Terre di Mezzo Editore

Come nasce una casa editrice? Io me lo chiedo spesso… Quando ho scoperto per la prima volta Terre di Mezzo Editore ho avuto nuovamente la conferma che con determinazione, forza e coraggio si può davvero realizzare un sogno, basta crederci e non mollare! La straordinarietà di questa casa editrice mi ha davvero colpita, tanto che immediatamente sono andata a documentarmi per capirne meglio l’origine e ciò che hanno raggiunto nel corso degli anni.  Il post di oggi è quindi dedicato a Terre di Mezzo Editore con l’intento di far conoscere, a chi mi legge, la bellezza e la varietà dei progetti che questa casa editrice sta portando avanti.

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Terre è un piccolo universo in cui abitano tanti mondi…” questa è la frase con cui si presenta Terre di Mezzo nel proprio sito (Terre di Mezzo) e credo che niente sia più azzeccato come biglietto da visita! Terre di Mezzo, infatti, nasce come giornale di strada, fondato nel 1994, e nel corso degli anni sono poi scaturiti altri progetti come il settore libri, il volontariato con una associazione onlus, il settore eventi con la fiera del consumo critico chiamata “Fa’ la cosa giusta!”.  Il settore dell’editoria si è sviluppato ed arricchito nel corso del tempo, fino a raggiungere una varietà di proposte che cerca di andare incontro alle diverse esigenze dei possibili lettori.

Nel loro sito internet dedicato nello specifico all’editoria (Terre di Mezzo Editore) viene raccontato ciò che sta dietro a ciascuna produzione editoriale, quali sono i valori che vengono sostenuti e che sono diventati il motivo trainante della casa editrice. Di seguito riporto una parte della loro presentazione:

Siamo nati da un giornale di venti pagine venduto sui marciapiedi e nelle stazioni da persone in difficoltà. Forse per questo pensiamo i libri come spazi, non come oggetti. Luoghi aperti in cui sentir echeggiare le voci dei narratori. Parole vive che incoraggiano a uscire, conoscere, agire. Non “cose” da infilare su uno scaffale. Ci distingue l’attenzione per chi lavora con ostinazione, spesso nell’ombra, alla costruzione di un mondo diverso, scegliendo pratiche quotidiane alla portata di tutti. E la simpatia per le storie delle tante “persone qualunque” cui è capitato di vivere, per sorte o per scelta, nelle periferie del nostro mondo. Emozioni e vicende che raramente guadagnano le pagine dei giornali e i cataloghi dei grandi editori, ma che ci piacciono per quanto sono autentiche e vive.

In queste poche righe di presentazione c’è tanto su cui riflettere, o per lo meno, questo è ciò che è arrivato a me nel leggerle. La cosa che forse mi ha colpito più delle altre è stata l’idea di considerare un libro come spazio e non come oggetto: spazio inteso come luogo non ben definito, dove le idee e gli incontri si fanno avanti senza timori e dove l’apertura verso l’altro, inteso in senso lato, è reale e si concretizza. Uno spazio dove c’è posto per tutti e dove ognuno, col proprio essere, può starci dentro e sentirsi accolto e valorizzato; ed è proprio in questo spazio che possono venire alla luce i progetti di chi non vuole o non può farsi avanti per diversi motivi e dove viene attribuito un significato importante all’impegno costante e dove l’incontro con il “diverso” da noi è fonte di estrema ricchezza. Ecco perché credo che questa casa editrice debba essere conosciuta e apprezzata da più persone, proprio per sostenere il loro progetto, valorizzandolo e attribuendogli il giusto merito.

Le collane di Terre di Mezzo Editore sono diverse: Percorsi, Ecofficine, Acchiappastorie, Praticamente, Narrativa, Stili di vita, I piccoli, Sapori, Scritture, Sconfinamenti, Turismo sostenibile, Periferie, Concorso letterario e Pedagogia e formazione.

Ho avuto modo di incontrare diversi testi di questa casa editrice, tutti molto interessanti, e nel post di oggi ve ne presenterò solo alcuni, lasciando a voi la libertà di approfondire la conoscenza e la scoperta di Terre di Mezzo.

