La rana Romilda salta a Reggionarra

Sono ormai diversi giorni che a Reggio Emilia c’è nell’aria il profumo di Reggionarra… Reggionarra è un’iniziativa che, già da diversi anni, offre alla cittadinanza, ma anche ai non autoctoni, svariate occasioni di incontro con la narrazione. Come viene riportato nel sito ufficiale, a dieci anni dalla prima edizione, Reggionarra (reggionarra) cresce e per dieci giorni trasforma Reggio Emilia nella Città delle Storie. Dal circo teatro di Nicole & Martin, allestito in apertura di programma al Parco del Popolo, fino all’Alveare delle storie al Teatro Valli, il programma tocca vari luoghi della città seguendo il cammino delle storie e dei loro protagonisti, che attraversano i confini tra le arti, i linguaggi e le età con il loro fagotto di fiabe e magia.

Oltre agli eventi previsti dal programma ufficiale, anche alcune scuole di Reggio hanno aderito a questa iniziativa dando il loro contribuito narrativo in modo attivo; in modo particolare, la scuola d’infanzia che frequenta mia figlia Emma, ossia la s.c.”Bruno Munari”, ha coinvolto alcuni genitori della scuola nel narrare “La rana Romilda” proprio di Bruno Munari. Il gruppo di lavoro della scuola ha volutamente scelto di narrare questo testo, in quanto legato ad una storicità della storia stessa e quindi andando a rafforzare un legame affettivo e simbolico con Munari e questo libro.

Voglio riportare ciò che la scuola Munari ha dichiarato pochi giorni fa nel presentare questa narrazione…

“Correva l’anno 2007… in occasione del centenario della nascita di Bruno Munari, la scuola decise di approfondire con bambini, insegnanti e genitori il celebre racconto de “La Rana Romilda”. … forse Munari non avrebbe mai pensato che la sua rana suscitasse un fermento così forte e appassionato non solo nei bambini ma anche nel gruppo dei genitori… Bene, quell’anno ci presentammo a Reggio Narra raccontando una storia ispirata a Romilda, inventata ed illustrata dai bambini. Oggi, Reggio Narra 2016 compie dieci anni e nel ripercorrere il suo fortunato esito, ritornerà anche la nostra scuola con il racconto di Munari in versone originale.
Straordinario preparare questa narrazione con i genitori, insieme a Monica Morini, artista e responsabile insieme al laboratorio Rodari, di questa preziosa rassegna che coivolge tutta la città e i suoi bambini… Narrare è condividere con i bambini quello spazio magico che si crea nell’immaginare il racconto…. questo ci appassiona ancora oggi a distanza di tanti anni.”

Beh, cos’altro posso aggiungere a queste parole ricche di riflessioni importanti, di emozioni e di vissuti forti… direi proprio nulla se non che trovo davvero straordinario il vedere che c’è ancora una speranza per la narrazione in tutte le sue forme: il peso specifico della tecnologia si fa sempre più sentire e, volenti o nolenti, anche i nostri bambini ne sono circondati, proprio per questo il veder valorizzate diverse forme narrative, la piacevolezza dell’ascoltare una storia, il viverla con tutti i sensi ed il condividerla con un gruppo di persone fa sperare che anche per i nativi digitali c’è e ci sarà spazio e tempo per la narrazione!

Il libro “La rana Romilda”, ideato e disegnato da Bruno Munari nel 1958, racconta la storia di una rana di nome appunto Romilda che, a causa della sua abitudine a saltare di qua e di là, ha una serie di avventure curiose e divertenti, soprattuto piene di sorprese incredibili. Romilda abita fin dalla nascita in un fosso alla periferia di una grande città e lo conosce a menadito; stanca della solita quotidianità sente il desiderio urgente di avventura, così saltando per sbaglio fuori dal fosso, decide di andare alla scoperta del mondo. Da un salto all’altro, Romilda s’imbatte in una serie di situazioni insolite e per lei nuove: capita nel negozio di un ortolano, nascosta dentro una cesta della verdura, poi finisce in un’insalatiera insieme ad olio, pepe e sale, poi salta sotto il cappello di un uomo che stava salutando un amico, poi viene chiusa in una valigia ed infine cade dentro ad un tombino. Romilda ora è proprio stanca di tutte queste avventure e vorrebbe tanto tornare nel suo fosso; la rana è ora pentita di essere scappata da casa e immersa nei suoi ricordi e pensieri, si lascia trasportare dall’acqua del tombino che lentamente la riporta proprio nel suo fosso. Ora Romilda può finalmente ritrovare la sua famiglia e raccontare tutte le sue avventure ai suoi amici del fosso.

