Mamma rallenta… Volo via!

Non avevo mai partecipato ad un gruppo di lettura… era da tempo che volevo farlo, ma i vari impegni e soprattutto la stanchezza hanno sempre avuto la meglio! I mesi passavano, ma la curiosità di vivere questo tipo di esperienza era lì, latente, e si faceva sentire in tutti i modi, una vocina che periodicamente mi ripeteva che dovevo farlo perché era giusto e perché era arrivato il momento di lasciarmi andare ai miei desideri. Aprile è stato il mese propizio e, nonostante fossi piena di dubbi poiché mi sono chiesta come avrei fatto ad inserirmi in un gruppo già formato e che ha condiviso diverse serate creando un clima familiare ed amichevole, ho preso il coraggio e ho deciso di partecipare alla serata di lettura! E devo dire che ho fatto proprio bene: ho avuto modo di incontrare persone davvero interessanti con una grande passione per la letteratura per l’infanzia, in un contesto sereno, fatto di scambi reciproci arricchenti e profondi e dove ogni singolo ha la possibilità di esprimere le proprie riflessioni o anche perplessità senza timori, ma con la piacevolezza dell’incontro con l’altro. Vi starete chiedendo chi ha organizzato questo gruppo di lettura? La risposta è Silvia e Ada, in arte le “Galline Volanti“: due donne molto accoglienti, piene di energia, creatività e con un bagaglio estremamente ricco di conoscenza sul tema letteratura per l’infanzia! Per capire meglio di che cosa si tratta, vi indico il link relativo ai gruppi di lettura: cliccate qui libri scovati-gruppo lettura.

Ogni incontro ha un tema ben preciso che viene deciso insieme ai partecipanti della serata e quello di aprile era la lentezza; ed è proprio durante questo incontro che ho scoperto un libro davvero speciale proposto da Patrizia (lettrice volontaria di Nati per Leggere) e che sembrava stesse aspettando proprio me!

Vi è mai capitato di incrociare il destino di un libro? Sì, perché anche i libri hanno un destino o meglio sono testi destinati ad una persona precisa, in quel particolare momento della vita, proprio perché hai bisogno di ritrovare in un testo determinate parole, consigli, riflessioni o messaggi. A me è capitato diverse volte di intrecciare la mia storia personale con un testo preciso, un libro che, mentre sfogli le pagine e ne leggi le parole, sembra stia parlando proprio a te e proprio di te, dei tuoi sentimenti o stati d’animo che stai vivendo in quel preciso momento della tua vita, quando la storia calza a pennello come un abito fatto su misura. Ed è proprio quello che mi successo con il testo “Volo via”, scritto e illustrato da Cristina Petit, edito da Valentina Edizioni: il destino mi ha voluto donare questo incontro proprio nella serata di lettura e per questo vorrei ringraziare appunto Patrizia per averlo presentato in quella occasione.

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“Volo via” racconta la storia di Carolina, una bambina di 4 anni e un quarto, che è follemente innamorata dei suoi lunghi capelli e il motivo di tale amore è perché pensa che per essere principesse o ballerine occorra avere necessariamente i capelli lunghi. La mamma di Carolina è sempre di fretta e, ogni volta che accompagna la bambina in piscina, deve fare i conti con i suoi lunghi capelli, quindi, per accelerare i tempi di asciugatura, accende il phon ad alta potenza. Il soffio del phon è così potente che Carolina teme ogni volta di volare via ed un giorno questo accade veramente. Carolina comincia a volare così  fra le nuvole, passando di paese in paese; durante questo viaggio, la bambina ha modo di osservare diverse mamme alle prese con la loro quotidianità fatta di scelte, a volte obbligate, per far conciliare la famiglia, il lavoro e la relazione coi figli. Al termine di questo suo viaggio, Carolina torna a casa cambiata e con una forte consapevolezza: la mamma va sempre di fretta perché deve gestire una quotidianità molto piena e ricca di impegni, ma, nonostante questo e a dispetto della stanchezza, alla sera ha sempre voglia di leggere un libro e di coccolare la sua bambina prima di andare a letto. Ora Carolina sa cosa deve fare e prenderà una decisione per lei importante per aiutare la mamma e ricambiare così il suo amore!

