La bambina col palloncino rosso…

Una delle tante cose che rimpiango degli anni 80 è “l’amica di penna”… chi ha vissuto quegli anni  – e anche quelli precedenti – da adolescente come me, sicuramente sa di cosa sto parlando… L’amica di penna era quella persona di un altro paese con la quale ci si scambiava lettere in lingua: un bellissimo modo per familiarizzare con una lingua straniera, ma anche una grande opportunità per conoscere persone di culture differenti dalla tua. La mia “amica di penna” si chiama Carolin e l’ho conosciuta durante le vacanze estive al mare diversi anni fa; Carolin è tedesca, ma ama moltissimo l’Italia e la lingua italiana. La nostra amicizia è nata appunto durante una vacanza in Abruzzo e inizialmente comunicavamo in inglese; terminate le vacanze, però, abbiamo cercato di costruire la nostra amicizia tramite corrispondenza: inizialmente ci scrivevamo in inglese, ma poi, dato che Carolin voleva imparare l’italiano, lei mi scriveva in italiano ed io in inglese e, col tempo, siamo passate entrambe direttamente all’italiano!!!  Quanto era bella l’attesa della lettera che doveva arrivare: ricordo ancora come attendevo con smania l’arrivo del postino per verificare se c’era posta per me da parte sua e poi la gioia e l’emozione nel ricevere una sua lettera, spesso accompagnata da fotografie! Inoltre la scrittura a mano, che oggi giorno sta piano piano sparendo, ha un fascino indescrivibile poiché anche solo nel tratto, nella calligrafia o nei piccoli segni personali che arricchivano la lettera si poteva immaginare l’altra persona nella sua individualità! Per diversi anni poi ci ritrovavamo nella stessa località di mare ed ogni anno era meraviglioso poterla rivedere e poterla conoscere ancora meglio… Purtroppo, crescendo e complice la lontananza, ci siamo un po’ perse, pur mantenendo dei contatti sporadici! Tuttavia, una volta tanto, i social networks hanno davvero dimostrato la loro utilità, grazie a questi infatti ci siamo ritrovate e riavvicinate ed ora ci sentiamo molto più spesso, condividendo quello che sta accadendo nelle nostre rispettive vite! Carolin è sempre stata una persona speciale, la sua timidezza, dolcezza e sensibilità mi hanno sempre accomunato e avvicinato a lei; sono davvero felice che nonostante la distanza che ci separa siamo riuscite a mantenere viva la nostra amicizia e l’affetto che provo per lei è davvero grande! Questo post lo voglio quindi dedicare a lei e alla nostra amicizia, anche perché il testo di cui voglio parlare oggi lo ha regalato proprio Carolin ad Emma in occasione del Natale e per me rappresenta un dono molto speciale!

Il testo in questione s’intitola “Mein Wimmelbuch: Frühling, Sommer, Herbst und Winter” di Ali Mitgutsch edito Ravensburger. Nonostante sia un testo con titolo in tedesco, questo non rappresenta un ostacolo nella lettura poiché si tratta un libro senza parole dove la storia va inventata e narrata seguendo le bellissime illustrazioni! Nella stessa collana sono presenti altri testi come questo, dove però cambiano ambientazione e tematica.

In questo testo il bambino deve essere molto attento nel cercare la bambina col palloncino rosso che in ogni pagina è posizionata in un punto diverso e che, a volte, non è subito visibile! L’ambientazione è legata alla stagionalità e al cambiamento che subisce la natura col passare delle stagioni; infatti la traduzione del titolo è: “Il mio Wimmelbuch: primavera, estate, autunno e inverno”. Abbiamo quindi questo parco che si trasforma e che cambia a seconda delle stagioni e di conseguenza anche le esplorazioni e i giochi che si possono fare sono differenti da una stagione all’altra. Il bambino che incontra questo testo potrà quindi scoprire non solo la scansione del tempo legata alle stagioni, ma anche le loro peculiarità: ognuna di loro, infatti, è ben riconoscibile grazie ad elementi chiari, ben distinti e consentono al bambino di coglierne le particolarità per poi riconoscerle successivamente.

