“Gli uccelli” e la scoperta dei Silent Books

La prima volta che incontrai il libro “Gli uccelli” fu circa un anno fa, quando Mariarosa, una mia collega, lo portò al nido per raccontarlo ai bambini della nostra sezione. Il modo di narrare la storia di Mariarosa fu meraviglioso (del resto è molto brava in questo ed io cerco di prendere ispirazione da lei) ed è proprio per tale motivo che mi innamorai di questo testo.

Decisi così di acquistarlo per poterlo avere tra i miei libri e per poter farlo scoprire ad Emma… Devo ammettere che i libri senza parole, chiamati anche Silent Books, mi hanno sempre incuriosito, ma ho sempre avuto un po’ di timore nell’incontrarli poiché non sapevo se sarei stata in grado di narrare una storia partendo solo dalle immagini.

Grazie a Mariarosa, appassionata di questo genere di libri, ho scoperto che basta osservare le immagini, lasciarsi andare, lasciare libera la mente, dar sfogo alla propria fantasia e … oplà…il gioco è fatto… la storia vien da sé… Ho capito che la bellezza di questo genere di testo è proprio racchiusa in questo, far emergere l’individualità e la personalità di chi legge, ma anche lasciar libertà di interpretazione a chi ascolta.

Il libro “Gli uccelli” , nonostante presenti pochissime parole, credo si possa definire comunque un silent book: il testo di Germano Zullo è infatti, a mio avviso, inutile, anzi, di difficile comprensione, poco immediato e direi praticamente inutile nell’economia della storia; le illustrazioni di Albertine, invece, sono chiare, definite e credo che riescano a trasmettere da sole il significato della storia senza bisogno di nessun altro ausilio, lasciando così spazio a diverse e possibili chiave di letture e storie.

Il testo racconta la storia di un signore che con il suo camion rosso va nel deserto per liberare uno stormo di variopintissimi uccelli e, malinconico, li vede andar via. L’uomo si accorge poi di due occhietti che all’interno del camion bucano il buio: un uccellino nero, rimasto indietro. Il camionista condivide con lui il suo pranzo e lo spinge a volare; l’uccellino, infine, ritrova lo stormo che inaspettatamente torna indietro e raggiunge l’omino sulla via del ritorno. Sostenuto dalle zampe degli uccelli l’uomo, vola, realizzando così il suo più grande sogno.

Un libro adatto ad ogni età, con illustrazioni che rimandano al disegno a matita, che vuole farci riflettere sull’importanza della condivisone, della gratitudine e, soprattutto, sul valore che hanno i “dettagli”, come a dire che le piccole cose sono le più significative e quelle che, in fondo, fanno la differenza.

Gli uccelli” di Germano Zullo, illustrazioni di Albertine, ed. Topipittori

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