“Il ladro di polli” di Béatrice Rodriguez fa parte della collana Acchiappastorie ed è stato il primo libro edito da Terre di Mezzo; devo essere sincera, l’incontro con questo testo è avvenuto in modo casuale, mentre stavo curiosando in cerca di un silent o wordless book diverso dal solito e che fosse un po’ fuori dagli schemi.

La trama mi ha subito colpito, proprio per la sua originalità; volutamente resterò vaga nel descrivere la storia poiché, essendo un silent book, non voglio influenzare troppo le possibili chiavi di lettura e l’interpretazione di chi vorrà scoprire questo testo: una volpe rapisce una gallina e scappa nel bosco. Immediatamente il gallo, l’orso e il coniglio si lanciano all’inseguimento della volpe, decisi a liberare l’amica pennuta. Succede, però, una cosa durante la fuga che attraversa mari e monti: la volpe e la gallina si innamorano, e quando gli altri animali finalmente li raggiungono, pronti a riprendersi la gallina, non possono far altro che arrendersi davanti all’evidenza e… chissà come andrà a finire…

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Fin dalle prime pagine si possono cogliere le particolarità di questo testo, a partire dal formato che è abbastanza insolito, piccolo e, per questo, maneggevole, con il lato orizzontale più lungo del verticale, fino ad arrivare più approfonditamente ai personaggi; la mia chiave di lettura vede una caratterizzazione dei personaggi ben definita, ma non in modo canonico: la volpe è, come da schema, molto scaltra, ma nel corso della storia emerge il suo lato più amorevole che le consente di conquistare così la gallina; il coniglio che di natura tende ad essere pauroso, qui invece si getta a capofitto all’inseguimento della volpe per riprendersi la gallina mostrando quindi un carattere determinato e coraggioso; l’orso rappresenta il “capo branco” e, nonostante questo ruolo importante, tende ed essere un po’ imbranato e impacciato; infine troviamo il gallo che dovrebbe essere il più interessato a riprendersi la gallina, invece è quello meno convinto.

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Ho trovato molto interessante questo modo di attribuire ai personaggi caratteristiche diverse da quelle che canonicamente siamo abituati a ritrovare nelle storie: l’uscire dai soliti schemi e il rileggere i personaggi sotto punti di vista diversi è molto importante, soprattutto per i bambini, poiché offrono la possibilità di aprire nuove piste di lettura, lasciando spazio alla fantasia e ad una apertura mentale fondamentale per la loro crescita. Un finale inaspettato, dallo sfondo sentimentale, attende il lettore come conclusione della storia, dove viene spazzata via l’idea che tutti si aspettano, ossia che la volpe mangerà la gallina, a favore di una conclusione nuova, superando così uno stereotipo: non tutto è come sembra o come lo abbiamo immaginato, ma dobbiamo imparare ad andare oltre le apparenze!

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La storia della volpe e della gallina trova poi un seguito nel libro “Una pesca straordinaria” sempre di Béatrice Rodriguez; la volpe e la gallina ormai innamorati, vivono insieme e presto avranno anche un piccolo, nato dal loro amore. In questo racconto i due animali devono fare i conti con il frigo vuoto: vivendo su un’isola deserta, l’unica possibilità è quella di andar per mare, ma non sarà la volpe ad intraprendere il viaggio per recuperare cibo, bensì l’impavida gallina che, dopo aver affidato l’uovo che sta covando alla volpe, si mette in viaggio. Un viaggio che ha tutte le caratteristiche di un’avventura poiché porterà la gallina ad imbattersi in diversi ostacoli e a superare, grazie alla sua astuzia, diverse difficoltà. Riuscirà alla fine a portare a termine la sua missione??? Infine, al suo rientro, a casa l’aspetta una sorpresa…

