“Grazie”…una parola da ricordare

Questa settimana per me è stata, dal punto di vista emotivo, molto significativa: nuove conoscenze, nuove opportunità e nuovi modi di mettersi in gioco. Tutto questo mi ha fatto riflettere su me stessa e mi ha “costretta” a mettermi un po’ in mostra, cosa che io abitualmente non amo fare perché non fa parte del mio essere. Insomma ho lasciato che un minimo di autostima mi pervadesse, almeno per qualche giorno, e ho accolto con entusiasmo e gratitudine ciò che è successo. Devo dire che tutto questo è stato per merito di Elizabeth che, inaspettatamente, mi ha chiesto se poteva farmi un’intervista da postare sul suo blog un the tra amiche! Non finirò mai di dirle grazie perché mi ha permesso di raccontarmi e mi fatto sentire interessante e questo è un gesto bellissimo e per nulla scontato, soprattutto da una persona che hai appena iniziato a conoscere.

Come ho raccontato nell’intervista, quando decido di scrivere un post traggo ispirazione dai miei stati emotivi e dal mio vissuto personale, quindi oggi il testo perfetto è “Grazie!”.

Protagonista è un bambino che narra la sua esperienza di vita quotidiana: ci sono un papà e una mamma, un nonno, una nonna ma anche un vicina, una zia, l’autista dello scuolabus, l’ambiente della scuola, un fratello maggiore, un cugino, un negoziante, la madrina… Ogni persona ha un punto di vista diverso, spesso in contraddizione con quello dell’altro, ma è proprio lì la chiave di tutto: è nell’incontro con l’altro e soprattutto con il diverso che il bambino ha modo di riflettere, elaborare un suo pensiero, un suo comportamento, arricchendosi e crescendo.

Il protagonista di questo libro ci mostra come sia importante dire grazie: grazie perché siamo tanti colori di un unico quadro, grazie a tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino, aiutandoci a costruire il nostro modo di essere e di vivere, grazie perché la nostra crescita è accompagnata dalla varietà e di questa varietà ne facciamo parte.

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Le regole e il saper perdere
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“Grazie! E anche questo l’ho imparato da qualcuno”

Il testo di questo libro è semplice, con poche parole, ma efficaci, posto sempre nella parte bassa della pagina; le illustrazioni vogliono trasmettere un senso di familiarità e positività, attraverso tratti delicati e con colori luminosi.

La parola “grazie” al giorno d’oggi viene spesso dimenticata perché ogni gesto, comportamento o dono è dato per scontato; a mio avviso questo atteggiamento è davvero triste e dovremmo, invece, ritornare all’uso di questa parola, che pur nella sua semplicità cela dentro di sé un grande valore e significato.

Vorrei quindi dire grazie a tutte le persone che ho incontrato fino ad oggi nel mio cammino, perché ognuna di loro, nel bene o nel male, con le proprie diversità, mi ha insegnato qualcosa, mi ha lasciato qualcosa e mi ha fatto diventare quella che sono.

“Grazie!” di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho, ed. Kalandraka

 

 

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3 thoughts on ““Grazie”…una parola da ricordare

  1. Grazie….una parola tra le più belle…è facile e non dovrebbe costare niente…invece la si sente così di rado! Perciò:grazie per avercela ricordata! Grazie per ciò che hai scritto con tanto cuore, Silvia!

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