Scoprirsi…sulla collina

Diciamocela, le novità spaventano tutti… trovarsi di fronte ad una situazione o ad un persona non conosciuta è sempre motivo di preoccupazione e di inquietudine. Si, perché anche se siamo gli individui più aperti del mondo e vogliosi di novità, in realtà, trovarsi faccia a faccia con l’ignoto ci mette in agitazione! Il proverbio “Sai quel che lasci ma non sai quel che trovi” credo sia esplicativo e molto appropriato: l’incontro con ciò che è sconosciuto fa nascere naturalmente stati d’animo ed emozioni forti e importanti. Un esempio che io in prima persona ho vissuto, è quello di una donna che scopre di essere incinta… nonostante il forte desiderio di diventare mamma, lo stato d’animo del “ciò che mi aspetta” e del nuovo è carico di pensieri e riflessioni che generano immancabilmente agitazione. Anche quando si deve iniziare un nuovo percorso lavorativo o, perché no, relazionale, ci sentiamo preoccupati e pensiamo a come sarà questa nuova esperienza…   Se noi adulti siamo un po’ diffidenti o comunque pensierosi rispetto al nuovo, i nostri bambini cosa provano e come si attivano davanti ad un contesto nuovo? A volte, diamo per scontato che i bambini siano in grado di affrontare le novità senza paure e senza nessun tipo di difficoltà e non ci soffermiamo su quello che è il loro punto di vista in merito! I bambini, si sa, sono infinitamente ricchi di risorse e competenze ed ogni volta ci stupiscono di come siano in grado di affrontare e superare certe situazioni… però, dietro alle loro favolose capacità, si nascondono tantissimi interrogativi, i quali vengono poi esplicitati in comportamenti e atteggiamenti. Ecco che allora l’occhio adulto svolge un ruolo fondamentale, poiché ha il compito di cogliere questi aspetti, spesso velati o mascherati, per cercare poi di sostenere e incoraggiare il bambino a superare le proprie paure, riuscendo così a rispondere alle supposizioni che si era prefigurato.

Ogni novità porta con sé un cambiamento… che sia visibile o più profondo, in ogni caso, una trasformazione avviene! Tra i tanti e differenti cambiamenti che un bambino può vivere, quello del passaggio dal nido o casa alla scuola dell’infanzia, è senza dubbio uno dei più conclamati. Emma questo cambiamento lo ha vissuto a settembre, quando si è trovata ad affrontare una grande novità: cambiare scuola, gruppo di adulti e, soprattutto, staccarsi da quelle che erano diventate le sue amiche più intime. Infatti, il gruppetto di amiche con cui lei aveva costruito un legame nel corso dei due anni di nido, si è diviso nelle varie scuole e ognuna di loro ha dovuto costruire nuovi legami, nuovi affetti e nuove dinamiche relazionali. Credo che Emma abbia risentito molto di questo cambiamento, ma a distanza di tempo e non nell’immediato: anche se lei è una bambina socievole, penso che il doversi costruire nuove amicizie e nuovi ruoli all’interno di un gruppo che conosce da pochi mesi la stia mettendo a dura prova, facendole attivare diverse strategie per affrontare questo momento così delicato. Come mamma, naturalmente, mi dispiace percepire questo suo stato d’animo e vorrei sostenerla affinché possa trovare, con il tempo necessario, un suo nuovo equilibrio. Ho scoperto il testo “Sulla collina” quasi per caso, curiosando tra i vari siti internet di libri, ma non appena ho letto la trama ho subito pensato di regalarlo ad Emma poiché affronta proprio la tematica del “nuovo” e del cambiamento.IMG_6547“Sulla collina” racconta la storia di Uto e Leo, due grandi amici da sempre. Ogni giorno trascorrono ore e ore sulla collina a giocare insieme: inventano storie e vivono meravigliose avventure grazie a semplici scatoloni di cartone che si trasformano in magici velieri di pirati, castelli e posti incantati. Un giorno arriva Samu, un bambino che non li conosce e che vorrebbe giocare con loro. Leo si dimostra subito accogliente nei confronti di Samu, mentre Uto non si trova a suo agio con il nuovo bambino e teme per la sua amicizia esclusiva con Leo. L’equilibrio si spezza: ciò che prima veniva vissuto esclusivamente in due, ora è cambiato. Uto, quindi, si isola e non vuole più giocare con Leo e Samu, ma proprio quest’ultimo, inventa un piano per far cambiare idea a Uto e arrivare così a giocare tutti insieme. Uto scopre, quindi, che è piacevole giocare con Samu e che si possono fare un sacco di giochi nuovi che in due non è proprio possibile fare…IMG_6548IMG_6549Si sa, il gioco è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del bambino che lo accompagna per tutta l’infanzia; il gioco non è una perdita di tempo o una frivolezza, al contrario, rappresenta il luogo privilegiato in cui il bambino entra a contatto col mondo e gli altri, creando un ponte tra realtà e fantasia. Le dinamiche di gioco dei bambini sono meravigliose, ma allo stesso tempo complesse: nel gioco a coppia si possono presentare situazioni di disaccordo tra i due bambini, magari perché entrambi sono “leader” e, di conseguenza, trovare una mediazione diventa difficile! Se invece di due, i bambini sono tre il tutto si complica…  Il tre è un numero che può far nascere sentimenti di gelosia e solitudine poiché le dinamiche a tre possono portare all’esclusione di uno dal gioco. Eppure queste dinamiche sono fondamentali per la crescita del bambino: affrontare ciò che è nuovo, accettare i cambiamenti, mettersi in discussione, ascoltare l’altro e riuscire a trovare un accordo, significa essere parte di un gruppo e scoprirne la bellezza e ricchezza.IMG_6551

