Principesse rosa… no, grazie!

Quando ho scoperto che sarei diventata mamma di una figlia femmina, ho cominciato la mia personale battaglia contro il rosa! Da subito ho bandito e posto il veto sull’acquisto di tutine rose, accessori rosa, biancheria per il lettino rosa e, in generale, qualsiasi oggetto o indumento color rosa! La mia frase era ed è tuttora: “Mi raccomando, non rosa!”. Il primo indumento che Emma ha indossato infatti é stato una tutina verde abbinata ad un cappellino giallo… Mia mamma mi chiede ancora oggi come mai questa avversione verso questo colore… in fondo lei, fin da piccola, non mi ha mai trasformato in un confetto rosa con frappe e tulli sfarzosi… anzi il mio stile diciamo più sportivo e pratico ha sempre fatto parte di me fin da piccola! E allora perché questa antipatia per questo colore? La risposta é molto semplice: lo stereotipo! Essendo anche educatrice, ho forse più consapevolezza di cosa significa cadere nella trappola dello stereotipo, ma soprattutto che cosa significa per la crescita dei bambini vivere seguendo uno stereotipo di genere! Purtroppo gli stereotipi di genere sono sempre più presenti nella vita quotidiana, soprattutto nel campo dell’infanzia e nei prodotti rivolti a loro: basta soffermarci un attimo nel guardare le pubblicità rivolte ai bambini per accorgerci della loro presenza. Se poi andiamo più nello specifico e ci addentriamo nell’ambito delle proposte televisive e, a volte, anche nel campo editoriale, lo scenario che ci troviamo davanti é spiazzante: femmine uguale rosa, principesse e lustrini, mentre per i maschi solo azzurro, giochi di movimento o di battaglia! E allora io dico NO! No a questi stereotipi di genere che vanno solamente a spegnere la creativitá, la fantasia e la curiositá dei nostri bambini! La costruzione dell’identità é un processo importantissimo e noi adulti abbiamo il compito di sostenere i bambini in questo percorso di crescita, non limitandoli, ma bensì offrendo loro occasioni diverse, diversificate e svariate di confronto, per non farci sopraffare dall’omologazione di massa! Cosa c’è di più bello di una bambina vestita di verde o di azzurro? O perché i maschi non possono provare ad immedesimarsi nella mamma giocando con le bambole o i pentolini? Lasciamo ai nostri bambini la bellezza di sperimentarsi e di essere diversi dagli altri! In fondo la loro natura é già dentro di loro ed emerge comunque nella loro quotidianità!

Come sempre, la letteratura per l’infanzia ci viene in soccorso poiché rappresenta un’enorme ed importante risorsa per affrontare determinate tematiche coi bambini; anche in questo caso il tema “stereotipo” viene toccato da diversi testi, ognuno col proprio stile,  riprendendo particolari sfaccettature: il libro che a tal proposito ho deciso di presentare si intitola “Olivia e le Principesse”.IMG_6607In occasione del Natale avevo già presentato questo personaggio frutto della creazione di Ian Falconer e avevo anche preannunciato altri post dedicati a Olivia e alle sue avventure. In “Olivia e le principesse”  ritroviamo appunto Olivia, ma questa volta il suo stato d’animo é sottotono: Olivia ha una crisi di identità perché è circondata da compagne di classe e amiche che si vestono tutte di rosa, si travestono da principesse rosa e anche alla lezione di danza si presentano con balze di velo rosa e bacchette magiche! Olivia non capisce perché tutte vogliono essere uguali ed essere delle principesse rosa: lei, con la sua intramontabile t-shirt a righe, collana di perle e scarpette nere, si interroga sul perché di questa omologazione quando esiste una varietà di scelte! Vuoi vestirti da principessa? Si può scegliere di essere una principessa indiana, thailandese, africana oppure cinese. Anche nel mondo della danza si può sviluppare un proprio stile, come definisce lei stessa, personale! In occasione della festa di Halloween, per esempio, Olivia decide di travestirsi da facocero, nonostante sapesse che tutte le sue amiche avrebbero finito per agghindarsi con gonne di tulle rosa! Insomma, alla fine, dopo lunghe riflessioni e indecisioni, Olivia prende una decisione… altro che principessa rosa, sará una regina!IMG_6608IMG_6613IMG_6611Ho scelto di regalare questo libro ad Emma qualche mese fa proprio per mostrarle come debba essere sempre se stessi, anche se qualche volta si deve andare contro corrente: come tutte le bambine della sua età, anche Emma ama travestirsi, soprattutto da ballerina e anche noi abbiamo assecondato questo suoi interesse regalandole per il terzo compleanno un tutù vero ma non rosa, bensì verde! Le ballerine hanno la possibilità di indossare diversi tutù e non sono tutti esclusivamente rosa…  Incontrando questo testo mi piacerebbe che Emma scoprisse la bellezza dell’essere diversa e che la vera libertà è racchiusa proprio nel saper essere e mostrarsi stessi in ogni situazione e trovarsi perfettamente a proprio agio per come si è e per cosa si pensa! Olivia ci vuole dire questo: non importa se tutte le amiche vogliono essere principesse o vestirsi di rosa, ogni individuo é unico, speciale ed é nell’incontro con ciò che è diverso da me che posso arricchirmi e scoprire il nuovo! Perciò sproniamo i nostri bambini a non seguire la massa, ma a differenziarsi perché diventino poi adulti maturi e consapevoli!

