“Il papà pittore”…Daddy’s giveaway

Sono sincera, non sono amante delle ricorrenze diciamo così canoniche, anzi, non sento il bisogno di dover aspettare una giornata precisa per donare qualcosa di speciale ad una persona cara… La bellezza del donare credo possa trovare maggiormente espressione nella sorpresa, nell’inaspettato e, proprio perché non è atteso, il suo significato più profondo viene così legittimato. Sono consapevole di aver appena dichiarato una banalità, ma, nonostante il mio personale pensiero, credo che la nostra società abbia un po’ bisogno di questo tipo di ricorrenze, quasi fossero un pretesto per ricordarci delle persone che ci stanno accanto. La festa del papà, in Italia, viene festeggiata il 19 marzo poiché essa coincide con la data di morte di San Giuseppe, padre putativo di Gesù che, per la regione cattolica, costituisce un simbolo significativo di umiltà e dedizione. Ed ecco allora che, in occasione della festa del papà, ognuno di noi si ritrova a pensare alla figura paterna, a ciò che ha rappresentato nella nostra infanzia, a ciò che avremmo voluto ricevere ma che ci è mancato, a ciò che questa figura rappresenta una volta diventati adulti e, quindi, a come cambia nel corso della nostra vita. Pensando ad Emma e a come ha vissuto questa ricorrenza, mi viene da sorridere: per lei la festa del papà è il giorno del compleanno di tutti i papà… una sorta di mega compleanno in cui tutti i papà soffiano le candeline -non si sa bene quante- e ricevono gli auguri dai loro bambini. Questa sua interpretazione mi ha fatto riflettere e ho capito che non serve scervellarsi per trovare il regalo perfetto poiché il dono più bello e significativo che si può fare al proprio papà è quello di farlo sentire importante e renderlo per un giorno protagonista. I papà, si sa, tendono di natura a porsi dietro le quinte, lasciando il palcoscenico alle mamme e ai figli e, molto spesso, se ne stanno in silenzio per non “rubare la scena” a nessuno. Perciò credo che la festa del papà sia un modo per riconoscere l’immensa importanza che tutti i papà hanno nelle nostre vite perché, a prescindere dal carattere e dai singoli vissuti, senza di loro noi non esisteremmo.

Ma ora torniamo a noi e al “DADDY’S GIVEAWAY”… come avevo già dichiarato nel post di presentazione del giveaway, il libro che ho scelto di regalare alla fortunata vincitrice vuole essere un omaggio alla figura paterna. Ci sono tanti tipi di papà: c’è quello quello burbero, quello autoritario, quello burlone, quello giocherellone, quello osservatore e quello partecipe… ognuno di loro, con le singole individualità, ha permesso a noi figli di diventare quello che siamo, perché in ogni caso la figura paterna influenza la nostra crescita e il nostro modo di essere.

Il libro che ho scelto di donare in occasione di questo giveaway s’intitola “Il papà pittore“: un libro che non esiterei a definire poetico e suggestivo, dove la figura del padre è presente, ma in seconda fila, senza sovrastare la libertà e la fantasia della figlia. E’ la storia di un papà che, guardando oltre la finestra di casa che si affaccia sul mare, osserva la propria figlia. È una giornata ventosa e la sua bambina si diverte, insieme agli amici, a raccoglie sulla spiaggia i doni che il mare ha lasciato dopo la burrasca; una volta raccolti, la bambina posiziona gli oggetti con cura sulla sponda di una barca, creando così un suo mercato per tentare di vendere qualcosa ai passanti. Ad un tratto giunge sulla spiaggia il papà: a tracolla ha la sua cartella con il necessario per dipingere e, mentre la bambina continua a giocare con gli amici, lui inizia la sua opera… proprio lì in riva al mare!

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Lo scorcio dalla finestra
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“Finestra aperta (1921) di Henri Matisse

In questo libro troviamo esplicitato l’incontro tra un grande pittore, Henri Matisse, e un grande scrittore di libri per bambini, Pinin Carpi: per scrivere questa storia, infatti, Carpi ha preso ispirazione dal quadro di Henri Matisse “Finestra Aperta” (1921), nel quale viene mostrato uno scorcio di spiaggia e mare visti da una finestra.

L’albo, infatti, edito da Il battello a Vapore, ci racconta un breve scorcio su una giornata giocosa in spiaggia di alcuni bambini: sembra quasi di aprire una finestra che si affaccia sul mare e di vedere i tesori che sono stati portati a riva dalle onde dopo la burrasca.

