“Il lupo che voleva cambiare colore”

“Per tutto c’è una spiegazione, Silvia!” mi ripete spesso la mia migliore amica Annarita… e col tempo sto scoprendo che forse ha ragione e che, quando meno te lo aspetti, arriva una piacevole sorpresa! Un esempio…questo piccolo blog mi ha permesso di iniziare una bella conoscenza con una ragazza di nome Elizabeth. Come me, Elizabeth ha da poco aperto un suo blog che ha chiamato  un the tra amiche dove si racconta e si apre a chi ha voglia di seguirla! Questo post sarà, quindi, dedicato a lei e alla sua richiesta di affrontare il tema del Lupo, argomento molto delicato per noi genitori.

La letteratura per l’infanzia è ricca di testi che vedono come protagonista il Lupo proprio perché intorno ai 2/3 anni questa figura “entra” di prepotenza nei sogni, nei giochi e nei pensieri di ogni bambino. Nessuno è escluso… prima o poi tutti dobbiamo affrontare questo personaggio! E quale modo migliore se non con l’aiuto della lettura?!!! Lupo cattivo, lupo buffo, lupo imbranato, lupo sensibile, lupo dolce, lupo dispettoso… tanti lupi per tante storie differenti!

Emma è cresciuta con tanti libri sui lupi, tutti con ruoli diversi, proprio perché non volevo che per lei fosse un argomento tabù, ma che si potesse avvicinare e affrontare questo personaggio in modo naturale e sereno. Uno dei primi libri che le ho fatto conoscere è stato “Il lupo che voleva cambiare colore”: questo testo racconta di un enorme lupo tutto nero che non ama per niente il proprio colore e che, dopo essersi guardato allo specchio, decide di provare a cambiare colore; ne prova tanti, ma alla fine decide che il suo colore deve rimanere il nero ed è felice così.

La figura del lupo in questo libro è scherzosa, ironica e molto vicina a noi e ci ricorda di come spesso ci sentiamo fuori luogo o di come non ci piacciamo perché diversi dagli altri; attraverso immagini semplici e colorate, questo lupo vuole dirci che la cosa importante alla fine è accettarsi così come si è, perché la bellezza è nell’individualità e nella soggettività, insomma è “nell’occhio di chi guarda”.

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ultima pagina del libro “Il lupo che voleva cambiare colore”

Un particolare che mi ha colpito è stata la dedica dell’autrice “Per i lupacchiotti che non si sentono belli e che invece lo sono, davvero”. Parole semplici, ma di gran valore, che vanno bene per grandi e piccini.

“Il lupo che voleva cambiare colore” di Orianne Lallemand e Éléonore Thuillier, ed. Gribaudo

Della stessa collana e autrici si possono trovare anche:

  • “Il lupo che cercava l’amore”
  • Il lupo che voleva fare il giro del mondo”

 

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2 thoughts on ““Il lupo che voleva cambiare colore”

  1. La diversità è ciò che ci contraddistingue…
    E rende ognuno di noi speciale in questo mondo…
    Io, questo problema tra qualche anno lo affronterò in maniera più ampia e molto più profonda…
    Ma sono molto serena…
    Prenderò sicuramente nota del titolo…

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