La copertina di questo albo illustrato colpisce immediatamente: copertina rigida verde acqua, titolo grande rosa e l’immagine di Olivia sono i tre elementi che ci fanno subito capire che stiamo per addentrarci in un’altra avventura dell’inconfondibile maialina! Lo stile di questo testo rispecchia in pieno la linea di tutti i libri di Ian Falconer: sullo sfondo bianco emergono i disegni dei personaggi, caratterizzati come sempre dalla loro semplicità ed eleganza. I colori utilizzati sono pochi e ben selezionati per arrivare subito a chi sta leggendo! Le parti scritte si intersecano perfettamente con le immagini e le vanno a completare: le illustrazioni, però, rimangono il caposaldo del testo poiché nella loro essenzialità vanno a caratterizzare in modo definito e inconfondibile il personaggio nel suo modo di essere e pensare.IMG_6618L’espressività corporea di Olivia ha un ruolo importante in questo libro: non mancano, infatti, al suo interno riferimenti al mondo della danza e, in modo particolare, a Martha Graham. Martha, considerata la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la “madre” della danza moderna, è la sostenitrice  del “movimento” come massima forma di espressione, dove il corpo comunica le più profonde emozioni dell’animo umano.IMG_6614IMG_6615Devo ammettere che il finale del libro mi ha lasciata perplessa… Olivia sceglie di essere una regina…  Per le caratteristiche di questo di testo e da come viene affrontato il tema del saper essere se stessi sempre, mi sarei aspettata un finale in sospeso, dove la fantasia e l’immaginazione dei bambini potessero inventare un finale tutto loro! IMG_6616

“Olivia e le Principesse” di Ian Falconer, ed. Nord-Sud

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2 thoughts on “Principesse rosa… no, grazie!

  1. Cara Silvia, eccomi qui! E’ trascorso pochissimo tempo dall’ultima volta che ci siamo…sentite… Complimenti, quindi, per la tua vena inesauribile!!! Ma come fai, io mi chiedo?!
    Comunque, Olivia è sempre un personaggio speciale e affascinante e fuori da ogni schema (come lo è, ovviamente, il suo autore). Attira questo strano personaggio che, con la sua tenacia, non vuole mai recedere dalle proprie convinzioni…la stessa tenacia e “grinta”, se me lo consenti, che ritrovo nelle parole che hai scritto nel tuo articolo e nel tono in cui le hai esposte! Mi trovi d’accordo: anche a me son sempre stati stretti gli stereotipi di qualunque genere: moda, tendenze, frasi fatte,ecc… Adeguarsi a uno stereotipo da adulti, secondo me è sintomo di insicurezza, di poca fiducia in se stessi e nelle proprie capacità ed è quindi un bene che, come dici tu, i genitori, gli educatori, gli insegnanti aiutino i bambini e i ragazzini a svincolarsi, a liberarsi da imposizioni artefatte per liberare la propria creatività, stando loro accanto con pazienza, dolcezza e competenza per proporre loro un più ampio ventaglio di possibilità, di opportunità, di scelte… Ma mi fermo qui: già è troppo quello che ho scritto!
    Finisco esprimendo proprio un ultimo pensiero riguardo alle tue perplessità sulla scelta del finale fatta dall’autore… ci ho riflettuto e ho pensato che, forse, Olivia ha voluto dimostrare alle sue amiche come, pur restando all’interno di qualcosa di stereotipato, se ne può uscire e l’ho immaginata mentre diceva, a se stessa e agli altri:” Vogliamo per forza restare nella categoria REALI? Bene, allora, io sono la REGINA di questo popolo di principesse “fotocopie” e, come regina, mi vesto come piace a me per distinguermi, come sempre, da voi sudditi!”
    Scusa se mi sono dilungata così…ma la colpa è un po’ anche tua che ci proponi sempre argomenti interessanti!
    A presto
    nonna Cric

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    1. Come sempre i commenti di Nonna Cric sono speciali e molto interessanti!!! Io non posso fare altro che ringraziare infinitamente per le sue preziose riflessioni che ogni volta ci dona! Alla domanda come faccio a scrivere così tanti post… beh, purtroppo, sono solo una minima parte di quelli che vorrei scrivere, ma il tempo, la stanchezza e gli impegni vari mi limitano molto! Cerco solo di cogliere l’ispirazione del momento, incastrandola con la mia quotidianità… Per quanto riguarda la sua riflessione in merito al finale… in effetti è un altro punto di vista molto interessante! Il messaggio che Falconer ci vuole mandare potrebbe proprio essere quello, ma la mia perplessità è legata al fatto che Olivia vuole andare contro corrente e, nella mia immaginazione, mi aspettavo un finale, come dire, più originale e creativo… In ogni caso, è molto bello questo scambio di idee!!! Grazie!!! A presto! Silvia

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