“Mamma, mi racconti… ESTATE” settimana 3

I libri di questa settimana di “Mamma, mi racconti… ESTATE” sono tutti appartenenti alla categoria dei classici.

Ho volutamente dedicato una settimana a libri classici principalmente per due motivi: il primo è legato alla voglia di far riscoprire storie, a volte sottovalutate, legate alla storia della letteratura per l’infanzia e che hanno una certa importanza dal punto di vista della trasmissione di valori e delle tradizioni; il secondo motivo è la voglia di esplorare e far esplorare i classici sotto una forma differente. Storie classiche, ma rivisitate e reinterpretate da autori ed illustratori con l’intento di scoprire come una storia nota può trasformarsi e diventare altro, oppure come una fiaba classica può essere ripensata e rivista sotto un altro aspetto, offrendo così spunti di riflessione da parte dei bambini, ma anche degli adulti mediante una varietà di letture.

E’ importante che i bambini entrino a contatto con le storie classiche poiché in esse vengono riprodotte tappe fondamentali dello sviluppo umano in cui i bambini possono riconoscersi, attivando quindi un processo di identificazione e revisione, importanti per la loro crescita.

Vorrei riportare qui sotto un estratto di un’intervista fatta alla dott.ssa  Antonella Bastone, pedagogista e formatrice, che ha dedicato studi e ricerche approfondite su questi argomenti e che ho trovato estremamente interessante.

“Le fiabe parlano un linguaggio universale, capace di arrivare ad ogni destinatario, indipendentemente dall’età, dall’appartenenza sociale o dal livello culturale. Nel mondo delle fiabe accadono avvenimenti straordinari, come animali che parlano, oggetti animati, condizioni magiche e prodigiose, calati però in situazioni consuete e note. Ci parlano in realtà delle grandi tappe dell’esistenza umana, dei passaggi inevitabili e critici della vita individuale e familiare. Ma soprattutto le fiabe offrono anche soluzioni, ci mostrano che tutti gli ostacoli possono essere superati e che le avversità sono spesso necessarie per crescere. Questo messaggio arriva con profondità anche al bambino.

Le fiabe pongono il bambino onestamente di fronte ai principali problemi umani: il male è presente come la virtù, tutti gli esseri umani possono agire in modo aggressivo, asociale, egoistico, spinti dall’ira e dall’angoscia. Le fiabe consentono quindi al bambino di entrare in contatto autenticamente con la globalità dei comportamenti umani, ma anche di dare voce alle proprie emozioni sgradevoli. I personaggi negativi delle fiabe sono rappresentazioni simboliche di emozioni spiacevoli che il bambino può nutrire: anche il bambino è mosso da paura, rabbia, frustrazione, gelosia, ma non è in grado di verbalizzare questi vissuti. Le fiabe sono quindi anche il luogo in cui trovare un contenimento o una sperimentazione protetta delle nostre emozioni. Inoltre, in genere i comportamenti antisociali nelle fiabe sono puniti e ai bambini piace molto vedere ristabilito l’ordine di giustizia.”

(l’intervista è tratta dal sito ufficiale di Antonella Bastone stessa)

Ecco allora i libri di questa settimana…

classici

“Cappuccetto rosso” di Massimiliano Frezzato, ed. Lavieri, 2015

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Le versioni di Cappuccetto Rosso – osserva Frezzato nella sua breve introduzione – “sono milioni, una per ogni mamma, e nella maggior parte dei casi quelle delle mamme sono molto meno crudeli di quelle dei libri”. E nel gioco delle rivisitazioni, nel gioco del racconto orale, Cappuccetto Rosso, rivela più di altre narrazioni moderne la sua forza: quella di essere un “mito” che si rinnova in ogni epoca. In questo caso l’autore l’ha rigenerato oltre che nelle immagini – con piccole aggiunte, individuabili nel testo con un colore diverso, che possono essere saltate se si vuole avere una versione più canonizzata, e leggerle per un ulteriore gioco e livello di lettura.

