“Un leone a Parigi”… oggi più che mai

A seguito degli indescrivibili fatti accaduti proprio ieri sera, ho sentito il bisogno di dedicare un post alla meravigliosa Parigi, luogo scelto da Beatrice Alemagna per “Un leone a Parigi” (vincitore della prima edizione del Premio nazionale Nati per leggere).

Parigi, una delle più meravigliose e straordinarie città che io abbia mai visto… una città davvero magica, che almeno una volta nella vita devi aver visto. Parigi… che tiene dentro di sé tante diversità, a partire dal suo lato più romantico della Tour Eiffel, fino ad arrivare all’estrosità del Mouline Rouge, ma senza trascurare l’aspetto culturale con il suo Louvre e il quartiere degli Impressionisti.

La prima volta che andai a Parigi fu nel 2001 e fu amore a prima vista… ma è praticamente impossibile non amare questa città e quando incontrai questo libro ambientato proprio a Parigi non ho saputo resistere e lo acquistai subito.

Un grande leone solitario, stanco della sua vita un po’ piatta nella savana, decide di mettersi in viaggio in cerca di una nuova vita. Arriva così nella capitale francese, dove la sua presenza non suscita né stupore né timore. Dopo aver girato per la città e aver scoperto luoghi speciali, il leone viene attratto da un piedistallo al centro di una piazza e decide di mettersi sopra. Solo allora il leone si sente davvero felice e finalmente viene guardato e ammirato da tutti.

Mi colpirono subito due aspetti di questo testo: la prima fu il formato, bello grande e che si sfoglia dall’alto verso il basso; l’altra furono le immagini, illustrazioni semplici, di forte impatto visivo. La storia di questo leone, tenera e un po’ malinconica, viene infatti affidata alla capacità evocativa di grandi immagini unite a collage che ti raccontano, ti catturano e ti trascinano all’interno della storia e a Parigi.

I temi che emergono da questo racconto sono quelli relativi alla diversità, alla solitudine e all’abbandono. Tocca sentimenti importanti, cambiamenti, accettazione dell’altro e bellezza: una bellezza interiore, profonda, che deriva dalla consapevolezza di aver trovato se stessi, dopo essersi a lungo cercati.

La storia è dedicata al Leone di Belfort, la scultura di Frédéric Bartholdi che dal 1880 domina Piazza Denfert-Rochereau di Parigi ed è da sempre uno sei simboli dell’iconografia della città.

Un leone a Parigi” di Beatrice Alemagna, Donzelli editore

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