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Mentre Patrizia narrava al gruppo la storia di Carolina, avevo un nodo al cuore e le lacrime erano lì che stavamo per scendere… perciò ho mandato giù il magone e ho pensato che avrei regalato ad Emma quel libro immediatamente! In realtà il regalo credo sia più per me, ma in ogni caso, ho voluto avere nella nostra libreria questo testo poiché sentivo il bisogno di averlo a portata di mano, come un’ancora pronta a salvarmi mentre sto per andare alla deriva, ma ci tenevo a farlo conoscere ad Emma perché, grazie a questa storia, anche lei potesse ritrovare e comprendere meglio i miei stati d’animo in certe situazioni, trovando così una spiegazione immedesimandosi in Carolina.

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Trovo che questo testo offra interessantissimi spunti di riflessione: una storia divertente e, a tratti ironica, raccontata in prima persona da Carolina attraverso un linguaggio tipico di una bambina di quell’età, quando cioè è difficile comprendere la frenesia della mamma poiché si scontra con quelli che sono i sogni di una bambina; la bellezza e il messaggio sono racchiusi nel finale quando Carolina, terminato il suo viaggio, torna a casa cambiata, direi maturata, e, nel compiere un gesto semplice come quello del tagliarsi i capelli, in realtà dimostra comprensione ed un immenso amore verso la mamma con l’intenzione di farla andare meno di fretta!

I bambini piccoli sono per natura egocentrici e concentrati sulla soddisfazione dei propri bisogni individuali, ma ciò che li rende così straordinari è la loro capacità di stupire con gesti amorevoli, comprensivi e altruisti: come Carolina, i bambini sono in grado di comprendere i bisogni e le difficoltà degli altri e compiere scelte volte a collaborare ed aiutare le persone che ricambiano il loro amore. Credo che noi adulti non dobbiamo avere paura di esprimere e manifestare i nostri sentimenti, le nostre emozioni e le nostre paure o difficoltà ai nostri bambini: loro sono estremamente empatici, percepiscono subito ciò che stiamo provando ed è solo grazie ad un dialogo reale e veritiero che possiamo offrir loro gli strumenti per farli crescere e per renderli consapevoli dei sentimenti e bisogni propri e altrui. 

L’altro aspetto che tocca questo testo è sicuramente la frenesia che ogni famiglia vive quotidianamente; soprattutto la figura materna che oggigiorno deve sapersi districare tra casa, lavoro e famiglia ha un gran bisogno di rallentare, ma purtroppo non è sempre facile! Questo testo, infatti, è stato presentato da Patrizia nell’incontro che aveva come tema la lentezza: avremmo tutti bisogno di avere tempi distesi, senza scadenze o commissioni urgenti da sbrigare, un tempo lento, senza fretta, dove non importa se hai al polso l’orologio perché tanto non serve, un tempo per riflettere, un tempo per ascoltare se stessi e gli altri, un tempo per l’attesa, il poter aspettare con tutta calma, un tempo dove anche la noia è ben accetta, un tempo da poter gestire liberamente seguendo i propri bisogni, desideri e ritmi, un tempo per viaggiare, dove il viaggio è incontro e confronto con l’altro che ti fa crescere e ti arricchisce. In questa dimensione circondata dalla lentezza, dove il tempo non ha tempo, sicuramente il tempo per asciugare i capelli lunghi c’è, anzi, c’è anche il tempo per fare le trecce…