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Estate
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Dove si nasconde la bimba col palloncino rosso?

Le illustrazioni di questo testo sono ricche di moltissimi elementi e, dal mio punto di vista, la sua bellezza è racchiusa proprio in questo. La presenza di tanti dettagli e di tante piccole situazioni che cambiano e che si modificano a seconda della stagione sono un stimolo visivo non indifferente e offrono al bambino la possibilità di scoprire il testo ogni volta in modo diverso: un dettaglio che ho colto oggi, domani può passare in secondo piano poiché ne scopro uno nuovo!IMG_6667Il testo si presenta in formato grande (circa un foglio A4), cartonato e carico di colori: ogni pagina è interamente illustrata, nessun angolo è escluso e la ricchezza di elementi, di personaggi e di dettagli la fanno da padrone. Al primo impatto si può anche restare spaesati di fronte a queste illustrazioni così importanti, ma con un po’ di concentrazione e di attenzione si possono scoprire i diversi particolari e apprezzarne così la ricchezza. Spazio quindi alla fantasia e alla narrazione poiché dietro ogni figura rappresentata si può nascondere una storia speciale e unica e, magari, ogni volta diversa. E’ proprio questo ciò che i libri senza parole offrono: la possibilità di cambiare la trama ogni volta, lasciarsi trasportare dall’immaginazione e dall’individualità di chi incontra il testo.IMG_6664Questo testo offre, quindi, due possibilità di lettura: una legata al gioco, sotto forma di indovinello, dove la ricerca della bimba col palloncino diventa la chiave di lettura; la seconda modalità è in forma narrativa dove la personalità e l’individualità di chi incontra il testo diventa fondamentale per far nascere una nuova storia, mantenendo come protagonista la bambina col palloncino rosso.IMG_6663

Concludo questo post ringraziando ancora una volta la mia amica Carolin per questo preziosissimo dono e spero tanto di aver stuzzicato la vostra curiosità, facendovi scoprire un libro davvero interessante…

 

Mein Wimmelbuch: Frühling, Sommer, Herbst und Winter” di Ali Mitgutsch, edito Ravensburger

 

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One thought on “La bambina col palloncino rosso…

  1. Ciao, Silvia! Eccomi qua… scusa, ma mi sono persa a cercare la “bambina coli palloncino rosso”: non è facile trovarla, hai proprio ragione!
    Queste illustrazioni sono splendide oltre che ricchissime e sono, davvero, uno “stimolo molto stimolante” (?!) per inventare storie e far lavorare la fantasia: mi piacciono tantissimo i colori, gli ambienti, i personaggi… e penso che, pur se così importanti, possano dare un senso di libertà. Intendo, naturalmente, libertà di pensiero, di invenzione e anche di movimento: sì, di movimento, perché come si fa a non entrare in quei paesaggi e in quelle situazioni che attirano e attraggono così fortemente la fantasia e a non muoversi con tutti i personaggi?! Certo, il fatto che non ci sia un testo scritto aiuta molto…trovo molto belli i libri senza parole, molto utili a sviluppare la creatività.
    Quindi, ancora una volta, grazie Silvia per averci presentato un libro veramente particolarissimo e speciale e grazie per aver condiviso con noi il bel ricordo della tua amicizia con Carolin!
    Chiudo con una confessione: anch’io, ben prima degli anni ’80, avevo degli “amici di penna” ed era stupendo (quanto è vero!) aspettare il postino con ansia! I miei amici erano francesi, ci scrivevamo in quella lingua e questo mi ha aiutato molto a impararla. Anche noi ci ritrovavamo d’estate, in montagna, in Val d’Aosta: erano, infatti, figli o nipoti di emigrati valdostani in Francia che, durante le ferie, tornavano nel loro Paese…ma, questa, è un’altra storia…
    A presto dalla solita
    nonna Cric

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