testo… che dire.. a me sono scese le lacrime mentre ascoltavo mio marito che lo leggeva ad Emma: un testo fatto di parole che descrivono l’essere bambino e gli stati d’animo che può provare quotidianamente e che li caratterizza, ma anche di parole che si proiettano verso un futuro fatto di cose “da grandi” e di possibilità, legate comunque al passato e all’essere bambino.

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Trovo straordinaria la capacità di Beatrice di restituire attraverso una sorta di botta e risposta cosa sono i bambini, mettendo in evidenza le differenze con gli adulti: visioni e priorità differenti, ma che in qualche modo si intrecciano e sono collegate. Nel leggere questo testo insieme ad Emma ho potuto riflettere su chi è mia figlia, quali sono i suoi pensieri, le sue idee e come sarà da grande; allo stesso tempo ho ripensato a chi era Silvia da piccola, alla mia infanzia e cosa è rimasto di quella bambina.

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Un testo quasi poetico che arriva dritto al cuore, che tocca le corde delle emozioni, che fa riflettere e che consente di rivedere e di ripensare al proprio essere in relazione al proprio bambino: quel bambino che tu ami immensamente, che sta crescendo ogni giorno, che si sta costruendo un io e che un giorno sarà un adulto.

Un bambino è una persona piccola piccola.
E’ piccolo solo per un po’, poi diventa grande.
Cresce senza neanche farci caso.     
Piano piano e in silenzio, il suo corpo si allunga.
Un bambino non è un bambino per sempre.
Un bel giorno cambia“.

Leggere questo libro é un colpo al cuore che fa riaffiorare il proprio io bambino, i pianti, le gioie, la fretta di crescere e la malinconia, è davvero un arcobaleno di emozioni che ci riporta alla mente il nostro essere bambini, essere piccoli, ma con grandi sentimenti, proprio come Emma oggi e proprio come vorrei tornare ad essere un giorno.

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“Che cos’è un bambino?” è un libro che merita davvero di essere letto poiché racchiude in poche pagine un mondo meraviglioso, complesso e tutto da scoprire.

 

 

“Che cos’è un bambino?” di Beatrice Alemagna, ed. Topipittori, 2015.

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