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Il messaggio di questo testo è molto semplice: la quotidianità e la sicurezza di ciò che si conosce bene può far scattare la voglia di scoperta e di avventura, ma alla fine non c’è posto più bello che casa propria. Credo che i bambini si possano immedesimare molto nella rana Romilda: loro hanno continuamente sete di sapere, di conoscenza e di curiosità, ma allo stesso tempo, dopo il momento avventuroso, hanno bisogno di ritrovare la loro quotidianità fatta di certezze e sicurezze. Ed è questo che poi li spinge a voler nuovamente esplorare l’ignoto perché hanno la consapevolezza del poter ritrovare ciò che gli appartiene. La rana Romilda è coraggiosa e sul tran tran quotidiano vince la sua voglia di avventura, ma al suo ritorno scopre che la quotidianità è altrettanto bello anche se a volte la sottovalutiamo.

I disegni di Bruno Munari in questo testo sono caratterizzati da pochi colori vivaci e decisi, dove il verde, il nero e l’arancione sono la chiave di lettura principale dei personaggi e delle ambientazioni. Le forme sono anch’esse ben definite, tendenti al tondeggiante e con pochi particolari. Il bianco fa da sfondo a tutte le pagine e permette di far risaltare le illustrazioni che occupano la maggior parte della pagina. Anche le parti scritte si trovano in uno spazio ben definito, nella parte alta della pagina, e non si sovrappongono ai disegni.

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Credo sia doverosa, seppur non necessaria data la fama dell’artista, una presentazione di Bruno Munari che ho tratto in parte dal sito ufficiale della Corraini Edizioni (corraini edizioni).

Bruno Munari (1907-1998) è stato senza dubbio il più eclettico artista-designer italiano.
Sin dagli esordi, Munari ha sempre dedicato la propria attività creativa alla sperimentazione, declinandola in ogni sua forma e affiancandole un’attenzione particolare per il mondo dei bambini e dei loro giochi. Le sue creazioni nei campi della pittura, scultura, design, fotografia e didattica ne attraversano le diverse poetiche seguendo il filo della sua personalissima originalità.

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Bruno Munari

 

Nel proprio lavoro Munari ha dedicato particolare attenzione al mondo dei bambini, senza mai scindere la dimensione del contenuto da quelle della forma e del materiale, ha progettato libri, libri-oggetti e giochi-per-pensare allo stesso tempo.

Parallelamente ai progetti editoriali, Munari affianca la propria intensa collaborazione come artista. I celebri “Libri illeggibili” rappresentano inoltre un’importante testimonianza di libro d’artista di cui i cinque titoli della serie “MN” vengono concepiti espressamente per la galleria e le edizioni Corraini. All’interno del catalogo Corraini Edizioni spiccano i titoli di Bruno Munari, che ha personalmente accompagnato l’attività della galleria d’arte e della casa editrice per più di vent’anni. Nel catalogo Corraini sono presenti ad oggi circa 60 titoli di e su Bruno Munari, dagli storici “Nella notte buia” e “Nella nebbia di Milano” fino al più recente “Munari I Libri”.

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2 thoughts on “La rana Romilda salta a Reggionarra

  1. Cara Silvia, eccoci qui!
    Che grande autore Bruno Munari! Quanto ha insegnato a intere generazioni di bimbi e insegnanti…quanta genialità nelle sue illustrazioni, nei suoi “Libri illeggibili”, nelle sue “Macchine”, nei suoi “Cappuccetto” multicolori…e potremmo continuare all’infinito…
    Tra queste “perle” c’è sicuramente la rana Romilda col suo desiderio di esplorare e partire, ma anche con la nostalgia di quel calore, di quella certezza e di quella sicurezza che la fanno ritornare… e così fanno anche i nostri bimbi che vogliono scoprire e sperimentare, per poi ritornare, come giustamente hai detto tu, verso luoghi amati e sereni: che bello sarebbe se per tutti i bambini fosse così…
    Prima dei saluti, vorrei dirti che è davvero un bell’omaggio e un dolce ringraziamento quello che hai fatto alla scuola “Bruno Munari” di Reggio Emilia frequentata dalla tua Emma!
    Grazie e a presto
    nonna Cric

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    1. Carissina nonna Cric, a costo di sembrare ripetitiva, voglio ringraziarla ancora una volta per le sue riflessioni che trovo SEMPRE in perfetta sintonia con i miei pensieri. Ho voluto omaggiare il costante impegno e dedizione del gruppo di lavoro della scuola “Bruno Munari” perché credo se lo meritino davvero!!! E’ un niente a confronto del loro lavoro, ma mi piaceva ringraziarle in qualche modo!!! Grazie ancora!
      A presto
      Silvia

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