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I tesori del mare

La piccola protagonista non può proprio resistere al richiamo della brezza marina che entra in casa una volta aperte le finestra. La bambina non perde tempo e corre fuori sulla spiaggia, dove ritrova i suoi amici e, insieme a loro, inizia a raccogliere i diversi oggetti che il mare ha depositato dopo la tempesta. In questo contesto di semplicità e di gioco ritroviamo la bellezza del saper apprezzare le piccole cose: gli oggetti raccolti che al primo impatto possono sembrare senza alcun valore, nella realtà diventano per i bambini oggetti estremamente speciali e preziosi. Oggetti rovinati e quotidiani si spogliano del loro utilizzo comune per trasformarsi in qualcos’altro, dove la fantasia e l’immaginazione hanno libero spazio; con questo nuovo valore, gli oggetti diventano merce da vendere in un mercatino speciale, ricevendo in cambio i sassi della spiaggia.

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“…una stella marina per quando di notte non si vedono le stelle…”
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Il mercatino della bambina

Ad un tratto però arriva il papà della bambina: è un papà speciale, è un papà pittore; a lui bastano colori, pennelli e tela per fermare questo scorcio marittimo ancora agitato, mentre, sullo sfondo, la sua bambina continua a giocare con gli amici.

 

Questo libro non è propriamente un racconto, non troviamo infatti un inizio, uno svolgimento ed una fine ben delineati, ma piuttosto, grazie alle sue bellissime illustrazioni, lascia spazio all’immaginazione, alla memoria e alle singole emotività di chi incontra questo testo. E’ un libro carico di suggestioni che consentono di sostare e di riflettere sulle sensazioni che traspirano in ogni pagina; sembra quasi di poter sentire il rumore delle onde che si smorzano una volta arrivate a riva, sembra quasi di poter annusare il profumo di salsedine, sembra quasi di poter udire le voci dei bambini che giocano al mercatino e che tentano di vendere gli oggetti raccolti: tutte queste sensazioni ci catapultano per un momento sulla spiaggia, proprio lì, dove un papà sta dipingendo sulla riva e, chissà, forse proprio quel dipinto diverrà un dono per la sua bambina…

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Ed ecco che arriva il papà…il papà pittore!

Il papà non appare come protagonista di questo libro illustrato, rimane infatti in disparte per lasciare spazio alla bambina e alla sua libertà: mi piace pensare che questo papà abbia osservato la bambina da lontano e che abbia voluto donarle un dipinto che le permettesse di fissare nella memoria una giornata speciale, fatta di momenti di gioco con gli amici, ma soprattutto carica di emozioni.IMG_6707Desideria Guicciardini è l’illustratrice di questo testo: le grandi illustrazioni a doppia pagina, ricche di colori vivaci, sono tavole luminose ed evocative con dettagli ben definiti che consentono di vivere e di respirare a pieno questa atmosfera marina.
Le immagini sono ampie, ma non soffocanti e ricche di particolari che pare vogliano oltrepassare la dimensione della realtà: esse diventano scenari che vogliono aprire a nuove ipotetiche storie, trasmettendo comunque un senso di serenità, di pace e di gioia; il tratto è semplice, leggero, vicino al mondo dei  bambini. Il libro si presenta con un formato grande, la copertina cartonata e, al suo interno, il testo è in stampatello maiuscolo.

Il finale lasciato un po’ in sospeso ci suggerisce diverse interpretazioni possibili… lascio a chi legge la libertà di trovare la propria…

“Il papà pittore” di Pinin Carpi, illustrazioni di D. Guicciardini, ed. Il battello a Vapore

 

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One thought on ““Il papà pittore”…Daddy’s giveaway

  1. Ciao, carissima Silvia!
    Eccomi qui, come al solito, ma con un notevole ritardo di cui ti chiedo scusa…La colpa, però, è anche un po’ tua..! Sì perché, leggendo il tuo articolo, mi sono molto commossa… Il pensiero, infatti, è andato istantaneamente al mio “Babbo” (mio fratello e io lo chiamavamo così) e ho riflettuto tanto sulla sua figura o meglio, le tue parole mi hanno fatto riflettere tanto sulla sua figura. Ecco, lui era proprio uno di quei padri che stanno un passo indietro, che camminano “in punta di piedi per non disturbare”, era severo, ma molto osservatore e sensibilissimo: bastava un suo sguardo e noi capivamo ciò che ci voleva dire. Il mio Babbo era bello…bello nell’anima e mi dispiace tanto che molte delle persone che mi sono più care non l’abbiano potuto conoscere: sono certa che lo avrebbero amato…
    Ma torniamo a noi e scusami per questa digressione di carattere personale.
    Il libro che ci presenti, come sempre, è davvero magnifico! D’altra parte, Pinin Carpi è una sicurezza, non è vero?! Le illustrazioni, poi sono incantevoli: mi piacciono tantissimo tutti questi colori così vivaci e queste pagine dal respiro così ampio da potertici tuffare dentro.
    La storia è molto dolce e il finale in sospeso può solleticare la fantasia del lettore che, cercando e trovando una fine di suo gradimento, riesce a rendere il libro assolutamente personale e, in qualche modo, unico.
    Grazie come sempre, Silvia!
    Auguro con tutto il cuore a te, Emma e Giovanni una Pasqua dolce, serena e colma d’amore
    nonna Cric

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