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La scelta stilistica di Cristina Petit è semplice, chiara ed immediata e rispecchia in generale lo stile di questa straordinaria scrittrice/illustratrice: parti scritte in stampatello maiuscolo nero vanno a integrare e completare le illustrazioni, affascinanti e spiritose, su sfondi differenti: in alcune pagine spicca la semplicità dello sfondo bianco, mentre in altre troviamo sfondi pittoreschi con dettagli inseriti con la tecnica del collage come forte richiamo al mondo reale e quindi più vicino ai bambini. Come in altri testi di Cristina Petit, il personaggio principale è ben caratterizzato, ma essenziale: volto tondo e buffo che pare disegnato con la matita, la presenza di pochi colori e ben definiti sono le principali caratteristiche di Carolina.

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Per chi non conoscesse Cristina Petit ecco una piccola nota biografica:

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Cristina Petit, divenuta celebre attraverso il suo blog maestrapiccola, è maestra elementare e attenta osservatrice dei piccoli, con un poetico senso della leggerezza e della verità. È nata e cresciuta a Bologna dove ha preso due diplomi superiori e conseguito la laurea in lingue e letterature straniere. Ha viaggiato molto sia per piacere che per cause umanitarie e ha vissuto all’estero per motivi di studio e lavorativi. Tiene corsi per insegnanti e laboratori per bambini. Appassionata di illustrazione, cinema, arte e letteratura, è anche fotografa, disegna e scrive appena le è possibile.

Tra i suoi libri per bambini troviamo: “Ci sono bambini e bambine!” (ed. Valentina Edizioni, mar. 2013), “Piccolo buio”(ed. Il Castoro, genn. 2014), “Come si fa a diventare grandi?”(ed. Valentina Edizioni, ott. 2014), “Chissà se incontrerò il lupo oggi?” (ed. Valentina Edizioni, mag. 2014), “La prova” (ed. I Libricini, genn. 2015), “Cosa c’è dentro la scatola?” (ed. Valentina Edizioni, sett. 2015) e “Il libro tv” (ed. Valentina Edizioni, ott. 2015).

Concludo questo post con un ringraziamento: grazie a Silvia e Ada per la loro disponibilità e per aver dedicato tempo ed energie nel costruire un gruppo di lettura davvero arricchente e stimolante; grazie a Patrizia per avermi fatto incontrare questo testo che era destinato a me da tempo e che doveva solo trovarmi!

“Volo via” di Cristina Petit, ed. Valentina Edizioni, nov. 2013

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3 thoughts on “Mamma rallenta… Volo via!

  1. Buon pomeriggio, Silvia!
    Ma che bello un gruppo di lettura: immagino che sia davvero stimolante… addirittura, entusiasmante! Trovarsi tra persone con le quali condividi un interesse, dev’essere veramente…appagante…
    Mi pare che questo libro sia molto interessante…e anche illuminante per le mamme.
    Carolina vola via, ma il viaggio le insegna tante cose sulla sua mamma, sulla vita della sua mamma… comprende e prende una decisione “adulta” per aiutarla: certo è una bimba davvero matura, Carolina se, a soli quattro anni e un quarto, ha tanta capacità di riflessione…
    Libro che fa riflettere, Silvia, anche me che mamma di corsa lo sono stata ormai qualche giorno fa…avevo e ho tanti rimorsi, tanti sensi di colpa e moltissimi rimpianti…ma è la vita, non è vero? Cosa ci possiamo fare? Dobbiamo dirci che è la qualità del tempo che conta, non la quantità e che l’importante è esserci davvero quando si è presenti… E’ un tema che merita parecchie riflessioni, a mio avviso perchè in questo mondo così evoluto, non riusciamo a venirne a capo… e pensare che una bimba di quattro anni e un quarto è riuscita a trovare una soluzione che è destinata a unirla ancora di più alla sua mamma. Grande Carolina!
    E grazie a te e al tuo gruppo di lettura “volante”, Silvia per averci fatto riflettere su un tema molto attuale e tanto importante!
    A presto
    nonna Cric

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