“La piccolissima Cenerentola” di Teresa Heapy e Sue Heap, ed. Mondadori, 2016

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La piccolissima Cenerentola è piccola. Molto piccola. Ed è anche molto imbronciata: le sue sorellastre non l’hanno invitata alla festa. Ma lei ci andrà lo stesso … con una Fata Madrina come babysitter tutto può accadere! Accompagna la piccolissima Cenerentola in una grande avventura!

“I tre porcellini” di Raquel Méndez (autore) Helga Bansch (illustratrice), ed. Logos 2008

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Da sempre i tre porcellini simboleggiano l’evoluzione e il progresso dell’uomo da uno stato di immaturità alla condizione di chi sa affrontare i conflitti in modo intelligente. Un classico che non stanca mai, in una versione molto vicina all’originale arricchita dalle tenere illustrazioni di Helga Bansch, che con molta semplicità riesce a portare su carta tutte le emozioni dei personaggi.

 

“Riccioli d’oro e i tre orsi” di Roberto Piumini (autore), Anna L. Cantone (ilustratrice), Emme Edizioni, 2013

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C’era una volta una casa nel bosco in cui vivenano tre orsi: uno era piccolo, uno era medio e uno era grosso. Il piccolo aveva una scodella piccola, il medio aveva una scodella media e il grosso aveva una scodella grossa. Lo stesso accadeva per le sedie, i letti e, in generale, per tutti gli oggetti nella loro casa. Una mattina, gli orsi preparano una zuppa d’avena per colazione, ma poiché era troppo calda per essere bevuta subito, i tre orsi decisero di andare a fare una passeggiata nella foresta, in attesa che si raffreddasse. Appena partiti, Riccioli d’oro si avvicinò alla loro casa e… chissà cosa accadrà?!!

 

“Raperonzolo” di Francesca Rossi, White Star Edizioni, 2015

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“Cala la tua treccia!” Quando udiva la strega pronunciare queste parole, la ragazza raccoglieva i lunghi capelli biondi, che nessuno aveva mai tagliato, e li faceva scivolare giù lungo la torre.

 

“Biancaneve e i 77 nani” di Davide Calì (autore) e Raphaëlle Barbanègre (illustratore), ed. Girolangolo, 2016

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Dimenticate la fanciulla ingenua, dolce e volenterosa di Biancaneve per abbracciare una nuova versione ironica e decisamente più realistica della favola. La storia incomincia esattamente come la fiaba classica: una giovane ragazza in fuga da una strega cattiva trova rifugio in una casetta nel bosco. Gli accoglienti abitanti della casa però non sono 7 teneri nanetti, ma 77 nani pretenziosi! Vivere con 77 nani si rivela fin da subito un’impresa impossibile: come si possono ricordare tutti e 77 i nomi? E che dire della preparazione della cena e del racconto della favola della buonanotte? I nani sono gentili, ma anche esigenti e molto poco collaborativi.Biancaneve è sull’orlo di un esaurimento nervoso e dopo l’ennesimo rifiuto ad aiutarla a lavare i piatti, decide di piantarli in asso tornandosene nel bosco. Il divertentissimo finale a sorpresa completa il rovesciamento della fiaba messo in atto da Davide Calì.

 

“Fiabe per occhi e bocca” Piumini Roberto Bussolati Emanuela, ed. Einaudi Ragazzi, 2009

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C’era una volta Cappuccetto Rosso, c’erano una volta Hansel e Gretel, c’era una volta il Gatto con gli stivali: tre classici “C’era una volta” in forma di ballata. Racconti, rivisitati da Roberto Piumini, che si fanno magici di riga in riga, grazie alla musica delle parole, al loro suono divertente o spaventoso, e alla più affettuosa delle rime possibili: quella baciata.

 

 

 

 

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