Una zuppa per ritrovarsi!

Eccomi qua, di ritorno dopo una piccola pausa per le feste natalizie… in questi giorni mi sono dedicata totalmente alla mia famiglia, godendomi tanti momenti insieme ad Emma e a mio marito! Anche questo Natale è passato ed ora non ci resta che il ricordo di quei giorni che tanto erano attesi e desiderati… già perché, come dice sempre mio marito, la vera magia del Natale è racchiusa nei giorni che lo precedono, perché in poche ore tutto il fermento e la smania svaniscono, lasciando spazio però ai ricordi e alle emozioni vissute in quei giorni festosi! Uno dei ricordi più vivi che resteranno impressi nella mia memoria sarà sicuramente il modo di vivere il Natale di Emma: quest’anno, essendo più grande, si è avvicinata a questa festa importante e speciale con più consapevolezza e l’ho vista più coinvolta. Per questo devo ringraziare le sue fantastiche insegnanti della scuola, perché hanno affrontato coi bambini il tema della nascita in modo a dir poco splendido, coinvolgendo le famiglie e tenendo conto di ogni soggettività e individualità nel rispetto di tutti. Grazie a questo affondo molto personale e intimo credo che ogni bambino abbia potuto consolidare una parte di sé molto importante, elaborandola e condividendola con amici e adulti.

Ora torniamo a noi… In occasione del Natale, Emma ha ricevuto diversi doni da parenti e amici e, naturalmente, sotto l’albero non potevano mancare i tanto amati libri! Uno dei libri che è entrato nella nostra libreria di casa è stato “Una zuppa di sasso”, un libro regalato ad Emma dalla mia migliore amica Annarita. A dir la verità questo testo era già da diverso tempo nella nostra libreria, ma in formato piccolo; Emma spesso lo sfoglia, lo racconta a suo modo o se lo fa leggere, perciò le pagine cominciano a cedere… Annarita ha pensato bene di correre in suo aiuto regalandole la versione grande, dove le figure sono belle visibili e grandi.IMG_6248IMG_6249Come ormai avrete capito, il lupo è uno dei miei personaggi preferiti nei testi per bambini e adoro scovarne nuove interpretazioni e significati; nel libro “Una zuppa di sasso” troviamo, appunto, un lupo che porta con sé un sacco bianco che tiene sulle spalle. Il lupo sembra molto stanco e, arrivato in un villaggio, si ferma e bussa alla porta della prima casa che incontra, che è quella della gallina, che, nonostante la paura, decide di aprire la porta, fidandosi delle parole del lupo; questi, una volta entrato in casa della gallina, si accomoda davanti al camino e le chiede una pentola per cuocere la sua zuppa di sasso. La gallina è sorpresa e incuriosita dall’ingrediente principale della zuppa e così propone al lupo di aggiungere il sedano. Il lupo accoglie con piacere il suggerimento della gallina e “arricchisce” la sua zuppa di un nuovo ingrediente. Durante la preparazione della zuppa, in casa della gallina, arrivano piano piano gli altri animali incuriositi dal via vai venutosi a creare in casa; ciascun animale porta così un suo ingrediente da aggiungere alla zuppa di sasso. Tutti insieme si siedono attorno al camino e tra barzellette, storie e chiacchiere varie, aspettano che la zuppa sia pronta. “Credo che la zuppa sia pronta!” – esclama il lupo dopo un po’ – e così tutti insieme gustano la zuppa cenando in compagnia. Ad un certo punto il lupo si alza, riprende il suo sasso, saluta gli animali e va via…IMG_6250Questo testo, seppur molto conosciuto, ha sempre un grande fascino e la cosa che mi piace sempre tanto – e che ritrovo ogni volta che lo racconto – è la bellezza dello stare insieme: la preparazione della zuppa di sasso, che nessuno conosce e ha mai assaggiato, non è altro che un “pretesto” per far riunire gli animali e riscoprire il piacere della compagnia altrui. Il porcello prima, poi il cavallo e l’oca, la capra, la pecora e il cane: tutti questi animali si ritroveranno a condividere la zuppa a casa della gallina, e ognuno di loro, porta alla zuppa qualcosa in “più”. Credo che la chiave di lettura di questo testo sia racchiusa proprio in questo: come nella vita, ogni individuo è portatore di ricchezza, della propria ricchezza, che è sempre diversa, anche se di poco, da quella dell’altro! E’ proprio grazie alla diversità di punti di vista che prende forma l’arricchimento: ogni persona che incontriamo ci offre un pezzo di sé ed è grazie a questo sé che viene allontanata la solitudine fisica e mentale.IMG_6252 La conclusione del racconto è molto interessante: il lupo si riprende il suo sasso, il suo sacco e lascia la casa della gallina e quando questa chiede se tornerà, il lupo rimane in silenzio e poi se ne va. Sicuramente il lupo non tornerà dalla gallina, ma l’autrice decide di regalarci un’ultima illustrazione che prelude ad una “prossima” storia: il lupo è davanti alla porta della casa di un tacchino che, curioso e spaventato proprio come lo era stata la gallina, sta per aprire la porta. Cosa accadrà dopo? Solo l’immaginazione potrà rispondere a questa domanda…IMG_6251Questo di Annarita mi è sembrato un regalo molto azzeccato e molto in tema con le feste: il senso delle feste è proprio quello di rompere la quotidianità, una quotidianità fatta anche di momenti di silenzio e di solitudine e, in questi casi, direi proprio che non c’è modo migliore per farlo che gustare tutti insieme una bella zuppa di sasso.

“Una zuppa di sasso” di Anais Vaugelade, ed. Babalibri
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3 thoughts on “Una zuppa per ritrovarsi!

  1. eccomi qua a lasciare un pensiero a questo articolo.
    Nicolò adora questo libro, che non abbiamo a casa nostra ma nella libreria dai nonni.
    un pò perchè era di mia sorella ed è tra i suoi cimeli, un pò perchè mi piace pensare che alcune siano esclusive della casa dei nonni e che ritrova quando va là e che abbiano così un valore diverso.
    resta il fatto che quando andiamo dai nonni lo ricerca e vuole che il nonno glielo legga.
    conosco questo libro perchè lavorando in un nido d’infanzia è tra la letteratura che generalmente proponiamo.
    il lupo ha sempre il suo fascino ed anche se la storia la trovo lunga Nicolò ne rimane sempre incantato e la ascolta tutta con religioso silenzio ed attenzione.
    credo che il valore dell’accoglienza sia forte in questa storia, così come quello della ricchezza che ognuno può portare.
    inoltre trovo un pò malinconico il finale, quasi triste per certi aspetti, ma credo che sia il bello della storia e che in realtà apra poi la mente ad un possibile ritorno del lupo magari in un altro villaggio, con altri animali.
    grazie per aver pubblicato e fatto conoscere questo testo!
    baci

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  2. Buon Anno a tutti!
    …secondo me, il lupo non tornerà dalla gallina perché, io penso, che il suo compito sia proprio quello di passare di casa in casa insegnando il piacere della condivisione e della compagnia degli amici per combattere solitudine, malinconia ed egoismo.
    E’ veramente molto bello questo libro ed era, ricordo, piaciuto tanto anche ai “miei bimbi”…!
    Grazie, Silvia per i pensieri che ci regali sempre con tanta delicatezza! Un anno dolcissimo a te, Emma e tuo marito dalla
    nonna Cric

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