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Anche in questo testo troviamo il ribaltamento dei ruoli, dove la gallina abbandona temporaneamente il suo ruolo tipicamente “materno” di mamma-chioccia che cova le uova per farsi carico della sopravvivenza della coppia. Una volpe quindi casalinga che aspetta il ritorno della sua gallina e che con amore e dedizione si occupa dell’uovo. Un’altra morale che ci vuole insegnare questa storia è il non arrendersi davanti agli ostacoli e alle difficoltà: la gallina deve, infatti, affrontare diverse e inaspettate avversità per raggiungere il suo scopo, ma niente e nessuno la ferma perché lei ha in mente solo il suo obiettivo. Ecco credo che questo sia importante come messaggio da lasciare ai nostri bambini, ma anche a noi adulti: il non lasciarsi distrarre o abbattere da niente e nessuno se si vuole raggiungere qualcosa a cui teniamo; non dobbiamo permettere a niente e a nessuno di distoglierci dai nostri obiettivi e motivazioni, perché solo con la determinazione si otterrà ciò che ci si è prefigurati, tornando “a casa” più forti di prima.

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Lo stile illustrativo di entrambi i testi di Béatrice Rodriguez è fresco, gioioso e, allo stesso tempo, le illustrazioni sono semplici e lineari. Mi hanno colpito molto i disegni e, soprattutto, la loro capacità di saper restituire nell’immediatezza il ritmo narrativo della storia, scandito sia da situazioni più lente e pacate che da situazioni dove il movimento e l’avventura sono protagonisti. L’espressività dei personaggi e la presenza di più dettagli e particolari in una illustrazione consentono ai bambini di entrare in pieno nella storia, di comprenderne meglio le dinamiche, divertendosi, emozionandosi ed affezionandosi così ai personaggi.

IMG_6828IMG_6831Come tutti i silent o wordless book i bambini hanno la possibilità di avvicinarsi al testo con e senza l’adulto: se da un lato viene favorita l’autonomia del bambino, dall’altro, mediante la narrazione condivisa con l’adulto, il bambino può incontrare la storia attraverso una lettura personalizzata, secondo lo stile narrativo dell’adulto, e che può essere differente a seconda del narratore.

Terre di Mezzo Editore, come dicevo all’inizio, ha diverse produzioni editoriali ed io ho incontrato molti altri loro testi, ma per oggi mi fermo qui…

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2 thoughts on “Terre di Mezzo Editore

  1. Ciao, Silvia! Grazie!
    Ma che bella sorpresa questa casa editrice!!! Molto, molto interessante! Apprezzo tantissimo quello che è stato il suo inizio: un giornale di strada…davvero magnifico.
    Ho visitato il sito ed è davvero degno di essere condiviso il più largamente possibile come hai suggerito e
    auspicato tu: lo merita veramente, perchè è denso di significati, di riflessioni e di suggerimenti per quella vera inclusione che in tanti auspichiamo.
    I libri che ci hai proposti sono, come sempre, parecchio accattivanti… le illustrazioni, neanche a dirlo, mi piacciono tantissimo: le trovo tenere, dolci e delicate…
    Vorrei potere avere una libreria enorme con tutti libri che amo e, intorno a questa, costruire il resto della casa…una libreria che si espanda a mio piacimento e a seconda delle necessità! Condividi?
    Prima di salutarti, voglio dirti che ho mandato il tuo ultimo articolo a una collega che, proprio ieri sera (!!!), mi chiedeva se avevo qualche idea su testi di narrativa per bimbi delle prime classi della scuola primaria… spero non ti dispiacerà!
    Aspetto il tuo prossimo articolo… nel frattempo, seguo la tua rubrica silviabolzoni@laliberta.info sul settimanale “La Libertà”!
    A presto
    nonna Cric

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    1. Carissima nonna Cric,
      sono contenta che questo post dedicato a Terre di Mezzo le sia piaciuto e spero tanto che questa casa editrice venga apprezzata e conosciuta da più persone… credo se lo meriti!!!
      Sarebbe davvero bellissimo poter possedere in casa tutti i libri che ci colpiscono e piacciono…
      Certamente che può condividere i miei articoli con persone che conosce…anzi… grazie mille per aver pensato a me e ai miei suggerimenti!!!
      Cos’altro posso aggiungere se non GRAZIE INFINITE per il suo affetto e per la sua presenza anche sulla mia rubrica del settimanale “La Libertà online”! Un abbraccio!
      Silvia

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