Questo testo va ad indagare proprio queste tematiche molto delicate e profonde: se è vero che il cambiamento e le novità destano preoccupazioni e stati emotivi difficili come la gelosia, è anche vero che, se si lascia spazio alla conoscenza, al confronto e al dialogo, si può scoprire che ciò che è nuovo e diverso può offrire nuove opportunità arricchenti IMG_6550Le illustrazioni di “Sulla Collina”sono colorate e ricche di dettagli che consentono a chi le guarda di entrare nella storia; l’espressività dei personaggi emergono, nonostante la semplicità del disegno e, più in generale, tutte le illustrazioni richiamano molto i giochi all’aperto. Immagini, colori e testo si intrecciano senza invadersi a vicenda. Nominato per il Premio d’illustrazione Kate Greenaway 2014, “Sulla Collina” è illustrato da Benji Davies,  autore anche dell’albo “La balena della tempesta”. Il sito ufficiale dell’illustratore è benjidavies.com, assolutamente da visitare!!!

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Tre… è nuovo ed è bello!

“Sulla collina” di Linda Sarah (Autore) e Benji Davies (Illustratore), ed. Giralangolo

 

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3 thoughts on “Scoprirsi…sulla collina

  1. Ciao, Silvia!
    Che “argomentone” quello che affronti oggi: il cambiamento, la novità, l’ignoto…
    Penso che anche tanti adulti abbiano più di una difficoltà ad affrontare qualcosa di nuovo, di non conosciuto…magari non lo ammetterebbero mai e invece!
    E’ molto vero ciò che dici sui sentimenti che provano i bimbi in occasioni così e di come riescano o meno ad esternarli. Secondo me, tanto per cambiare, tocca agli adulti accompagnarli, parlando con loro anche quando sembra non vogliano ascoltare, anche quando manifestano la loro difficoltà assumendo atteggiamenti nuovi ed evidenziando cambiamenti repentini…Ascoltare, osservare, parlare con i nostri piccoli rispettando sempre i loro tempi, che non sono i nostri, con amore, con pazienza, con delicatezza e con dolcezza…
    Tutte doti che a te non mancano affatto, se posso permettermi, visto ciò che scrivi e come lo scrivi: fortunata Emma ad avere una mamma così!
    Grazie per avermi fatto incontrare questo libro che dev’essere davvero carino e un ottimo pretesto per avventurarsi, insieme, nel mondo dell’ignoto!
    A presto!
    Ti aspetto
    nonna Cric

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    1. Ciao nonna Cric! Ogni volta che pubblico un post aspetto con ansia un suo commento!!! Già… quello di oggi è un super argomento, molto delicato ma molto attuale secondo me! I nostri bambini sono molto sensibili e noi adulti dobbiamo essere sempre pronti e attenti per ascoltarli, sostenerli e accompagnarli, insomma, a diventare grandi!!! Grazie mille per le sue preziosissime riflessioni!!! Un abbraccione!!!

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